| 23 gennaio Bussoleno - Giunta di centro-sinistra
Dopo vent'anni di amministrazione comunista, nasce un governo cittadino con socialisti e
democristiani: sindaco è il socialista Falchero, vicesindaco il maestro Deagostini (dc).
23 gennaio
L'assassinio dell'inquisitore
Ampio spazio, su più numeri del giornale, viene dedicato alle celebrazioni del sesto
centenario del martirio del Beato Pietro da Ruffia assassinato nel chiostro del Convento
di San Francesco di Susa il 2 febbraio del 1365. Pietro da Ruffia era un domenicano con la
nomina di inquisitore per il Piemonte e la Liguria.
13 marzo
Bussoleno - 109 licenziamenti
Alla Sisma, le acciaierie che appartengono al gruppo Edison, ancora lo spettro dei
licenziamenti: il 50 per cento dei dipendenti, 109 operai, vengono lasciati a casa.
Annunciate 24 ore di sciopero. Su La Valsusa del 20 marzo si parla di "situazione
sempre più grave" perchè l'azienda non è disposta a discutere sui 109
licenziamenti e non ha accettato la proposta della Commissione del Consiglio comunale di
mettere gli operai in integrazione trasformando i licenziamenti in sospensione.
13 marzo
Caduto al Moncenisio l'ultimo diaframma della galleria
Il tunnel, con una lunghezza di 8200 metri, porta l'acqua dal lago ad un pozzo sopra
Venaus. Da qui una condotta forzata alimenterà la nuova centrale sotterranea dell'Enel.
Dopo 18 settimane di orario ridotto, 134 operai del
Cotonificio Valle Susa di Bussoleno sono stati sospesi dal lavoro. Tutte le maggiori
industrie valsusine - informa La Valsusa del 3 aprile - si trovano in una situazione
quanto mai difficile: ad Avigliana la Duco verrà smantellata, la Fichet ha ottenuto il
concordato preventivo, la Moncenisio presenterà il bilancio in passivo, la Magnadyne di
S.Antonino e la Itom di Sant'Ambrogio sono in difficoltà, la Sisma ha appena licenziato
il cinquanta per cento dei dipendenti...
La Valsusa del 24 luglio scrive: "Salari e stipendi
non pagati da tre mesi, assegni familiari ed indennità di infortunio e di cassa
integrazione non versate agli interessati ed indebitamente trattenuti dall'azienda. A
tutto questo si aggiunge la prospettiva della chiusura definitiva.
A ottobre la situazione precipita e si arriva al
"fallimento del Cotonificio dopo oltre sei mesi di vane trattative": la vicenda
coinvolge 8000 lavoratori. Era dal settembre '64 che gli stipendi venivano corrisposti
irregolarmente.
La situazione è grave: in questi mesi anche la Magnadyne
ha sospeso o licenziato oltre 1500 persone. Ii vescovi delle tre diocesi maggiormente
interessate al problema dei dipendenti del Cotonificio Valle Susa (Susa, Ivrea e Pinerolo)
promuovono una raccolta di fondi a beneficio delle famiglie più bisognose.
"Col fallimento si parte da zero, la cassa
integrazione diventa inoperante..." scrive La Valsusa del 16 ottobre, mentre sul
numero successivo si parla di schiarita "a seguito delle garanzie offerte dai
fratelli Riva". Il 18 dicembre viene annunciato che la gestione del CVS è passata
alla Eti dal giorno 16 dicembre: è prevista la riattivazione di otto stabilimenti con
prededenza per quelli di Collegno, Perosa e Lanzo, con la riassunzione di 5200 dipendenti.
Non verrebbero riaperti gli stabilimenti di Bussoleno, Pianezza e Trecate. Rimane il
problema di oltre 2000 licenziamenti. |