| 5 maggio 1945 La liberazione di SusaLa liberazione di Susa
Sabato 28 aprile, dopo una triste vigilia, nella quale i nazi-fascisti consumarono gli
ultimi delitti, varie formazioni di patrioti occuparono la città che imbandierata e
vestita a festa, come per incanto, con ardenti manifestazioni espresse la sua gioia e la
sua gratitudine ai liberatori. Suonarono tutte le campane come nelle feste più grandi e
nel pomeriggio si volle tosto onorare la memoria dei caduti per la libertà deponendo
corone alle tombe dei cimiteri di Susa e Mompantero.
La giunta comunale amministrativa di Susa
Sindaco: Borello Giovanni Battista; V.Sindaco: Plano Battista; Giunta: i componenti il
Comitato di Liberazione rappresentanti i partiti e cioé:
De Marchi Franz, Partito dAzione; Plano Battista, Partito Demo Cristiano; Bruna
Mario, Partito Socialista; Longo Vaschetto Lorenzo, Partito Comunista; Moretti Vincenzo,
Partito Liberale; Matossi LOrsa Isidoro, Rappresentante Industriali; Lentati
Giovanni, Rappresentante Impiegati; Favro Onorato, Rappresentante Artigiani; Bertolo
Edoardo, Rappresentante Commercianti; Campagna Avv. Alfredo, rappresentante
Professionisti; Piacentini Domenico, Ivol Rocci, Zanzottera Franco, Autino Pietro - Opera;
Chiapusso Pietro, Nicolaz Alberto - Contadini; Migliardi Gemma, Maestra; Longo Vaschetto
Caterina, Operaia; Cotterchio Ida, Contadina.
Sindaco: Borello Giovanni Battista; V.Sindaco: Plano Battista; Giunta: i componenti il
Comitato di Liberazione rappresentanti i partiti e cioé:
De Marchi Franz, Partito dAzione; Plano Battista, Partito Demo Cristiano; Bruna
Mario, Partito Socialista; Longo Vaschetto Lorenzo, Partito Comunista; Moretti Vincenzo,
Partito Liberale; Matossi LOrsa Isidoro, Rappresentante Industriali; Lentati
Giovanni, Rappresentante Impiegati; Favro Onorato, Rappresentante Artigiani; Bertolo
Edoardo, Rappresentante Commercianti; Campagna Avv. Alfredo, rappresentante
Professionisti; Piacentini Domenico, Ivol Rocci, Zanzottera Franco, Autino Pietro - Opera;
Chiapusso Pietro, Nicolaz Alberto - Contadini; Migliardi Gemma, Maestra; Longo Vaschetto
Caterina, Operaia; Cotterchio Ida, Contadina.
Il Te Deum
Il 30 aprile la città celebrò la festa nazionale di S.Caterina da Siena e S.E. Mons.
Vescovo esaltò la figura della patrona dItalia, salutando la aurora della pace.
Lunedì 7 aprile, allannuncio ufficiale della cessazione della guerra venne indetta
una solenne funzione in Cattedrale. S.E. Mons. Vescovo ricordò alla folla le giornate
propiziatorie, le speranze riposte nella misericordia del Signore e levò linno
della riconoscenza a Dio ed alla Madonna del Rocciamelone richiamando tutti alle gravi
responsabilità dellimmane opera di ricostruzione.
Il 30 aprile la città celebrò la festa nazionale di S.Caterina da Siena e S.E. Mons.
Vescovo esaltò la figura della patrona dItalia, salutando la aurora della pace.
Lunedì 7 aprile, allannuncio ufficiale della cessazione della guerra venne indetta
una solenne funzione in Cattedrale. S.E. Mons. Vescovo ricordò alla folla le giornate
propiziatorie, le speranze riposte nella misericordia del Signore e levò linno
della riconoscenza a Dio ed alla Madonna del Rocciamelone richiamando tutti alle gravi
responsabilità dellimmane opera di ricostruzione.
Benvenuto alle forze armate alleateBenvenuto alle forze armate alleate
Giovedì 10 maggio una rappresentanza delle truppe alleate ha preso il comando del nostro
presidio.
Salutiamo con vivo entusiasmo gli alleati che con tanto sacrifizio ed eroismo liberarono
la nostra Patria.
Ricordando i loro morti auspichiamo prosperità e grandezza e pace duratura nel mondo
intero.
Condove - Condove - La morte del Prof. Cosimo Bertacchi
A Condove nei giorni della trepida vigilia della liberazione ha chiuso serenamente
la sua lunga, esemplare esistenza, nella veneranda età di anni 91, il prof. Cosimo
Bertacchi. Geografo insigne, scrittore geniale e poeta brillante.
A Condove, con il ricordo della sua bontà, restano i monumenti della sua generosità, il
campanile e la torre comunale.
15 settembre
Lutto nel clero. E deceduto in Germania don Carlo
Prinetto
La notizia che, da circa un mese circolava discreta sulla morte di D.Carlino Prinetto ebbe
purtroppo la conferma in questi giorni da parte di ex compagni di prigionia e di
patimenti.
Prelevato sulla fine dello scorso anno a Bussoleno, dopo una sosta a Torino in via Asti,
venne tradotto in Germania e internato nellinfausto campo di Mathausen. E visse con
i compagni di sventura la triste vita che tutti sanno, fatto anzi oggetto a più
accentuati maltrattamenti perché sacerdote.
Ma nel campo il suo apostolato, che tutti incuorava, tutti incoraggiava alla resistenza,
pieno di iniziative per arrecare un qualche sollievo. E viene ricordato con venerazione da
tanti che da lui attinsero forza per resistere e ritornare. Benedetto certamente da quelli
cui aprì con il suo ministero, esercitato furtivamente le porte dellEternità
beata.
E salì sul Calvario e consumò il suo sacrificio proprio mentre lalba si infuocava
dei primi albori della libertà il 30 aprile. Pesava solo più 28 chili.
Noi ci inchiniamo dinnanzi al sacrifizio di D.Carlo Prinetto nella speranza di saperlo nel
possesso del premio. |
































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