Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

Ancora rinnovata,
 la sezione storica
 con i primi cento anni
 del giornale

in questo momento sei in:  1944 - 2006

     

mappa del sito

 info@lavalsusa.com

 

 

1944

E' uno degli anni più difficili e dolorosi per la valle. Ne risente anche La Valsusa che, nell'anno, per esce con sole due pagine... quando può.

20 maggio

S.Ambrogio - Processione da S.Ambrogio alla Sacra
In un anno povero di notizie pubblicate (gli avvenimenti di questi anni saranno rievocati nelle cronache successive alla Liberazione), una cronaca dà il senso del dramma e del dolore di quel periodo. Si tratta del racconto di una manifestazione di fede e religiosità popolare che si svolge nel mese di maggio: una processione da S.Ambrogio sale alla Sacra di S.Michele.
Alcuni passi dell’articolo: "Passa la Vergine tra campi vellutati e freschi, passa tra case, tra le ville, passa tra il suo popolo.
Vede un mondo povero, triste e sconvolto; vede minaccie, stragi e morti; vede visi pallidi e sconvolti; vede cuori aperti, spezzati e sanguinanti; vede ferite e languori; vede mani giunte di mamme accorate; vede mani giunte di padri sconsolati; vede giovani, tanti giovani dispersi lontano, lontano"
"Oh, distendi le tue mani, tocca le nostre piaghe, distruggi le nostre pene, Gran Regina, dà a noi la Tua Pace. Mille e mille anime han così pregato; mille e mille cuori han pianto..."
- Processione da S.Ambrogio alla Sacra
In un anno povero di notizie pubblicate (gli avvenimenti di questi anni saranno rievocati nelle cronache successive alla Liberazione), una cronaca dà il senso del dramma e del dolore di quel periodo. Si tratta del racconto di una manifestazione di fede e religiosità popolare che si svolge nel mese di maggio: una processione da S.Ambrogio sale alla Sacra di S.Michele.
Alcuni passi dell’articolo: "Passa la Vergine tra campi vellutati e freschi, passa tra case, tra le ville, passa tra il suo popolo.
Vede un mondo povero, triste e sconvolto; vede minaccie, stragi e morti; vede visi pallidi e sconvolti; vede cuori aperti, spezzati e sanguinanti; vede ferite e languori; vede mani giunte di mamme accorate; vede mani giunte di padri sconsolati; vede giovani, tanti giovani dispersi lontano, lontano"
"Oh, distendi le tue mani, tocca le nostre piaghe, distruggi le nostre pene, Gran Regina, dà a noi la Tua Pace. Mille e mille anime han così pregato; mille e mille cuori han pianto..."

17 giugno

S.Antonino - S.Antonino - Prime Messe
In mezzo alle tragedie, ci sono notizie che danno speranza. I novelli sacerdoti celebrano le prime Messe. Don Oreste Cantore e don Guido Ferrero a S.Antonino, don Giuseppe Riffero e don Oreste Bruno a Bussoleno, don Luigi Viretto a Foresto, don Oreste Pagliarello a Novaretto, don Beppino Barella a S.Ambrogio.

9 settembre

Lettera circolare del vescovo al clero e al popolo
Mons. Umberto Ugliengo scrive: "Il fronte della guerra si fa di giorno in giorno sempre più vicino a noi, giustificando ed accrescendo le nostre preoccupazioni (...)
Anche la nostra piccola Diocesi, per quanto piccola, deve purtroppo, oggi, piangere delle vittime e deplorare non poche devastazioni e distruzioni, causate dai bombardamenti aerei, dalla lotta fratricida che dilania e insanguina la nostra diletta Patria". Il vescovo invita alla preghiera, a "rivolgerci con più fiducia a Dio, nelle cui mani stanno le nostre sorti" e annuncia, per quando la guerra sarà finita, la costruzione di un monumento dedicato al Sacro Cuore "sui monti dominanti questa nostra valle". Mons. Ugliengo rivolge ai fedeli parole di speranza: "Non sappiamo che cosa ci riserva il domani, l’immediato dopo guerra. Sappiamo però che se noi saremo uniti a Dio attraverso la santità della nostra vita e la preghiera resa più fervida e più fiduciosa, se saremo sempre più uniti tra noi (...) nulla avremo a temere e saranno per noi, per la Chiesa e per la Patria giorni belli e sereni, giorni pieni di ancor più belle promesse per l’avvenire".
Mons. Umberto Ugliengo scrive: "Il fronte della guerra si fa di giorno in giorno sempre più vicino a noi, giustificando ed accrescendo le nostre preoccupazioni (...)
Anche la nostra piccola Diocesi, per quanto piccola, deve purtroppo, oggi, piangere delle vittime e deplorare non poche devastazioni e distruzioni, causate dai bombardamenti aerei, dalla lotta fratricida che dilania e insanguina la nostra diletta Patria". Il vescovo invita alla preghiera, a "rivolgerci con più fiducia a Dio, nelle cui mani stanno le nostre sorti" e annuncia, per quando la guerra sarà finita, la costruzione di un monumento dedicato al Sacro Cuore "sui monti dominanti questa nostra valle". Mons. Ugliengo rivolge ai fedeli parole di speranza: "Non sappiamo che cosa ci riserva il domani, l’immediato dopo guerra. Sappiamo però che se noi saremo uniti a Dio attraverso la santità della nostra vita e la preghiera resa più fervida e più fiduciosa, se saremo sempre più uniti tra noi (...) nulla avremo a temere e saranno per noi, per la Chiesa e per la Patria giorni belli e sereni, giorni pieni di ancor più belle promesse per l’avvenire".

7 ottobre

Susa - La morte di don Cinato
Muore nel pomeriggio del 13 settembre don Alberto Cinato, prevosto di S.Evasio. "Era nato a Chiavrie il 25 gennaio 1876 ed era stato ordinato sacerdote da Mons. Rosaz il 27 maggio 1899.

 

Home
1897-1912
1913-1945
1946-1980
1981-2006

Su
1913
1914
1915
1921
1922
1923
1925
1926
1927
1928
1929
1930
1931
1932
1933
1934
1935
1936
1937
1938
1939
1940
1941
1942
1943
1944
1945