| 1944 E' uno degli anni più difficili e dolorosi per la valle. Ne risente
anche La Valsusa che, nell'anno, per esce con sole due pagine... quando può.
20 maggio
S.Ambrogio - Processione da S.Ambrogio alla Sacra
In un anno povero di notizie pubblicate (gli avvenimenti di questi anni saranno rievocati
nelle cronache successive alla Liberazione), una cronaca dà il senso del dramma e del
dolore di quel periodo. Si tratta del racconto di una manifestazione di fede e
religiosità popolare che si svolge nel mese di maggio: una processione da S.Ambrogio sale
alla Sacra di S.Michele.
Alcuni passi dellarticolo: "Passa la Vergine tra campi vellutati e freschi,
passa tra case, tra le ville, passa tra il suo popolo.
Vede un mondo povero, triste e sconvolto; vede minaccie, stragi e morti; vede visi pallidi
e sconvolti; vede cuori aperti, spezzati e sanguinanti; vede ferite e languori; vede mani
giunte di mamme accorate; vede mani giunte di padri sconsolati; vede giovani, tanti
giovani dispersi lontano, lontano"
"Oh, distendi le tue mani, tocca le nostre piaghe, distruggi le nostre pene, Gran
Regina, dà a noi la Tua Pace. Mille e mille anime han così pregato; mille e mille cuori
han pianto..." - Processione da S.Ambrogio alla Sacra
In un anno povero di notizie pubblicate (gli avvenimenti di questi anni saranno rievocati
nelle cronache successive alla Liberazione), una cronaca dà il senso del dramma e del
dolore di quel periodo. Si tratta del racconto di una manifestazione di fede e
religiosità popolare che si svolge nel mese di maggio: una processione da S.Ambrogio sale
alla Sacra di S.Michele.
Alcuni passi dellarticolo: "Passa la Vergine tra campi vellutati e freschi,
passa tra case, tra le ville, passa tra il suo popolo.
Vede un mondo povero, triste e sconvolto; vede minaccie, stragi e morti; vede visi pallidi
e sconvolti; vede cuori aperti, spezzati e sanguinanti; vede ferite e languori; vede mani
giunte di mamme accorate; vede mani giunte di padri sconsolati; vede giovani, tanti
giovani dispersi lontano, lontano"
"Oh, distendi le tue mani, tocca le nostre piaghe, distruggi le nostre pene, Gran
Regina, dà a noi la Tua Pace. Mille e mille anime han così pregato; mille e mille cuori
han pianto..."
17 giugno
S.Antonino - S.Antonino - Prime Messe
In mezzo alle tragedie, ci sono notizie che danno speranza. I novelli sacerdoti celebrano
le prime Messe. Don Oreste Cantore e don Guido Ferrero a S.Antonino, don Giuseppe Riffero
e don Oreste Bruno a Bussoleno, don Luigi Viretto a Foresto, don Oreste Pagliarello a
Novaretto, don Beppino Barella a S.Ambrogio.
9 settembre
Lettera circolare del vescovo al clero e al popolo
Mons. Umberto Ugliengo scrive: "Il fronte della guerra si fa di giorno in giorno
sempre più vicino a noi, giustificando ed accrescendo le nostre preoccupazioni (...)
Anche la nostra piccola Diocesi, per quanto piccola, deve purtroppo, oggi, piangere delle
vittime e deplorare non poche devastazioni e distruzioni, causate dai bombardamenti aerei,
dalla lotta fratricida che dilania e insanguina la nostra diletta Patria". Il vescovo
invita alla preghiera, a "rivolgerci con più fiducia a Dio, nelle cui mani stanno le
nostre sorti" e annuncia, per quando la guerra sarà finita, la costruzione di un
monumento dedicato al Sacro Cuore "sui monti dominanti questa nostra valle".
Mons. Ugliengo rivolge ai fedeli parole di speranza: "Non sappiamo che cosa ci
riserva il domani, limmediato dopo guerra. Sappiamo però che se noi saremo uniti a
Dio attraverso la santità della nostra vita e la preghiera resa più fervida e più
fiduciosa, se saremo sempre più uniti tra noi (...) nulla avremo a temere e saranno per
noi, per la Chiesa e per la Patria giorni belli e sereni, giorni pieni di ancor più belle
promesse per lavvenire".
Mons. Umberto Ugliengo scrive: "Il fronte della guerra si fa di giorno in giorno
sempre più vicino a noi, giustificando ed accrescendo le nostre preoccupazioni (...)
Anche la nostra piccola Diocesi, per quanto piccola, deve purtroppo, oggi, piangere delle
vittime e deplorare non poche devastazioni e distruzioni, causate dai bombardamenti aerei,
dalla lotta fratricida che dilania e insanguina la nostra diletta Patria". Il vescovo
invita alla preghiera, a "rivolgerci con più fiducia a Dio, nelle cui mani stanno le
nostre sorti" e annuncia, per quando la guerra sarà finita, la costruzione di un
monumento dedicato al Sacro Cuore "sui monti dominanti questa nostra valle".
Mons. Ugliengo rivolge ai fedeli parole di speranza: "Non sappiamo che cosa ci
riserva il domani, limmediato dopo guerra. Sappiamo però che se noi saremo uniti a
Dio attraverso la santità della nostra vita e la preghiera resa più fervida e più
fiduciosa, se saremo sempre più uniti tra noi (...) nulla avremo a temere e saranno per
noi, per la Chiesa e per la Patria giorni belli e sereni, giorni pieni di ancor più belle
promesse per lavvenire".
7 ottobre
Susa - La morte di don Cinato
Muore nel pomeriggio del 13 settembre don Alberto Cinato, prevosto di S.Evasio. "Era
nato a Chiavrie il 25 gennaio 1876 ed era stato ordinato sacerdote da Mons. Rosaz il 27
maggio 1899.
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