Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

Ancora rinnovata,
 la sezione storica
 con i primi cento anni
 del giornale

in questo momento sei in:  1943 - 2006

     

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30 gennaio 1943

Sottoscrizione della diocesi per i sinistrati
Generoso gesto della diocesi di Susa per i sinistrati di Torino: "La somma raccolta si aggira sulle diecimila lire - cifra finora mai raggiunta in altre consimili collette".

27 marzo

Bussoleno- Don Trappo sulla via del ritorno dalla Russia
"Sono pervenute notizie del Ten. Cappellano Don Rinaldo Trappo, combattente in Russia. Dopo aver partecipato alle epiche gesta coi valorosi alpini Don Trappo è sulla via del rimpatrio con il suo reparto".

8 maggio

Villarfocchiardo- Muore il titolare della Giaconera, Giusto Cattaneo
"Nel tardo, piovoso pomeriggio di sabato 1° maggio, e dopo lunghe settimane di crudo morbo, chiudeva alla vecchia Giaconera la sua operosa giornata di lavoro il bravo sig. Giusto Cattaneo, proprietario del Ristorante Giaconera, gettando nella più accorata delle angoscie la moglie, i figli Clara ed Endro. Giusto Cattaneo seppe riportare la vecchia Locanda e Posta dei Cavalli al rango odiernamente da tutti riconosciutele: di primo ristorante della Valle. Quotidiani del nostro e di tempi a noi vicini hanno volentieri e compiacenti sottolineato attraversi scorci turistici, vagabondaggi estivi, piccole interviste, queste prerogative ovunque riconosciute ed ammirate".

Cade il fascismo
Le dimissioni di Mussolini, il governo Badoglio

21 luglio - La Valsusa ritorna in edicola e nelle case degli abbonati: "Durante il forzato riposo del nostro giornale, dovuto a gravi guasti della sede e tipografia nell'incursione nemica del 12 luglio scorso, sono accaduti in Italia dei gravi avvenimenti: le dimissioni di Mussolini, la caduta del fascismo, la nomina di un nuovo Governo presieduto dal Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio con una sequela di vaste e svariate ripercussioni politiche e sociali che di giorno in giorno si vanno effettuando sotto il cielo della nostra Patria".

28 agosto - La Valsusa commenta... "Dopo il crollo del fascismo - Perché è sparito come nebbia. A più di un mese di distanza dalla data del 25 luglio - che sarà la vera nostra festa nazionale - pare ancora incomprensibile per molti come mai il fascismo sia scomparso così come nebbia al sole. Come mai? E' vero che a farlo così ignobilmente sparire contribuì il silenzioso ma crescente disfavore popolare, le critiche, il malcontento che s'innalzava da tutte le parti ma che tuttavia non si manifestava. Il fascismo è crollato, rapidissimamente ed ignobilmente, senza neanche una parola del parolaio suo fondatore, che lasciasse in libertà i suoi amici, che facesse magari il gesto di dire: "mi apparto perchè ciò lo ritengo utile al paese": è crollato ignobilmente perchè mancava d'una base morale, d'una idea morale, e non poteva perciò campare eternamente. Ha campato fin troppo, e certamente se non avesse avuto tanti interessi, che lo sostenevano, sarebbe crollato assai prima".

La censura su La Valsusa
11 settembre - La censura "imbianca" ancora le colonne del nostro settimanale: in prima pagina sparisce un articolo in taglio basso, situato sotto il fondo di Alberto Casalis, intitolato "Una data che non si cancella", riferito al 1° settembre '43...quello che invece si cancella ancora, evidentemente, è il commento del giornale. Anche a pagina 3, l'intera prima colonna e due spazi della seconda e della terza sono stati anch'essi censurati. Rimane il titolo dell'articolo, "Senza misura!", e la firma, la sigla P.

 Da La Valsusa del 3 luglio

Impressioni di un ritorno in Patria (dalla Russia)
"Ho ripreso contatto con la vita borghese, dopo una paretesi di assenza dall'Italia di 27 mesi! Rivedo il fango delle piste ucraine, il polverone dei mesi estivi, l'ansia del primo contatto col nemico, le graduali conquiste, i successivi spostamenti, il freddo dell'inverno '41-'42, la ripresa dell'ostilità in grande stile dopo lo svernamento nella zona di Stalino, il varco del Donez ed infine l'assestamento al Don che doveva vedere tanti eroismi conosciuti, e nascosti, tanti sacrifici stroncati solamente da una superiorità numerica favolosa, l'apporto degli italiani a Stalingrado, ed ancora la estenuante battagluia difensiva invernale del '42. Tutto è ormai patrimonio del ricordo. Ricordo che durante il transito in Polonia, merntre il treno correva con l'ansia di giungere al più presto al confine italiano, ci giunsero portati dal vento i rintocchi di una csampana che chiamava gli uomini di buona volontà a rallegrarsi nel Signore. La yerza Pasqua di guerra ci aveva sorpresi in movimento come le altre Pasque, la prima al confine jugoaslavo, la seconda nella zona di Stalino, e questa più bella, maggiormente sentita perchè perchè già più vicina a casa. Eppure, mslgrado tutto, io non rimpiango i mesi trascorsi in Russia. Vi sono stati dei giorni chge restano nel cuore. Il riconoscimento da parte dei civili russi alla nostra civiltà, e di conseguenza, l'accoglienza riservata ai soldati italiani; le amicizie coi cameratio tedeschi (...ricordi, Hans, quel bagno a cui ci siamo recati in autoblinda?), i camerati romeni che non potevano chiamare altrimenti che fratelli i soldati italiani, i simpatici legionari croati, e tu Viktor, piccolo russo abbandonato, privo di casa, dei tuoi genitori, che ti pavoneggiavi col tuo grigioverde...Ed il ricordo va anche ai compagni, ai cari compagni, che laggiù abbiamo lasciati protetti solamente dalla Croce di Cristo. Abbiamo lasciato loro una sola parola d'ordine: "Ritorneranno" che sta scritta a caratteri cubitali sul cimitero italiano di Woroschilowgrad. Ritorneranno se gli italiani in una vita rinnovata di costumi, in unas cristiana visione della vita, ne saranno degni". (Ernesto Talentino).

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