| 30 gennaio 1943 Sottoscrizione della diocesi per i sinistrati
Generoso gesto della diocesi di Susa per i sinistrati di Torino: "La somma raccolta
si aggira sulle diecimila lire - cifra finora mai raggiunta in altre consimili
collette".
27 marzo
Bussoleno- Don Trappo sulla via del ritorno dalla
Russia
"Sono pervenute notizie del Ten. Cappellano Don Rinaldo Trappo, combattente in
Russia. Dopo aver partecipato alle epiche gesta coi valorosi alpini Don Trappo è sulla
via del rimpatrio con il suo reparto".
8 maggio
Villarfocchiardo- Muore il titolare della
Giaconera, Giusto Cattaneo
"Nel tardo, piovoso pomeriggio di sabato 1° maggio, e dopo lunghe settimane di crudo
morbo, chiudeva alla vecchia Giaconera la sua operosa giornata di lavoro il bravo sig.
Giusto Cattaneo, proprietario del Ristorante Giaconera, gettando nella più accorata delle
angoscie la moglie, i figli Clara ed Endro. Giusto Cattaneo seppe riportare la vecchia
Locanda e Posta dei Cavalli al rango odiernamente da tutti riconosciutele: di primo
ristorante della Valle. Quotidiani del nostro e di tempi a noi vicini hanno volentieri e
compiacenti sottolineato attraversi scorci turistici, vagabondaggi estivi, piccole
interviste, queste prerogative ovunque riconosciute ed ammirate".
Cade il fascismo
Le dimissioni di Mussolini, il governo Badoglio
21 luglio - La Valsusa ritorna in edicola e nelle
case degli abbonati: "Durante il forzato riposo del nostro giornale, dovuto a gravi
guasti della sede e tipografia nell'incursione nemica del 12 luglio scorso, sono accaduti
in Italia dei gravi avvenimenti: le dimissioni di Mussolini, la caduta del fascismo, la
nomina di un nuovo Governo presieduto dal Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio con una
sequela di vaste e svariate ripercussioni politiche e sociali che di giorno in giorno si
vanno effettuando sotto il cielo della nostra Patria".
28 agosto - La Valsusa commenta... "Dopo il
crollo del fascismo - Perché è sparito come nebbia. A più di un mese di distanza
dalla data del 25 luglio - che sarà la vera nostra festa nazionale - pare ancora
incomprensibile per molti come mai il fascismo sia scomparso così come nebbia al sole.
Come mai? E' vero che a farlo così ignobilmente sparire contribuì il silenzioso ma
crescente disfavore popolare, le critiche, il malcontento che s'innalzava da tutte le
parti ma che tuttavia non si manifestava. Il fascismo è crollato, rapidissimamente ed
ignobilmente, senza neanche una parola del parolaio suo fondatore, che lasciasse in
libertà i suoi amici, che facesse magari il gesto di dire: "mi apparto perchè ciò
lo ritengo utile al paese": è crollato ignobilmente perchè mancava d'una base
morale, d'una idea morale, e non poteva perciò campare eternamente. Ha campato fin
troppo, e certamente se non avesse avuto tanti interessi, che lo sostenevano, sarebbe
crollato assai prima".
La censura su La Valsusa
11 settembre - La censura "imbianca" ancora le colonne del nostro settimanale:
in prima pagina sparisce un articolo in taglio basso, situato sotto il fondo di Alberto
Casalis, intitolato "Una data che non si cancella", riferito al 1° settembre
'43...quello che invece si cancella ancora, evidentemente, è il commento del giornale.
Anche a pagina 3, l'intera prima colonna e due spazi della seconda e della terza sono
stati anch'essi censurati. Rimane il titolo dell'articolo, "Senza misura!", e la
firma, la sigla P.
Da La Valsusa del 3 luglio
Impressioni di un ritorno in Patria (dalla Russia)
"Ho ripreso contatto con la vita borghese, dopo una paretesi di assenza dall'Italia
di 27 mesi! Rivedo il fango delle piste ucraine, il polverone dei mesi estivi, l'ansia del
primo contatto col nemico, le graduali conquiste, i successivi spostamenti, il freddo
dell'inverno '41-'42, la ripresa dell'ostilità in grande stile dopo lo svernamento nella
zona di Stalino, il varco del Donez ed infine l'assestamento al Don che doveva vedere
tanti eroismi conosciuti, e nascosti, tanti sacrifici stroncati solamente da una
superiorità numerica favolosa, l'apporto degli italiani a Stalingrado, ed ancora la
estenuante battagluia difensiva invernale del '42. Tutto è ormai patrimonio del ricordo.
Ricordo che durante il transito in Polonia, merntre il treno correva con l'ansia di
giungere al più presto al confine italiano, ci giunsero portati dal vento i rintocchi di
una csampana che chiamava gli uomini di buona volontà a rallegrarsi nel Signore. La yerza
Pasqua di guerra ci aveva sorpresi in movimento come le altre Pasque, la prima al confine
jugoaslavo, la seconda nella zona di Stalino, e questa più bella, maggiormente sentita
perchè perchè già più vicina a casa. Eppure, mslgrado tutto, io non rimpiango i mesi
trascorsi in Russia. Vi sono stati dei giorni chge restano nel cuore. Il riconoscimento da
parte dei civili russi alla nostra civiltà, e di conseguenza, l'accoglienza riservata ai
soldati italiani; le amicizie coi cameratio tedeschi (...ricordi, Hans, quel bagno a cui
ci siamo recati in autoblinda?), i camerati romeni che non potevano chiamare altrimenti
che fratelli i soldati italiani, i simpatici legionari croati, e tu Viktor, piccolo russo
abbandonato, privo di casa, dei tuoi genitori, che ti pavoneggiavi col tuo
grigioverde...Ed il ricordo va anche ai compagni, ai cari compagni, che laggiù abbiamo
lasciati protetti solamente dalla Croce di Cristo. Abbiamo lasciato loro una sola parola
d'ordine: "Ritorneranno" che sta scritta a caratteri cubitali sul cimitero
italiano di Woroschilowgrad. Ritorneranno se gli italiani in una vita rinnovata di
costumi, in unas cristiana visione della vita, ne saranno degni". (Ernesto Talentino). |
































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