Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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4 febbraio 1933

I littoriali della neve a Bardonecchia
"Bardonecchia, la Cortina d'Ampezzo subalpina, ha ospitato in questi giorni quella che è la più suggestiva gara dei Littoriali della neve (...): lo Sci d'oro del Re. Sul campo Smith il colpo d'occhio è meraviglioso: fra la folla enorme, studenti nelle divise più diverse ed eccentriche di tutte le nazioni". I concorrenti sono 180 e appartengono a sessanta squadre.
"Altra superba festa di giovinezza viene offerta colla chiusura dei Littoriali della neve e del ghiaccio e coll'apertura dei III Giuochi Internazionali universitari, chiusura ed apertura che vien fatta da S. E. Achille Starace, segretario generale del Partito..."

Un valsusino è vescovo di Ventimiglia
Mons. Agostino Rousset, parroco di Bardonecchia, è nominato dal Santo Padre vescovo di Ventimiglia. La notizia giunge a Susa il 30 gennaio. Il 25 marzo esce un numero straordinario de La Valsusa: "Oggi la pienezza del Sacerdozio scende sul figlio illustre della nostra terra, il novello Presule di Ventimiglia". Mons. Agostino era fratello del compianto mons. Rinaldo dal 1909 vescovo di Reggio Calabria.

25 febbraio 1933

Tre gemelli a Giaglione
Il 14 febbraio nascono a Giaglione tre gemelli: Dario, Rosa ed Elsa Chiamberlando. "Il Fascio Femminile di Giaglione ha fatto dono di tre corredini. Il padre delle creaturine è un ex combattente, fascista ed ex segretario politico. Il podestà cav. Vincenzo Campo ha assegnato un sussidio di lire 200 e, a sua volta, il Segretario Federale Andrea Gastaldi, appresa la notizia, ha stabilito che venisse elargita alla famiglia Chiamberlando la somma di lire 1000...".

29 luglio 1933

Bertassi in fiamme
Grave incendio in frazione Bertassi di Avigliana: un incendio è divampato nella notte (non viene riportata la data precisa) in diversi punti della frazione e questo fa pensare ad un'origine dolosa. I danni ammontano a 150.000 lire.

9 settembre 1933

Una stazione sperimentale a Sauze
L'Istituto Zootecnico e Caseario per il Piemonte (presidente è il col. Giacomo Mario De Albertis e direttore l'on. Vittorino Vezzani) decide di impiantare in località Grand Chalp, a 5 km da Sauze d'Oulx (1900 metri di altitudine) una sezione alpina allo scopo di fornire "un'alpe ben organizzata alla quale condurre nel periodo estivo il bestiame" e "consentire all'Istituto di compiere quegli studi e quelle esperienze che possono servire a perfezionare i metodi in uso nelle montagne piemontesi per la produzione dei latticini". Alla base della decisione di creare la stazione alpina, "le gravi preoccupazioni dell'economia agraria, forestale e zootecnica nelle Alpi Piemontesi, nonchè lo spopolamento che nelle Alpi stesse si verifica per l'esodo delle popolazioni verso la Francia".

 28 ottobre 1933

Funivia del Rocciamelone
Il 22 ottobre nella sala consigliare di Susa, l'ing. Arigo tiene una conferenza per presentare la "sua funivia Susa-Rocciamelone". Ecco i tratti salienti del progetto esecutivo, modificato rispetto ad un progetto precedente, illustrato da Arigo: "La dunivia sarebbe di quattro tronchi: Susa-Trucco, Trucco-Stazione Intermedia, Stazione Intermedia-Casa d'Asti, Casa d'Asti-punta del Rocciamelone, con cinque fabbricati per le stazioni. (...) Un'obbiezione che si era fatta al primitivo progetto consisteva nello scarso numero di persone che si poteva portare alla cima in un'ora, circa 70, essendo la capacità del vagoncino di 16 persone procedente alla velocità di m. 3,60 al minuto. Ora invece il vagoncino porterebbe 25 persone alla velocità di m. 4,50 al minuto secondo, per cui in unìora si avrebbe il trasporto da Susa sulla cima di circa 120 persone ed altrettante nella discesa. In ogni stazione i viaggiatori scenderebbero dal loro vagoncino per risalire in un altro. Questo trasbordo avrebbe il vantaggio di acclimatare il pubblico alla diversa pressione atmosferica. La stazione di partenza a Susa si erigerebbe in quell'appezzamento di terreno fra la proprietà del Cotonificio e la parrocchia di Sant'Evasio (...) Il totale del percorso sarebbe di 8 chilometri, con un dislivello di 3010 m. che verrebbero superati in 28 minuti primi". L'ing. Arigo aveva proposto anche il costo del biglietto: 10 lire per il Trucco. 15 lire per la Stazione Intermedia, 20 lire per Ca' d'Asti, 25 lire per la vetta (sempre per andata e ritorno).

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