Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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7 gennaio

Vibrata protesta contro il disservizio ferroviario
Viene data notizia di un telegramma inviato dall'onorevole Federico Marconcini al ministro dei trasporti Micheli: "Il servizio ferroviario Torino-Susa e Modane è divenuto assolutamente intollerabile. Nessuna corsa, tranne che alle prime ore del mattino e alle ultime ore della sera. Le insufficientissime corse rimaste funzionano con irregolarità esasperante, viaggiando con ritardi sistematici di ore (...)".

MATTIE-Statistiche 1921
"Nati 58, matrimoni 20, morti 50 di cui 2 oltre i 90 anni, 10 oltre gli 80, 2 oltre i 70, 4 oltre i 60, 1 oltre i 50, 1 oltre i 40, 2 oltre i 30, 18 inferiori ai 7 anni".

MOCCHIE-Niente messa di mezzanotte
"Non si potè celebrare la messa di mezzanotte al Santo Natale per grida e schiamazzi fatti in chiesa quando la popolazione già si trovava radunata per la funzione".

SANT'ANTONINO- Il tragico conflitto
"Un nuovo fattaccio è venuto a turbare l'operosa popolazione di Sant'Antonino". Era successo che, l'estate precedente, i carabinieri erano dovuti intervenire per arrestare un "vandalo" di Villar Focchiardo, ma erano stati brutalmente assaliti dai complici di questo che era riuscito a fuggire. Nello scontro, un maresciallo dell'Arma era stato mortalmente ferito. Il maggior responsabile dell'aggressione sembrava fosse di nascosto tornato a Sant'Antonino. Racconta La Valsusa: "I carabinieri vennero in buon numero in paese e, travestiti in borghese, irruppero nell'osteria ove doveva trovarsi il ricercato, intimando il fermo a tutti quelli che si trovavano nel locale. Ne nacque un parapiglia (...). Durante la collutazione, il maresciallo che comandava il drappello, colpito da certo Falco Bello, 32 anni, lo freddava con un colpo di rivoltella. (...). L'omicida, approfittando della confusione, potè scomparire". A quanto pare, le cronache dell'epoca interpretarono i fatti in maniera diversa: "Sul tragico conflitto i giornali sovversivi hanno voluto dare una versione cervellotica e settaria. Che la forza pubblica non abbia agito con eccessivo tatto, è verosimile: ma che i fogli sovversivi cerchino scambiare la tentata cattura di un responsabile d'omicidio per una "spedizione punitiva dei monturati" è voler travisare completamente i fatti (...)".

18 febbraio

CONDOVE- Deplorevoli scenate in stazione
"Quel che è avvenuto domenica sera alla nostra stazione, all'ora della partenza dell'ultimo treno per Torino, è qualcosa di disgustoso e vivamente deplorevole. Una masnada di pseudo studenti-turisti, accompagnati da alcune sgualdrine, inscenò tale un baccano nei locali della stazione, che i presenti credettero che la comitiva fosse scappata dal manicomio di Collegno (...)".

11 marzo

MOCCHIE-Efferato delitto ai Colombatti
"La notte da venerdì a sabato, verso le ore 2, uno sconosciuto mascherato ed armato di acuminato pugnale, penetrava con sorprendente agilità a scopo di furto nell'abitazione dei coniugi Portigliatti. Dopo aver visitate le camere, si introdusse in quella ove dormivano i coniugi stessi, ove sapeva esistevano 17 mila lire in buoni del tesoro. Con un colpo di pugnale uccideva la moglie Angela Arnaud di Giuseppe, d'anni 34, che era immersa nel sonno, e dava cinque pugnalate al marito Agostino Portigliatti di Felice, d'anni 42. Il Portigliatti con sforzo sovrumano afferrava l'assassino e sosteneva con lui fierissima lotta, riuscendo a morderlo alla mascella sinistra e a ridurlo all'impotenza (...).

3 giugno

Colle del Frejus, ventitre operai italiani periti
"Alcuni alpinisti nell'attraversare il Colle del Frejus, presso la linea di confine sul versante francese, fecero la macabra scoperta di ventitre cadaveri, tra cui quello di una donna, messo allo scoperto dall'improvviso scioglimento delle nevi. Le salme-in perfetto stato di conservazione-vennero provvisoriamente trasportate nei baraccamenti militari del Frejus. Si tratta di operai italiani periti lo scorso inverno cercando di traversare il Frejus-dove furono presumibilmente travolti da una valanca-perchè sforniti dei regolari documenti di passaggio (...)".

15 luglio

CHAMPLAS DU COL-Il sindaco Desiderato Roux cavaliere della Corona d'Italia
"Per festeggiare la nomina del nostro sindaco sig. Roux Desiderato a cavaliere della Corona d'Italia (...) si è svolto domenica scorsa all'Hotel del Sestrieres un animato e riuscito banchetto in onore del neo cavaliere. (...) Alla sera vi fu l'inaugurazione della luce elettrica all'Hotel, e tutti ammirarono il perfetto impianto e funzionamento del motore ad olio pesante".

26 agosto

THURES-Anche qui un monumento ai caduti
"Anche questo paesello sperduto fra le altissime montagne volle innalzare un monumento di riconoscenza ai valorosi suoi caduti, 15 in tutto. (...) Eseguì l'opera l'egregio capo-mastro Mattia Giletti su disegno e con lapide commemorativa della Ditta Cattella. Lo scoprimento e l'inaugurazione avvennero il 30 luglio scorso (...)".

9 settembre

CONDOVE-Crisi occupazionale
"Per favorire l'incremento alle "Officine Moncenisio", il comune alienava ad esse la miglior parte delle sue terre, ed ora che molti operai furono licenziati per mancanza di lavoro, Condove si trova in una situazione allarmante. Per provvedere alla disoccupazione il comune iniziò parecchi lavori che si addimostrarono affatto insufficienti. Il pensiero di tutti si rivolge allo stabilimento come all'unica ancora di salvezza, ed il sindaco a nome di tutti si fece interprete presso S.E.il Presidente del Consiglio dei Ministri, onde volesse provvedere al miglioramento delle condizioni dello stabilimento, (...) e rendere possibile il richiamo delle parecchie centinaia di licenziati. Ci auguriamo che l'appello sia preso in seria considerazione, e si provveda per ridare la pace a tante famiglie esasperate dalla miseria".

21 ottobre

BRUZOLO-I popolari non rispondono alle provocazioni dei fascisti
Riceviamo e pubblichiamo: "Domenica 15 i fascisti di Bussoleno ànno scelto come campo di operazione il nostro comune". Nella missiva della sezione del PPI bruzolese, vi è l'elenco delle "noblissime imprese fasciste", tra cui l'aver "obbligato un onesto lavoratore e togliersi una cravattina rossa", l'aver "schiodato e asportato la targa in legno che sovrastava al locale della sezione del Partito Popolare Italiano, appropriandosene indebitamente"; inoltre tennero "un comizio davanti alla casa dell'onorevole Marconcini, inscenando contro di lui una ostile dimostrazione accompagnata da una copiosa quantità di parole ingiuriose, di grossolanerie e di provocazioni". Morale della favola, chiudono i Popolari, "intanto grazie vivissime a voi per la propaganda che a nostro favore avete fatto ieri con le nobilissime gesta onde avete voluto segnare la vostra prima spedizione nel nostro paese".

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