Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

Ancora rinnovata,
 la sezione storica
 con i primi cento anni
 del giornale

in questo momento sei in:  1915 - 2006

     

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Formidabili quegli anni. Stiamo parlando del periodo che segnò la rinascita de La Valsusa, dopo che, per lo scoppio della grande guerra 1915-1918, il giornale era rimasto "sotto la cenere" per ben tre anni. Poi, il vescovo di allora, Mons. Giuseppe Castelli, si mise in moto per riportare alla luce il settimanale diocesano. Conosceva da tempo don Giacomo Alberione, il fondatore della grande famiglia paolina, il quale gli inviò a Susa il primo nucleo di quella che poco tempo dopo sarebbe diventata una congregazione: le Figlie di San Paolo. Queste quattordici ragazze, guidate dalla direttrice Angela Boffo e dall'assistente Teresa Merlo, partono per Susa. E' il 18 dicembre del 1918. Subito si mettono agli ordini del direttore del settimanale, l'avvocato Cesare Napoli. La Valsusa torna nelle mani dei lettori il primo gernnaio 1919. Sembra un vero miracolo. La ragazze seguono dall'A alla Zeta tutta la "cucina" del giornale: redazione, correzione, bozze, stampa, spedizione, ed anche ...strillonaggio, e sono le più giovani a percorrere le vie di Susa annunciando che il nuovo numero è a disposizione. Alla fine del '19, vi è un cambiamento non di poco conto: a dirigere il settimanale viene chiamato il giornalista torinese Luigi Chiesa. Ecco come lo stesso neo-direttore, in una lettera inedita scritta alla fine degli anni sessanta, ricorda l'incontro con lo storico nucleo delle Figlie di san Paolo: "La prima che apparve in negozio dalla retrostante tipografia fu proprio la Teresa Merlo della quale non vidi che gli occhi: il viso pallido e magrissimo scompariva sotto la luminosità di quegli occhi che brillavano d'una luce soprannaturale. Dissi tra me: questa è un'asceta; deve vivere d'aria...(e invece viveva di preghiera!). Non ho mai dimenticata la collaborazione intelligente e premurosa che la Teresa Merlo mi dava in quegli anni per migliorare continuamente il giornale La Valsusa. Metteva ogni diligenza nel curarne la stampa: si impegnava assiduamente nelle correzione delle bozze, nella scelta dei migliori caratteri di stampa per i titoli (e non v'era tanto da scegliere...), nel perfezionamento della tiratura: sotto la sua guida quelle ragazzine fecero miracoli, data la loro inesperienza e la limitatissima disponibilità dei mezzi. La tiratura del giornale segnava pertanto un continuo aumento. I suoi commenti si limitavano a questa pratica considerazione: "Più il giornale è diffuso e letto, e più numerose sono le persone che leggono un buon pensiero, un richiamo al bene: ed è questo l'apostolato della buona stampa!". Grazie all'opera di Teresa Merlo, successivamente Madre Tecla, la prima superiora generale delle Figlie di san Paolo, e delle sue ragazze, in quegli anni il nostro giornale rinvenne, crebbe e si fortificò. Ecco perchè ci sono tanto care e preziose le memorie che ci restituiscono la suggestiva e commovente fotografia di quegli anni formidabili, in cui la "santa impresa" del Rosaz riprese ossigeno grazie ai luminosi e semplici sorrisi pieni di fede della meravigliose ragazze di Alba. Home
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