| 2.5.1914 (integrale)
Oulx - Evasione dal carcere
La mattina del 24 u.s. il custode delle carceri mandamentali della nostra Città aveva la
brutta sorpresa di trovare il carcere vuoto, stanteché l'unico detenuto, certo Loco
Piana Attilio fu Giustino di anni 28, nato a Strona (Novara), era evaso dal carcere
nel cuore della notte.
Questo giovane signore era stato estradato dalla Francia per furto qualificato, condannato
quindi ad un anno ed un mese di reclusione.
A Losanna-Ginevra, già arrestato evadeva dal carcere e se ne veniva a Chambery ove veniva
nuovamente arrestato e tradotto a Bardonecchia e quindi alle nostre carceri.
Il giorno 24 ebbe la visita della sua signora e di una piccola creaturina e nella notte
evadeva.
Dicesi che il merlotto diventato uccel di bosco, per riuscire nel suo intento siasi
servito di un cucchiaio rotto, col quale abbia svitato la serratura del portone che da nel
cortile del carcere e quindi abbia scavalcato il muricciolo di cinque metri e sia quindi
scomparso.
Le prime indagini vennero fatte dal brigadiere Bartolomeo Mordiglia e da altri Carabinieri
con somma oculatezza e si ritiene che il cucchiaio rotto trovato non sia il solo mezzo di
evasione.
Il Custode, un onesto ed ottimo uomo che tutto il paese compiange, visto che il triste
fatto, di cui sarà capro emissario, lasciò la casa e moglie e bambini per tema di essere
arrestato.
Giaglione - Inaugurazione della targa a Maria Bona
Domenica scorsa la popolazione di questo paese compieva un sentito dovere di riconoscenza
inaugurando un ricordo visibile e duraturo a Maria Bona ed a quanti cooperarono alla
grandiosa e benefica opera del canale portante dal torrente Clarea le acque che fecondano
e rendono belli ed ameni i nostri poggi pittoreschi"
25.7.14
Moncenisio - Lunedì 20 luglio, grandi
festeggiamenti per il giubileo sacerdotale di Monsignor Giuseppe Vinassa, Cappellano
Segreto d'onore di S.S. Pio X, Canonico della Cattedrale di Saint Jean de Maurienne,
Priore dell'Ospizio del Moncenisio.
8.8.14
Alla frontiera del Monginevro
Cesana, 4 - 8 - 1914
Da tre giorni questo incantevole e pittoresco paese presenta un insolito movimento, causa
il passaggio continuo di centinaia e centinaia di italiani esulanti dalla Francia, ove per
la chiusura degli opifici, mancò loro il lavoro ed il danaro.
E' uno spettacolo desolante - Sono famiglie intere, vecchi, donne, giovani, bambini, che
privi di ogni mezzo di trasporto, perché in Francia vennero requisiti non solo le vetture
e i carri, ma bensì anche i carretti, che carichi degli involti contenenti i loro
indumenti se ne vengono a piedi da Briançon, dall'Argentiére, da Gap, e dal altre
regioni di Francia. Stanchi, spossati trovano finalmente a Cesana i veicoli per portarsi
ad Oulx e raggiungere il treno.
Ne interpellai parecchi specialmente appartenenti al nostro Circondario e al Canavese, i
quali mi raccontarono le peripezie dell'improvvisa cessazione del lavoro, e della mancata
circolazione del denaro, per cui non potevano essi neppure più trovare ad aquistare i
viveri. Lo spettacolo è pietoso. Stamane un operaio in bicicletta traeca seco un
carrettino da ragazzo - con entro un bambino di pochi giorni - e poiché pioveva entrambi
erano in uno stato lagrimevole. Seguiva, poi in un carretto trovato a Clavieres la
madre... E l'esodo continua oggi...
Al Monginevro i villeggianti italiani ieri dovettero sgombrare: e tutti gli italiani che
vi si recano sono respinti.
Il nostro corrispondente che si era recato fin là fu cortesemente avvicinato e
interrogato a lungo dai gendarmi francesi, e se non avesse avuto seco i documenti
comprovanti l'essere suo, poco mancava che trascorresse la festa di San Domenico in
gattabuia a 2000 metri circa sul livello del mare.
Colà non si trova più ad acquistare nulla, neanche una cartolina postale o un
francobollo; nous sommes defendus: c'est tout pour la troupe
Del resto, a parte l'esodo dovuto a ragioni economiche, i francesi, specialmente i soldati
dimostrano molta simpatia per l'Italia, tanto più dopo la dichiarazione di neutralità.
Quei giovani, e i vecchi richiamati mi strinsero la mano cordialmente, augurando di gran
cuore di non aver mai a spianare i loro fucili contro l'Italia. |
































 |