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20 gennaio 1900

- Il terribile disastro di Avigliana - Le vittime della dinamite
Dal giornale del 20 gennaio 1900

"Un nuovo raccappricciante disastro (l'ottavo del genere in poco più di 25 anni), ha funestata la nostra valle: il 16 corr. è scoppiato il dinanimitificio Nobel di Avigliana. Putroppo i danni materiali, che pur sono enormi, non rattristerebbero tanto, se non fossero accompagnati da un'altra ecatombe umana, da numerose vite troncate in un colpo dalla spaventosa esplosione!"

"I particolari. Alle 15,15 un formidabile scoppio, come di folgore, annunziava la catastrofe. Il rombo si estendeva per una zona così vasta, che non solo a Torino, ma a Chivasso, Cuneo, Fossano, Savigliano ecc. esso venne sentito, incutendo dovunque il terrore e lo spavento. Lo scoppio era avvenuto nel laboratorio ove si solidifica la nitrolglicerina, per formarne dinamite... Lugubre particolare, tutti i sette operai addetti a tale lavoro sono morti, come morto è un vice-brigadiere di finanza Anacleto Pancrazi. Quasi nello stesso tempo saltavano in aria cinque casotti depositi di dinamite.
Passavano cinque minuti all'incirca, ed un'altra terribile detonazione echeggia sinistramente; è un altro casotto deposito che scoppia.
La penna rifugge dal descrivere la scena macabra spaventevole. Una gamba trovata a 500 m. di distanza dal luogo, brandelli di carne sulle strade, pei campi, sugli alberi, un tronco mutilato sono i miseri avanzi che restano degli infelici, un istante prima pieni di attività e di vita.
Il numero dei morti accertati ufficialmente è di tredici".
Per gli effetti dell'esplosione (sono scoppiati 10 mila chg. di nitrolglicerina e c'è stato uno spostamento improvviso di 190 mila m.c. d'aria) ad Avigliana "andarono in frantumi tutti i vetri, molti muri screpolati, volte minaccianti" e "alla stazione è caduto il tetto". Danni anche a S.Ambrogio e Rivoli mentre "a Torino si apersero violentemente in molti punti porte e finestre e si ruppero i vetri".
I danni materiali, accertati dalla Commissione tecnica, ammontano a due milioni e mezzo. "Lo stato attuale del dinamitificio è orribile: diroccati i fabbricati, sfasciati e resi inservibili i macchinari".

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