Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

Ancora rinnovata,
 la sezione storica
 con i primi cento anni
 del giornale

in questo momento sei in:  1899 - 2006

     

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7.1.1899 - pubblicità
SUSA -EDUCANDATO FEMMINILE

Le benemerite Suore di S.Giuseppe, oltre alle alunne interne ammettono nel loro Istituto alunne esterne con la tenue quota mensile seguente:
  • 1.a 2.a e 3.a Elementare £ due
  • 4.a e 5.a " £ cinque
  • 1.a 2.a e 3.a Complementare £ sei
  • 1.a 2.a e 3.a Normale £ sette.

N.B. - I Genitori che desiderassero lasciare tutto il giorno le loro figlie sotto la diligente e materna sorveglianza delle Suore debbono aggiungere lire 2 mensili.
Al mezzogiorno sarà loro data la minestra.

11.2.1899
CRONACA DEL CIRCONDARIO
Oulx - Ospite illustre.

Di una grata quanto dolce sorpresa veniva allietato questo comune nel giorno di martedì 31 gennaio. Giungeva infatti col diretto delle 4 pom. il Rev.mo D. MICHELE RUA Superiore Generale dei Salesiani, degno successore del venerando D. Bosco di santa memoria.
Malgrado il pessimo tempo, venne atteso alla stazione da una eletta comitiva, cui faceva parte l’Avv. Odiardi, Des Ambrois Cons. Prov., il Notaio Molina, il Rev.mo Arciprete locale, il Padre Rinaldi Direttore di questo Collegio Salesiano, con alcuni parroci limitrofi. Fatte le reciproche felicitazioni, tutti si avviarono verso la Chiesa del Collegio, dove un gran numero di devoti già stavano ansiosamente aspettando.....
....L’eletta adunanza passava poscia nel Collegio attiguo, dove si raccoglieva a gentile cena, onorata dalla presenza del Rev.mo D.Rua, le parole del quale affascinavano tutti i commensali.
La mattina seguente fu spettacolo consolante il gran numero di devoti che accorse a questa Chiesa, per assistere alla S.Messa e ricevere dalle sue mani la S. Comunione. Per la seconda volta D. Rua volle dirigere la sua parola agl’intervenuti, dando loro con paterno affetto il saluto dell’addio.
Ripartiva mercoledì per la Francia e per la Spagna, salutato alla stazione dall’Avv. Odiard-Des Ambrois, dal Notaio Molina, e dai sacerdoti locali, coll’augurio unanime di poterlo quanto prima rivedere.
Di una grata quanto dolce sorpresa veniva allietato questo comune nel giorno di martedì 31 gennaio. Giungeva infatti col diretto delle 4 pom. il Rev.mo D. MICHELE RUA Superiore Generale dei Salesiani, degno successore del venerando D. Bosco di santa memoria.
Malgrado il pessimo tempo, venne atteso alla stazione da una eletta comitiva, cui faceva parte l’Avv. Odiardi, Des Ambrois Cons. Prov., il Notaio Molina, il Rev.mo Arciprete locale, il Padre Rinaldi Direttore di questo Collegio Salesiano, con alcuni parroci limitrofi. Fatte le reciproche felicitazioni, tutti si avviarono verso la Chiesa del Collegio, dove un gran numero di devoti già stavano ansiosamente aspettando.....
....L’eletta adunanza passava poscia nel Collegio attiguo, dove si raccoglieva a gentile cena, onorata dalla presenza del Rev.mo D.Rua, le parole del quale affascinavano tutti i commensali.
La mattina seguente fu spettacolo consolante il gran numero di devoti che accorse a questa Chiesa, per assistere alla S.Messa e ricevere dalle sue mani la S. Comunione. Per la seconda volta D. Rua volle dirigere la sua parola agl’intervenuti, dando loro con paterno affetto il saluto dell’addio.
Ripartiva mercoledì per la Francia e per la Spagna, salutato alla stazione dall’Avv. Odiard-Des Ambrois, dal Notaio Molina, e dai sacerdoti locali, coll’augurio unanime di poterlo quanto prima rivedere.

18.3.1899
Chiomonte - Orribile assassinio
Nella notte dal 12 al 13 corren. veniva barbaramente assassinato a colpi di pietra sul cranio certo Ramat Andrea, mugnaio, da Chiomonte, padre di cinque figli, e ciò mentre egli faceva ritorno alla propria abitazione sita sullo stradale Chiomonte Exilles in regione Comba Scura.
Il luogo dove avvenne il delitto è sopra il ponte in Regione Mollieres, cioè a mezza strada tra Chiomonte e il mulino del predetto Ramat. Gli assassini cominciarono a percuotere sulla testa il Ramat nella strada Provinciale, quindi lo trascinarono sotto il ponte ed ivi lo finirono a colpi di pietra.
Circa gli autori dei quell’atroce delitto regna il più grande mistero. Però pare che le diligenti ed assidue indagini praticate sul luogo da questi Delegati di P.S. Sigg. Repetti e Rabino e dall’Arma dei R.R. CC. di Exilles abbiano già cominciato a squarciare il velo in questo mistero e che essi sieno sulle traccie dei veri colpevoli.
Come indiziati vennero già tradotti in arresto due individui.
Nella notte dal 12 al 13 corren. veniva barbaramente assassinato a colpi di pietra sul cranio certo Ramat Andrea, mugnaio, da Chiomonte, padre di cinque figli, e ciò mentre egli faceva ritorno alla propria abitazione sita sullo stradale Chiomonte Exilles in regione Comba Scura.
Il luogo dove avvenne il delitto è sopra il ponte in Regione Mollieres, cioè a mezza strada tra Chiomonte e il mulino del predetto Ramat. Gli assassini cominciarono a percuotere sulla testa il Ramat nella strada Provinciale, quindi lo trascinarono sotto il ponte ed ivi lo finirono a colpi di pietra.
Circa gli autori dei quell’atroce delitto regna il più grande mistero. Però pare che le diligenti ed assidue indagini praticate sul luogo da questi Delegati di P.S. Sigg. Repetti e Rabino e dall’Arma dei R.R. CC. di Exilles abbiano già cominciato a squarciare il velo in questo mistero e che essi sieno sulle traccie dei veri colpevoli.
Come indiziati vennero già tradotti in arresto due individui.

8.4.1899
CRONACA DEL CIRCONDARIO
Il dramma del Moncenisio
Un terribile dramma si è svolto la sera del 1.o corr. nella Cantina Reggimentale del forte Varisello al Moncenisio. Quattro artiglieri piemontesi che là trovavansi, presero a dar la baia a tal Alessandro Daniele, del distretto di Campobasso. Costui dopo aver tollerato per qualche tempo gli scherni dei compagni, a un certo punto, riscaldatosi estrasse di tasca un acuminato coltello, e si diede a vibrar colpi all’impazzata sui quattro disgraziati, cagionando loro ben diciasette ferite! Stanco forse di manovrare l’arma omicida, abbrancò una sbarra di ferro, e con quella continuò a colpire i compagni, che erano caduti a tera in una pozza di sangue e fu fortuna che alle grida del cantiere accorsero soldati che riuscirono a ridurre all’impotenza quella belva in forma umana.
Due dei feriti furono operati dai sanitarii colla laparatomia e versano in pericolo di vita. Il feritore, prostrato, inebetito, dice di non sapere e di non ricordarsi di nulla!

24.6.1899
CRONACA CITTADINA
I R.R. Padri Conventuali a San Francesco
Il 2 prossimo luglio giungeranno fra noi i R.R. Padri conventuali per prendere stabile dimora nell’antico convento francescano riattato dalla munificenza della Damigella Cecilia Sollier e dalla sua degnissima nipote Damigella Diomira Fasella.
Il fausto avvenimento verrà celebrato con festa solenne a cui probabilmente presenzierà Mons. Balestra.
Nel prossimo numero daremo l’orario delle funzioni.
Ai R.R. Padri il benvenuto del Rocciamelone.

22.7.1899
RUBRICA GIUDIZIARIA
Il fiasco di un municipio
Il M.R. Signor Cav. Don Timotero Bruno Parroco di Rubiana otteneva nel 1895 dalla Onorevole Giunta Provinciale Amministrativa di Torino un Decreto col quale venne ingiunto al Comune di Rubiana di pagare alla Parrocchia di Sant’Egidio l’annulità di lire 120 per rimborso dell’olio e della cera, oltre agli arretrati di un quinquennio, ritenendosi tale spesa obbligatoria per prescrizione ultra trentennale. - Il Comune s’incaponì nel non voler pagare, e la Giunta Provinciale ordinò d’ufficio lo stanziamento in bilancio.
Il Municipio allora, mal consigliato, si rivolse alla Autorità giuidiziaria e domandò avanti il Tribunale di Susa che venisse dichiarato nessun diritto spettare alla Parrocchia per il rimborso delle spese per l’olio e per la cera per mancanza di titolo.
Ma il Parroco trovò il titolo nell’Archivio Notarile di Susa e, precisamente un contratto in data 5 dicembre 1850, a rogito Vinassa in virtù del quale la Comunità regolarmente autorizzata si obbligava di pagare ai Parroci di Rubiana in perpetuo la somma di Lire 120 annue quale corrispettivo della provvista dell’olio e della cera per la Chiesa Parrocchiale.
E in virtù di tale titolo autentico, il Parroco domandava al Tribunale che fosse rispettata la legge del contratto.
Il Municipio, che aveva gelosamente tenuto nascosto l’originale del contratto da lui posseduto, vistane la produzione, allibì e sostenne che quel contratto... non era un contratto.
E con sentenza del 19 luglio 1898 il Tribunale di Susa dichiarò di nessun valore il contratto, e non solo negò al Parroco il diritto alla esazione del corrispettivo dovutogli, ma lo condannò inoltre al rimborso di quanto egli avesse eventualmente percepito in virtù dei provvedimenti Amministrativi.
In quell’occasione in un articolo insulso comparso su un giornale di Torino, mentre si menava grande scalpore per la vittoria ottenuta, si lanciavano invettive contro il Parroco, le pretese della sacrestia, e le prepotenze clericali.
Ma la Ecc.ma Corte d’appello di Torino con sentenza del 10 Aprile 1899, accogliendo completamente le difese fatte dal Parroco in primo giudizio, mise nel nulla la sentenza del Tribunale di Susa, disse che i contratti legalmente fatti debbono essere rispettati, come sembra la legge abbia sempre insegnato, e condannò il Comune al pagamento delle annualità dovute al Parroco, degli arretrati non pagati e delle spese dei due giudizi.
Che ne dice il liberalissimo e sapientissimo giurista ed articolista nemico delle pretese della sacrestia?
Furono patrocinatori del Parroco gli Avvocati Carlo Bianchetti e Domenico Napoli.

28.7.1899
ARMI ARMATI E MANOVRE nelle Valli di Susa
Le valli susine rigurgitano di soldati. Due treni speciali ogni giorno conducono a migliaia i militi sui monti per le manovre. Ecco il quadro di combattimento. La valle superiore di Susa ha due vie d’accesso: Monginevro e Moncenisio, ed ognuno di questi valichi ha una convalle propria, un "canale" . In quel del Ginevro scorre la Dora Riparia, in quel del Cenisio si precipita la Cenischia. Tutti e due s’uniscono presso Susa formando così una sola valle, più aperta piana e ridente.
Le imminenti manovre si svolgeranno nella Val Cenischia. In Val Dora vi sarà azione solo nella parte inferiore ed in quanto può essere in Relazione colla Val Cenischia, poichè quella comprende altre piazze forti, come Exilles, ecc., mentre tutte le difese di Val Cenischia, all’infuori di quelle al Cenisio, formano la cosìdetta Piazza di Susa, oggetto del progettato assedio.
Non è quindi che l’assedio, perchè detto di Susa, si svolga attorno alle antiche mura Romane. Le operazioni d’attacco si rivolgeranno contro la piazza tutta, prendendo le mosse dallo sbocco del Cenisio nella valletta sottostante.
Le fortificazioni del Cenisio non avranno alcuna azione nelle manovre. Il Cenisio, secondo il tema, ha già capitolato. Le truppe nemiche non devono pensare che a scendere in val Cenischia, a Novalesa, Venaus, Giaglione e Mompantero per poi arrivare a Susa.
Azione importante e vivissima avranno i forti e le batterie costituenti la piazza. Oltre alle "bocche stabili" ve ne saranno parecchie altre mobili, che occuperanno e difenderanno le posizioni a seconda dei movimenti e delle necessità.
Il partito invasore sarà agguerito di maggiore artiglieria, dovendo lottare contro vere opere offensive e difensive. Anche le truppe d’appoggio - fanteria, alpini - saranno superiori nel partito d’attacco.
Le valli susine rigurgitano di soldati. Due treni speciali ogni giorno conducono a migliaia i militi sui monti per le manovre. Ecco il quadro di combattimento. La valle superiore di Susa ha due vie d’accesso: Monginevro e Moncenisio, ed ognuno di questi valichi ha una convalle propria, un "canale" . In quel del Ginevro scorre la Dora Riparia, in quel del Cenisio si precipita la Cenischia. Tutti e due s’uniscono presso Susa formando così una sola valle, più aperta piana e ridente.
Le imminenti manovre si svolgeranno nella Val Cenischia. In Val Dora vi sarà azione solo nella parte inferiore ed in quanto può essere in Relazione colla Val Cenischia, poichè quella comprende altre piazze forti, come Exilles, ecc., mentre tutte le difese di Val Cenischia, all’infuori di quelle al Cenisio, formano la cosìdetta Piazza di Susa, oggetto del progettato assedio.
Non è quindi che l’assedio, perchè detto di Susa, si svolga attorno alle antiche mura Romane. Le operazioni d’attacco si rivolgeranno contro la piazza tutta, prendendo le mosse dallo sbocco del Cenisio nella valletta sottostante.
Le fortificazioni del Cenisio non avranno alcuna azione nelle manovre. Il Cenisio, secondo il tema, ha già capitolato. Le truppe nemiche non devono pensare che a scendere in val Cenischia, a Novalesa, Venaus, Giaglione e Mompantero per poi arrivare a Susa.
Azione importante e vivissima avranno i forti e le batterie costituenti la piazza. Oltre alle "bocche stabili" ve ne saranno parecchie altre mobili, che occuperanno e difenderanno le posizioni a seconda dei movimenti e delle necessità.
Il partito invasore sarà agguerito di maggiore artiglieria, dovendo lottare contro vere opere offensive e difensive. Anche le truppe d’appoggio - fanteria, alpini - saranno superiori nel partito d’attacco.

12.8.1899
CRONACA CITTADINA
Le grandi manovre in Val Susa
L’assedio della Città
Le operazioni degli invasori procedono mirabilmente. Il partito Ovest, che, prese le mosse dal Cenisio, ha occupato le posizioni sopra Bar e Giaglione da una parte, e sopra Ferrera e Novalesa dall’altra, non ha più che da superare gli ostacoli frappostigli dalle fortificazioni di Giaglione e Pampalù, sarà tra breve padrone di Susa, che, poveretta, verrà messa...a sacco.
Ma anche il partito Est si è fatto onore, ed ha disputato bravamente il terreno, portando assai in alto la contesa, fino a tremila metri, anche colle artiglierie. Alpini e fanteria hanno fatto dei tours de force veramente sorprendenti.
In attesa di cadere nelle mani del nemico, e di rimanere alla mercè del vincitore, che irromperà fra le nostre mura il 15 corr., seguiamo l’eco del tiri a proiettili scoppianti che hanno avuto luogo ieri e continueranno lunedì. Il bersaglio sotto il "Toasso di Venezia" è costituito da una batteria di cannoni fuori uso che devono essere messi... fuori di combattimento.
Il 23 corr. nemici a difensori abbandoneranno Susa, che ritornerà all’antica pace memore dell’adagio "Si vis pacem, para bellum".

7.10.1899
CRONACA DEL CIRCONDARIO
ISTITUTO SALESIANO -OULX (Badia)
I Salesiani fanno condurre alle scuole comunali i giovanetti affidati alle loro cure, li assistono affinchè abbiano da ben adempiere i loro doveri scolastici e loro pur fanno scuola di Religione, musica e declamazione.
TENGONO DUE PENSIONI
1.a Pensione £ 20 mensili. - Pane a colazione - pane, minestra, vino, pietanza a pranzo - pane a merenda - minestra, pane, frutta a cena. - Per chi desidera il caffè e latte a colazione £ 3 mensili, per il bucato £ 2.
2.a Pensione £ 8 mensili. - Minestra a pranzo e a cena. A questi giovanetti i parenti debbono provvedere pane e companatico.

CORREDO
Guanciale, (se vogliono, materasso lungo 1.80, largo 0.80) lenzuola, coperte, abiti e biancheria.

———

O cari giovanetti della vallata di Susa, Don Bosco, che vi amò sempre finchè visse e che ora dal Paradiso vi benedice e prega Dio che vi conservi buoni perchè siate la consolazione dei parenti e la salvezza della Patria, sappiate che nella piccola e cara città di Oulx aperse una Casa per i giovanetti della vallata di Susa.
- Voi, o fanciulli, che desiderate studiare e farvi buoni, pregate il vostro caro papà e la mamma vostra perchè voglia farvi entrare in questa benedetta Casa del Signore, e dite loro che li ricompenserete del piccolo sacrifizio di lire 8 mensili, che dovranno sostenere per voi.

25.11.1899
CRONACA DEL CIRCONDARIO
Sant’Ambrogio di Torino. - Digestione in gattabuia
Il 16 corren. certo P.E. pregiudicato, portatosi nel caffè esercìto da Beltrametti Eugenio, vi pranzò e giuocò allegramente al bigliardo bevendo vino. Ma avendo fatto il conto...senza l’oste, questi giunse con una noticina di £ 5,70, di cui il bravo avventore non pagò che £ 2, protestando di non possedere altro denaro. L’oste non tenne buona questa per altro ottima ragione; per ciò l’uomo fu delicatamente condotto a digerire il pasto in Domo Petri.

23.12.1899
CRONACA CITTADINA
A proposito di una nuova industria
Per quanto nessun canone di dottrina o massima di giurisprudenza abbiano stabilito che il tutelare gli interessi cittadini sia esclusivo monopolio e privilegio di certi individui, pure da taluno ciò vorrebbe stabilirsi come un assioma indiscutibile: tanto che, chiunque osasse affermare il contrario potrebbe incontrare la brutta sorte di quel tale che a Ginevra si era azzardato di dire che la religione non stava poi tutta nella cintura del Sig. Calvino. E per uscir di figura, è doloroso il dover constatare, come dai sullodati monopolizzatroi si gridi con tanta insistenza, per la semplice ragione che si tratta di un’iniziativa non presa da loro, contro l’operato della civica amministrazione in ordine all’impianto di un nuovo stabilimento industriale nel nostro territorio.
Tutto il giorno si urla a perdifiato che Susa è una città morta, senza vita economica, senza risorse, senza movimento. Ed oggi, perchè il Consiglio Comunale, nel pubblico interesse, fa un passo in avanti per animare di un soffio di vita industriale la città per dar lavoro a braccia inoperose, per attenuare l’emigrazione, per poco non gli si dà la croce addosso, e così pure a quel gentiluomo che è il nostro deputato provinciale Avv. G. Richard, il quale ha avuto il torto di sobbarcarsi ai disagi di un lungo viaggio a porre le basi di un contratto di interesse non suo, e a impedire che una fonte di lucro per Susa fosse deviata ad altro punto del Piemonte, come da numerose altre richieste e vistose offerte.
Non è nelle nostre abitudini di dar consigli non domandati: ma se dar ne dovessimo, vorremmo avvertire che il bene è bene da qualunque parte venga, anche da un avversario e le miserabili astiosità partigiane debbono, da ogni onesto cittadino, dimenticarsi, quando si tratta dell’interesse generale, che deve sempre passare davanti ad ogni personale animosità.

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