Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

Ancora rinnovata,
 la sezione storica
 con i primi cento anni
 del giornale

in questo momento sei in:  1897 - 2006

     

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Il primo numero de IL ROCCIAMELONE esce il 3 aprile del 1897 che, nel 1907, prenderà il nome “La Valsusa”. Nella prima pagina, si comunica che “L'abbonamento straordinario dal 1 Aprile al 31 X 1897 “ costa L. 2,50 e che “ogni azione da L.5 da’ diritto a una copia del giornale”. Mons. Edoardo Rosaz, vescovo di Susa, saluta cosi’ l’uscita del nuovo giornale di cui e’ stato fondatore:Benedico il periodico Cattolico “Il Rocciamelone” e tutti i suoi redattori, incoraggiandoli a perseverare nella santa impresa” .

IL NOSTRO PROGRAMMA. E’ il titolo del primo editoriale. Alcuni passi: Era antico ed ardente desiderio dei nostri valligiani, che conservano intatto il sacro tesoro della Fede avita, di entrare pur essi nel gran concerto della stampa, di creare un organo che fosse l’eco fedele dei sentimenti della grande maggioranza della popolazione Valsusina, sentimenti, ai quali le tante volte per opera di pochi impunemente s’insulta.... ...Accanto agli interessi spirituali e religiosi, noi propugneremo eziando quelli temporali dei Valsusini. Le nostre colonne sono poste a disposizione dei corrispondenti locali; a riguardo degli avvenimenti politici, dei fatti piu’ importanti, le notizie si provvederanno in larga copia; la cronaca cittadina, quella del Circondario, la rubrica giudiziaria, avranno il loro posto; porteremo a conoscenza del popolo la statistica ed i progressii dell’agricoltura e delle industrie; non sara’ neanco trascurata quella letteratura amena che sollevi e e ricrei lo spirito; nulla noi lascieremo d’intentato perche’ il nostro periodico riesca utile e dilettevole in tutto e per tutti. L’opera che imprendiamo e’ nobile, e’ santa; noi abbiamo fede, che, coll’aiuto di Dio, col patrocinio della Vergine SS del Rocciamelone essa prosperera’".

LA CRONACA CITTADINA DI SUSA. Interessi susini - Un’importante Societa’ Inglese ha manifestato l’intenzione di giovarsi delle forze naturali di salti d’acqua in Val Cenischia per l’impianto di industrie. La Giunta Municipale di Susa con lodevole iniziativa ha interposto i suoi buoni uffici affinche’ tali Industrie fossero impiantate nel territorio di questa Città, proponendo agli Industriali notevoli vantaggi”

La CRONACA del CIRCONDARIO, con notizie da Gravere (un “delitto misterioso” accaduto undici anni prima, a cui seguì l’arresto di un individuo poi rilasciato e, nel dicembre 1896, l’arresto della guardia campestre di Gravere...), da Bruzolo (arresto di presunti autori di un altro omicidio) e ancora da Gravere (una truffa ai danni di una “vedova inesperta”).

LE NOTIZIE RELIGIOSE, con il resoconto della “cara festa di San Giuseppe” a Sant’Antonino.

LE NOTIZIE GIUDIZIARIE, nell’apposita rubrica Tribunale di Susa - Udienza del 1 aprile 1897 - Tomassone Giorgio di Michele, Traverso Natale di Luigi, Tommassone Angelo di Luigi e Tomassone Vincenzo di Giorgio tutti di San Giorio, imputati del delitto di furto di un gallo e di due galline in danno di Pognant Gros Francesco, furono il primo condannato alla pena della reclusione per giorni otto, danni e spese. Gli altri tre assolti per insufficienza d’indizi.

IL MERCURIALE DI SUSA con i prezzi dei principali beni di consumo: sanati per mg. L. 8 a 9; Vitelli L.6,50 a 7; Frumento per Emina 4,25 a 5; Segala 3,15 a 3,20; Uova la dozzina 0,60

Il primo necrologio: la morte del Prevosto di Giaveno, Teologo Canonico Don Giorgio Bernero.

L’APPENDICE DEL ROCCIAMELONE - Racconti di storia patria che, diviso in due parti, andra’ avanti fino al 1899. La prima puntata di un romanzo di appendice intitolato “Vita eccentrica - Scene fin di secolo”. Non mancano una rassegna di politica interna e le notizie dall’estero. In ultima, una mezza pagina “autopromozionale”, che illustra le caratteristiche del giornale: IL ROCCIAMELONE - Periodico settimanale del Circondario di Susa - Religioso - Politico - Amministrativo - Letterario - Agrario. Contiene articoli di fondo, redatti da valenti pubblicisti, notizie degli avvenimenti politici, dei fatti di cronaca del Circondario, rubrica giudiziaria, riviste d’agricoltura e di commercio, mercuriali, cronaca della borsa, orari di Ferrovie, Tramvays e Omnibus, bozzetti, novelle, varietà, ecc. ecc. Di carattere schiettamente cattolico, porta a conoscenza del pubblico i progressi ed i fasti dell’azione cattolica, relazioni delle feste e del movimento religioso. Pubblica in appendice interessantissimi racconti di Storia Patria, ed emozionanti romanzi educativi e morali. La Reclame sul Rocciamelone e’ la piu’ efficace pei Sig. commercianti. Abbonamento annuo L.3 - Ogni copia C.mi 5. Rivolgersi alla Direzione di Susa. In Susa gli abbonamenti si ricevono presso la Tip. Ramondetti. Rivenditori: - Bussoleno: G.Novascone - Giaveno: V.Rametti Camilla (Chiosco) - Avigliana: Albano Annibale, parrucchiere.

Sabato 10 aprile - La benedizione del Santo Padre al Rocciamelone. E’ colla gioia dell’anima che diamo ai nostri lettori una lieta novella. Il Supremo Gerarca della Chiesa Cattolica, l’Augusto Vicario di G.C. il Grande Pontefice LEONE XIII si e’ degnato, nella sua paterna bonta’, di inviare a noi ed al nostro periodico la sua benedizione. Ecco il testo del telegramma, spedito al nostro Amatissimo Vescovo: Roma, 3 Aprile 1897, ore 17,05

Il S.Padre, accogliendo la domanda da lei direttagli, ha benedetto di cuore redazione periodico Rocciamelone Il Card. Rampolla. I Bimbi d’Italia a Maria Il nuovo settimanale promuove, insieme al periodico L’Innocenza, la raccolta fondi per il ... gentile il proposito d’innalzare sull’ultima roccia di questa montagna una grandiosa statua in bronzo alla madonna, perche’ da quel trono - il piu’ eccelso del mondo - protegga e benedica l’Italia nostra serbandola alla fede pura e robusta degli avi. E sono i bimbi d’Italia che promuovono e innalzano questo monumento. ...Sotto gli auspici del periodico L’Innocenza la sottoscrizione procede con crescente entusiasmo, e i promotori sperano di potere l’anno prossimo compiere la funzione inaugurale del monumento, con una festa di bimbi per tutta la Valle... In ogni scuola, in ogni famiglia, si inizi una sottoscrizione fra i bimbi. Tutti possono contribuire con dieci centesimi. ... Sara’ un vanto per la nostra valle di chiudere il secolo XIX con una dimostrazione eletta di religione e di poesia”.

15 maggio - S.Ambrogio - Le prove di ascensioni coll’automobile. Giorni or sono il Sig. Neveux Fortunato, vice Direttore del cotonificio fratelli Bosio compiva felicemente l’ascensione a Rubiana col suo automobile, superando una salita di duecento metri, per la strada da Almese a Rubiana che ha una pendenza del 5%.

22 maggio - Chianoc - Per lo sviluppo dell’industria la spettabile ditta Wild ed Abegg fu autorizzata con Decreto del Signor Prefetto di Torino 17 luglio 1896 ad eseguire varie opere sui territori di Chianoc, Bruzolo e San Didero. Il dieci del corr. mese si die’ principio alla prima, cioe’ alla costruzione sul territorio di Chianoc di un nuovo acquedotto in prosecuzione dell’attuale canale di fuga delle acque che forniscono la forza motrice al cotonificio della prelodata Ditta.Questo nuovo canale si costruisce per ottenere un aumento di forza ai due cotonifici di Chianoc e di Borgone, al primo dei quali si farà un notevole ampliamento.Un bravo di cuore alla Spettabile Ditta che col fornire lavoro provvede il pane a tante povere famiglie della nostra vallata.

24 luglio - Bardonecchia - I drammi dell’Alpinismo Il 18 corr. alle ore 13 nel vallone della Rho si rinvenne il cadavere di certo Occhiena, giovane di 25 anni, ragioniere, impiegato presso il Municipio di Torino. Il cranio era sfracellato e pieno di sassi; rotte le gambe e le braccia. Il disgraziato, che aveva tentato con vari altri l’ascensione della Roccia Bernauda alta 3220 metri, e difficilissima a scalare dalla parte est, ove la rupe è a picco, era precipitato - pare per qualche tentativo di discesa, compiuto senza picozza e stremato di forze - da un’altezza di 250 metri.

Susa - Il Ponte degli Alpini - Vennero deliberati al Sig. Campagna Giovanni di Michele i lavori di costruzione del nuovo ponte in ferro sulla Dora in sostituzione di quello in legno attualmente esistente detto degli Alpini.

21 agosto - Spionaggio francese al Rocciamelone - Il 15 corr. alcune persone che avevano compiuta l’ascensione al Rocciamelone avvisarono 2 carabinieri e 2 guardie di finanza che sulla vetta trovavansi un ufficiale 3 sergenti e 1 soldato francesi, muniti di macchine fotografiche e d’altri istrumenti, evidentemente allo scopo di fotografare le nostre opere di fortificazione. I carabinieri impresero la salita e riuscirono ad arrestare uno dei sergenti che fu tradotto alla stazione di Viu’. Gli fu sequestrata una macchina fotografica.Gli altri riuscirono a fuggire, scendendo sul ghiacciaio di Bessan uno cadde e rimase mal concio, un altro scivolò in un crepaccio, trovandovi la morte.

4 settembre - Champlas du Col - Un cacciatore che uccide un serpente mostruoso. Il 22 scorso agosto certo Poncet Francesco di questo luogo cacciando sul territorio di Pragelato, a circa mezz’ora dal colle del Sestrieres, s’abbattè in un serpente di enormi dimensioni, che si levo’ per assalirlo. Con tre fucilate ben dirette riusci’ a fare in pezzi il mostro, che misurava niente meno che 2 metri di lunghezza, e 45 centimetri di circonferenza.

18 - 24 dicembre (Un inviato de Il Rocciamelone segue un processo alla Corte d’Assise di Torino) La tragedia della Gran Comba - Dal n 38: “...Il 18 agosto 1896, nel letto del rivo che scorre nel Vallone della Gran Comba, in territorio di Gravere, era rinvenuto, appoggiato ad un macigno, colla testa arrovesciata, il cadavere d’una donna, Marino Maria Cristina, d’anni 68, moglie di Aschieris Bernardo”. “...la perizia medica, redatta dai dottori Cotterchio e Depretis, accertò che la causa della morte dell’infelice donna era stata l’asfissia per soffocazione, dopo la quale il cadavere doveva esser stato trasportato in quel luogo inaccessibile per far credere ad una caduta e ad un annegamento. ... poco dopo le porte del carcere si chiudevano dietro a tre persone, che un cumulo di circostanze, e la voce pubblica accusava colpevoli dell’esecrando delitto, Aschieris Bernardo, d’anni 27, marito dell’uccisa, Aschieris Battista, e Caffo Margherita (detta volgarmente la bella marghera), suoceri della medesima, - i quali oggi seggono sul banco degli imputati, sotto l’accusa di omicidio premeditato”. L’articolista racconta che: “Nel 1887 l’Aschieris Bernardo, diciottenne, sposava l’attuale povera vittima della ferocia altrui, in eta’ allora di cinquantanove anni compiuti, non senza aver ottenuto nei patti nuziali la donazione di tutti i beni immobili e mobili della sposa, di un valore di L. 14.000. Evidentemente non era stato il solo affetto la causa determinante del matrimonio. Cio’ apparisce chiaro dal fatto che la luna di miele della povera sposa fu segnata dall’inizio di maltrattamenti d’ogni genere per parte della sua nuova famiglia. Tanto che la poveretta dovette fuggire di casa, e cercare di allogarsi come fantesca!” “...Dopo quasi sette anni di martirio la Marino si decise a domandare la separazione coniugale e la revoca della donazione per ingratitudine. Le fu subito concesso l’immissione (ottenuta per mezzo della forza) nel possesso dei suoi beni. Ma, alla vigilia della vittoria giudiziale essa, cedendo alle blandizie dei suoi carnefici, ritornava al tetto coniugale. Poco dopo avveniva la catastrofe....” Il processo si svolge in 7 udienze (15, 16, 17,18, 21, 22, 23 dicembre), durante le quali sfilano i testi di accusa e di difesa. Non mancano incidenti, contrasti e anche l’accusa a un teste a difesa “di aver voluto cambiare la sua deposizione, mediante il pagamento di un bottiglione di vino”.. Il 23 dicembre, terminate le arringhe della difesa, i giurati si ritirano per deliberare. Quindi, “il capo dei giurati entra nella sala, da’ lettura del verdetto di completa assolutoria per tutti gli imputati, che sono quindi dal Presidente dichiarati in liberta’”. Così il giornale commenta la clamorosa sentenza: “Davanti alla maestà del giudicato, noi non possiamo, ne’ vogliamo iniziare discussioni. Però, se il giudice popolare si pronunzio’ in modo così contrario alle risultanze di un’elaborata e diligentissima istruttoria del giudice togato, ci viene spontanea sulle labbra una domanda: perchè‚ non si provvede una volta ad ovviare a queste continue contraddizioni tra le due magistrature, perfezionando l’istituto del giurò? Ma noi non ci stupiamo del pronunziato della giustizia umana: noi abbiamo fede che se fu commesso un delitto, la giustizia eterna ben saprà a suo tempo punire il colpevole”.

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