Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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Giornale Aperto - n.11 del 9 marzo 2006 - Lettere
(n.b. l'ordine di pubblicazione è casuale, non ci sono vincoli di precedenza)
Le lettere sono pubblicate così come pervenute in redazione
 

Calunnie e provocazioni di Pisanu

Il ministro Pisanu sta mirando al dopo-olimpiadi, si sta preparando l'alibi di poter intervenire in modo più violento ancora contro il movimento pacifico-non-violento NO TAV qui nella Valsusa, senza trovarsi tutti gli italiani contro come dopo i suoi maldestri interventi  a Venaus i 6.e 8.dicembre scorso. 
Infatti dopo il passaggio della fiaccola olimpica (non affatto ostacolato dai no-tav, l'incidente tra la bandiera e la fiaccola di Susa è stato volutamente ingigantito proprio da Pisanu e da Pescante, per giustificare l'esclusione della bassa Valle dal passaggio del fuoco olimpico - già programmato da tempo, come punizione per la nostra opposizione al tunnel nella Valsusa) nessuno si è più interessato ai giochi olimpici, qui nella Valle abbiamo ben altre preoccupazioni!
Ma Pisanu continua a chiamarci in causa, come se fossimo noi un pericolo per le olimpiadi...pazzesco, se si ascoltassero tutte le interviste dei NO TAV, ci si renderebbe conto che nessuno aveva la minima intenzione di boicottare le olimpiadi, e non abbiamo cambiato l'idea nemmeno ora, durante il massacro mediatico di Pisanu & i suoi compagni di merende! 
Quindi non so cosa hanno in mente i no-global, gli anarchici e centri sociali, ma il movimento NO TAV non ha nulla in comune con dei movimenti politici. Il fatto che questi movimenti avevano partecipato PACIFICAMENTE alle passate manifestazioni contro il TAV insieme a noi valsusini, non deve diventare una scusa per metterci in ogni occasione sullo stesso piano, come se fossimo la stessa cosa, come se avessimo gli stessi ideali e obiettivi! Capito, signori politicanti, faccendieri e manipolatori di verità?
La tregua olimpica? Ma se è il Pisanu per primo a non rispettarla, continuando a chiamarci in causa senza motivo, ce l'ha i NO TAV sempre in bocca - un vero abuso di potere, quel gettare dall'alto del suo incarico istituzionale del fango diffamatorio, un mucchio di calunnie, per crearsi un alibi per le proprie azioni future!! Non passa un telegiornale, che non si nominano i NO TAV come un temibile pericolo per i giochi...UNA TREGUA? Macchè, Pisanu si augura tutto il contrario...ma resterà deluso dai NO TAV; basta che gli italiani usino la propria testa, senza lasciarsi convincere dai soliti slogan elettorali...
 

Hana Holzelovà
Almese

 

  

 

Egregio Direttore

Lo stupendo spettacolo di ieri sera trasmesso dalla televisione dallo stadio olimpico di Torino, in occasione dell'apertura dei 20° giochi olimpici invernali, penso che debba riempire di orgoglio, non solo i cittadini di Torino, del Piemonte e delle valli olimpiche, ma dell'Italia intera.
Uno spettacolo, che credo possa essere definito, senza nessuna retorica, di grande valore artistico coreografico, ma anche di grandissimo significato di senso morale e di pace. Credo che su quanto si è visto: dalla bambina che con la sua dolce voce ha cantato l'inno Nazionale d'Italia, un toccante momento di fierezza italica, alla spettacolare coreografia degli acrobati nel raffigurare una "colomba, simbolo di pace, al grande e suggestivo momento dell' accensione del braciere olimpico. Fiamma ardente di fratellanza fra i popoli.
Un insieme, che ha reso, agli occhi del mondo, a migliaia di milioni di telespettatori, la grande capacità di questa nostra Italia.
Sono fiero di essere italiano e cittadino di questo Piemonte, anche se nato in una altra Regione, ma il destino mi ha portato a vivere in questa terra, (la Val Susa). Devo però, mio malgrado, aggiungere a questa soddisfazione, la delusione provata domenica pomeriggio 5 febbraio, di non aver avuto l'opportunità di vedere il festoso passaggio della "fiaccola olimpica" per le vie della bassa Valle Susa, (Bussoleno) in quanto, per ragioni, che non spetta a me giudicare, visto i fatti di intolleranza accaduti a Susa, veniva dirottata su Bardonecchia.
Credo, a mio modesto parere, che questo increscioso episodio, nella maniera più assoluta, dovrà far riflettere tutti coloro e soprattutto certi amministratori, che con il loro discutibile comportamento, avevano in precedenza, inaspriti gli animi di chi intendeva trovare., agli occhi del mondo, un po' di spazio di visibilità. E' vorrei aggiungere: Ostacolare il passaggio della fiaccola olimpica, secondo la mia opinione, è stato un atto sconsiderato da persona poca intelligente, per non dire....  Confondere i valori universali di questa manifestazione sportiva con i problemi, anche se reali, della valle. E' stato semplicemente "vergognoso".
Pur rammaricato per l'assurdo e puerile episodio, che purtroppo, ha privato tantissima gente di avere la soddisfazione di vedere il passaggio della fiaccola, evento quasi irripetibile per la nostra valle} mi ritengo gratificato per la bella e riuscita manifestazione della inaugurazione. Per questo dico: grazie a Torino e al suo Sindaco e a tutti coloro che con il loro impegno, compreso le forze dell'ordine, hanno potuto rendere fattibile un evento di portata mondiale.

Si ringrazia per l'attenzione. Cordialmente.
Carlo Giordano - Bussoleno

 

  

 

Lettera firmata

Cara signora “non mi firmo” alla sua prima lettera ho pensato che lei avesse mangiato qualche cosa di pesante e le fosse rimasto sullo stomaco, oppure che avesse un problema di persecuzione che comunque è una malattia, non rara, possibile di cura. Quindi per rispetto, ho pensato “se uno non sta bene non bisogna infierire”. Adesso leggo che ce l’ha anche con i valligiani No Tav colpevoli di chissà quale atto o trama nei suoi confronti. Allora mi sono messa nei suoi passi, di quando magari va a fare la spesa in un supermercato e deve controllare continuamente se dietro gli scaffali non ci sia per caso un No Tav con un vasetto di marmellata pronto a colpirla. Poi immagino l’ansia quando guida, sempre lì a controllare lo specchietto retrovisore, con la paura di veder sbucare un valligiano incazzato che le appiccica l’adesivo “sarà dura”, veramente una vita infernale. Guardi, le do un consiglio: in valle ci sono tanti nuovi medici. Cento di questi, dopo essersi documentati, hanno firmato un manifesto sulla pericolosità di amianto e uranio, ben presenti in quelle montagne che vorrebbero scavare. Credo che anche sulla sindrome da persecuzione avrebbero ottimi consigli da fornire; potrebbe così guarire e tornare felice e serena come penso sia stata qualche volta.
Guardi, mi ha già contagiata. Volevo firmarmi, ma, dopo tante stupidaggini, è meglio se ci lasciamo così, nell’anonimato. Mi consola pensare che fra un po’ sarà primavera e sarà sicuramente una bella primavera No Tav.

Lettera firmata

 

  

 

L’ultima  cosa  che avrei voluto  fare è parlare del mio Sindaco e conseguentemente  del mio Paese alimentando le  spiacevoli polemiche  note sul caso “Coca cola”  ma la lettera del collega Pitzianti di S. Ambrogio mi ha talmente indignata che non posso fare  a meno di replicare.
Intanto preciso che  i membri  della  Giunta   presenti   al  momento della  discussione  dell’argomento  di cui sopra,   hanno pienamente condiviso il principio manifestato dal Sindaco e cioè di non autorizzare la  pubblicità della nota bevanda  americana, sul territorio   comunale per cui era stata richiesta  regolare autorizzazione (e non certo di interdirne  il passaggio come  afferma il collega  di S. Ambrogio). Diniego da cui si è poi recesso per i motivi di inscindibilità fra passaggio della fiaccola olimpica e sponsor di cui il sindaco Joannas ha  già precisato.
Per quanto concerne il danno di immagine che potrebbe derivare da questo “sconsiderato” diniego, invito a guardarsi intorno   in  questi giorni che precedono l’imminente inizio dell’evento olimpico ed  a trarne  le  dovute conclusioni…..
Vorrei poi capire  quali siano le dichiarazioni offensive di Joannas e vorrei che Pitzianti le elencasse e non si limitasse  ad  accuse del tipo  “che rinunciare alla indennità ed alla ambita poltrona di Sindaco  sia difficile”:  invito il collega  Assessore a venire  a  verificare di persona a quanto ammonti l’indennità di carica di Joannas, rispetto a quanto stabilito per legge, ed ancora di più a venire un lunedì mattina, giorno di mercato  e giorno in cui il Sindaco   riceve il pubblico ed a toccare con mano i principi che hanno determinato la elezione di Joannas  a Sindaco di Bussoleno, considerato che  fino al 2004 era, per la  maggior parte dei cittadini di Bussoleno, un perfetto sconosciuto.  Vada  a rivedere Pitzianti quali accordi politici, quali pressioni  sono state fatte a Joannas perché si candidasse a Bussoleno. E a proposito di coerenza, ne   riparli con qualcun altro  il collega  assessore  di Sant’Ambrogio   perché il contenuto della sua lettera  non gli fa di certo onore!!!.

Renata OLIVERO
Assessore del Comune di BUSSOLENO
 

P.S.  : sono certa che se mi fossi permessa  di scrivere una lettera con i toni di quella  di Pitzianti su un qualunque  sindaco  della Valle di Susa, Joannas  mi avrebbe  ritirato la  delega  di Assessore!!!.

 

Condivido  l’0pinione di chi ritiene che a molti serviva un pretesto per additare la Bassa Valle come area “ a rischio elevato” per potere annullare il transito della fiaccola olimpica, un simbolo accolto dalla stragrande maggioranza delle genti come un simbolo positivo. Questo pretesto si è materializzato nel pomeriggio di Domenica pomeriggio ma si è adombrato per quanto è stato detto nell’assemblea al Polivalente di Bussoleno di giovedì 2 febbraio, convocata con una procedura insolita, cioè Comitati No-Tav ed un partito (Rifondazione Comunista).
Non ho  comunque avuto  esitazioni a partecipare per presentare le ragioni della FIM-CISL, il sindacato a cui sono stato iscritto per l’intera mia avventura sindacale,  nel sostenere sin dall’inizio la campagna internazionale, sottolineo internazionale, di boicottaggio della Coca Cola:
nel caso specifico ritenevo che il Sindaco di Bussoleno meritasse una solidarietà esplicita pur convinto che la critica alla Coca Cola non dovesse comportare il coinvolgimento  della fiaccola olimpica.
Il sindacato colombiano ci ha chiesto di boicottare la prima e non la seconda.  Dichiarazioni come  “gli sponsor e l’olimpiade sono indivisibili”  del presidente del Toroc e recepite acriticamente da troppi -   accentuano a dismisura una ipocrisia sempre latente nelle manifestazioni di spettacolo sportivo e nei giochi olimpici ancor piu’. Tra il cosiddetto spirito della manifestazione e interessi molto materiali e comportamenti assai poco socialmente responsabili di alcuni sponsor. Per questo avevo replicato – anche per l’incarico sindacale internazionale da me ricoperto fino a poco tempo fa  a Furio Colombo sull’Unità un mese fa a proposito di Coca Cola: gli scrissi che non riuscivo a non pensare alle persone che avevo incontrato in America latina e all’impegno assunto con loro.
Detto questo sento ancor meno esitazione di esprimere le mie perplessità e anche malessere sullo svolgimento e sulla conclusione dell’Assemblea di giovedì scorso che ben poco ha discusso sulla Colombia e su come si organizza una difficile azione tipicamente non violenta come il boicottaggio di un prodotto. Sono preoccupato sulle vicende che stanno attraversando la Valle in cui sono tornato ad abitare. Per questo voglio esprimere alcune  opinioni ( non giudizi ) sui fatti di questi giorni servendomi dell’esperienza  fatta in parecchi anni in “punti caldi” del mondo. Procederò schematicamente per punti:
1.
     
Autoreferenzialità dei Comitati. Se prevale la considerazione  che i Comitati “meglio sono in sintonia con la gente” ed i Sindaci “si sono fermati a causa della tregua olimpica” s’imbocca una strada pericolosa per l’unità del movimento di valle come appunto è avvenuto in questi giorni. Si perde l’unità mentre avanza l’autocelebrazione  al limite del narcisismo di questo o quel pezzo di movimento autore di interventi verbali od azioni “esemplari”. Anche  le dichiarazioni di Alberto  Perino, pur di natura diversa possono alimentare questa tendenza all’autoriferimento glorificante:va sempre tutto bene se deciso da tutti o alcuni No-Tav. Siamo sempre forti e se questa forza non è  ben conosciuta  la causa sono i media complottanti ( a cui vanno aggiunti quasi tutti i partiti).  Oppure,  si individua il movimento No-Tav come punto unificante dei tanti No “gridati” nel nostro paese e quindi delle tante contestazioni al “corteo” olimpico. Penso che ciò sia un errore politico, una cosa ben diversa dal sostenere che il movimento No tav ha dato  - questo sì – coraggio a tanti movimenti di critica   Si afferma che “la fiaccola si è spaventata ed ha fatto dietrofront”, si potrebbe  aggiungere che “si è spaventato” il Toroc o ne ha approfittato per dare “una lezione” alla bassa valle. Sta il fatto che non ci sarebbe stato pretesto per spaventarsi se avessimo concesso 2 metri in più per lato di strada, se gli SMS nel comunicare che la Coca Cola era stata fermata ad Exilles fossero stati rapidi come nella vicenda del Seghino, di Venaus. Se la fiaccola cioè non fosse stata costretta a procedere in un corridoio umano simile a quello dei tempi di Pantani sulle Dolomiti. E se tutti l’avessimo accolta in un dignitoso silenzio . Ma tutto ciò non è stato possibile perché l’Assemblea di Bussoleno ha costruito una fittizia unità tra chi voleva lasciare passare – nel modo dovuto – la fiaccola e chi no, sia che l’abbia detto chiaramente o meno. Sono errori gravi che l’impostazione cento fiori fioriscano accentua. Abbiamo bisogno di unità di intenti e di modo d’agire non di frammentazione.
2.L’Autoreferenzialità il più delle volte circoscrive i fatti e l’area in cui si valuta.  Ci si scollega  con il resto del paese e nel nostro caso anche con la maggioranza dei cittadini della valle ,si costruiscono giudizi che non tengono conto della rappresentatività di altri in quanto ritenuti “meno affidabili”, sospetti di cedimento o altro. Si perde così il baricentro.
3. L’uso a sproposito del termine non violenza: non mi considero un non violento, riprendendo una frase di Rossana Rossanda dico “ non mi definisco non violento e me ne vergogno” , non ci sono ancora arrivato dopo anni di frequentazioni di persone che ne hanno fatto un criterio di vita: dai balkani al Medio Oriente . Il linguaggio schematico e anche militare è nelle nostre assemblee evidente. L’aggressività verbale anche. La preoccupazione di far emergere un particolare punto di vista piu’ forte di quello di trovare una sintesi. Non violenza non è solo un metodo ma un modo di concepire la vita, la politica, il rapporto con gli altri . Non è il giudizio lanciato come un sasso ma la pazienza di riuscire a far vedere il mondo in altro modo. Ed è assunzione di responsabilità. Non vi sia critica senza una proposta diceva Gandhi. Che cosa succederebbe se riuscissimo a tornare all’opzione zero sul TAV,che comunque significherebbe un potenziamento degli attuali flussi, con ristrutturazione della linea storica o altre ipotesi sul tappeto ? Lasciamo fare ai sindaci  riservandoci lo spazio di critica ? Parodiamo il segretario di PRC affermando che le “ masse non si comandano” ?
Sono opinioni , non certezze granitiche. Non le esprimerei pubblicamente se non intravedessi i gravi rischi in cui siamo già incorsi. Scrivo sperando che ne esca una discussione utile.

Toni Ferigo
Ex Segretario Federazione Sindacale Internazionale -
(Almese)

 

  

 

ai bambini lasciate l'infanzia (3) (2)

Ancora una volta, eccomi a chiedere ospitalità al suo giornale. Desidero, infatti, offrire tutta la mia solidarietà all’autrice della lettera “ai bambini lasciate l’infanzia”, che ha innescato una serie di scomposte reazioni. Io condivido quanto lei ha scritto e… quanto ha replicato. Ho sempre preferito all’istinto e alle emozioni, il ragionamento soprattutto quando in ballo ci sono le vite, l’educazione, la crescita umana e culturale  dei nostri figli. Come “lettera firmata”, anche io ho partecipato alle marce pacifiche contro l’alta velocità fino al momento in cui ho capito che si stavano trasformando in qualcosa di diverso.
La mia posizione sulla Tav -  essendo consigliere comunale e di Comunità Montana- è nota. Come tanti cittadini della Valsusa “soffro della sindrome Nimby”. Non ho strumenti per dire se quest’opera sia o non sia strategica per l’Italia e per l’Europa, ma mi interrogo soprattutto quali e quanti saranno i disagi che, come valsusini, dovremo vivere e sopportare qualora l’opera dovesse, come sembra, essere realizzata.
La paura che fa scegliere l’anonimato è, a mio avviso, giustificata. Invece di essere grossolanamente contestata, questa scelta dovrebbe far riflettere i militanti no-Tav. Oggi forse un po’meno, ma il fuoco cova sotto la cenere, nei momenti caldi bastava dissentire sui metodi di protesta (non legali ed antidemocratici, a volte) per essere accusati con parole offensive e  - spesso -  minacciati da persone acriticamente in lotta ( intossicate, tra l’altro, da sms falsi e ingiustificabili). Come all’anonima – ma coraggiosa – mamma è successo purtroppo anche a me: ho vissuto in prima persona fatti che, analizzati criticamente ed onestamente, dovrebbero essere puniti e censurati, soprattutto perché “oggetto” della disputa erano minori che avevano diritto all’informazione e non ad essere uniformati ad una vulgata parzialissima, per quanto costruita con un furbo utilizzo delle tecniche della fascinazione. E’ importante - per genitori e insegnanti, per il futuro della società - condurre i minori a formarsi  proprie idee mettendo loro a disposizione ogni opzione possibile. Chiunque voglia imporre la propria opinione - anche se al proprio figlio - fa danni a volte irreversibili. I bambini che hanno visto gli adulti schernire le forze dell’ordine - e che poi molto probabilmente hanno emulato- con epiteti a dir poco vergognosi e contrastarle non permettendo a ragazzi che null’altro che il loro dovere stavano svolgendo di nutrirsi e di svolgere le fisiologiche attività evacuative, quali lezioni pensate ne abbiano ricavato?
Quando hanno sentito quel sindaco(?) dire alla televisione che i “poliziotti erano drogati” e quell’altro sindaco(?) che diceva: “ ci siamo  riappropriati dei terreni “usurpati”, che tipo di informazione hanno dato ai più piccoli e deboli dei cittadini (bimbi e ragazzi)?
Carissima anonima, non mi vergogno a dire che ho pianto nei giorni caldi della contrapposizione. Il 6 dicembre, quando i poliziotti sono entrati nei terreni presidiati, ferendo alcune persone  che si trovavano nel posto sbagliato in un momento poco opportuno. Altre lacrime (a dirotto) l’8 dicembre, quando ho visto le forze dell’ordine indietreggiare di fronte ad una marea di gente. Il cuore stretto in gola mi straziava ed il mio primo pensiero è stato: “la valle di Susa non fa più parte dello Stato Italiano”. Sono convinta, come l’anonima che sento vicina ed amica, che gli artefici di quanto successo siano soprattutto nostri concittadini – con attiva manforte da fronde  estremiste, che gli stessi hanno ringraziato dopo lo scempio di Venaus. Io spero che ogni responsabilità di quanto è successo sia vagliata dai magistrati e chi ha sbagliato ne renda conto davanti alla Giustizia. Non si può accettare che le forze dell’ordine- a cui rinnovo le mie scuse come valsusina- siano messe d’assedio dai cortei e dalle invasioni, e non si può accettare che a guidare questa guerriglia siano i Sindaci, cioè i rappresentanti dello Stato sul territorio dei loro Comuni. Forse è ancora presto, ma auspico che a breve tutti possano esprimere la propria opinione, senza dover incorrere in rappresaglie.
La neve si sta sciogliendo, ma l’Olimpiade alle porte (che a certi “professionisti della protesta” proprio non piace) ha da lasciare un messaggio di pace e convivenza, che dobbiamo far germogliare nei nostri cuori.  Oltre le ideologie, la retorica, la violenza di “cattivi maestri”.

Laura Melis