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Calunnie e provocazioni di Pisanu
Il
ministro Pisanu sta mirando al dopo-olimpiadi, si sta preparando
l'alibi di poter intervenire in modo più violento ancora contro il
movimento pacifico-non-violento NO TAV qui nella Valsusa, senza
trovarsi tutti gli italiani contro come dopo i suoi maldestri
interventi a Venaus i 6.e 8.dicembre scorso.
Infatti dopo il passaggio della fiaccola olimpica (non affatto
ostacolato dai no-tav, l'incidente tra la bandiera e la fiaccola
di Susa è stato volutamente ingigantito proprio da Pisanu e da
Pescante, per giustificare l'esclusione della bassa Valle dal
passaggio del fuoco olimpico - già programmato da tempo, come
punizione per la nostra opposizione al tunnel nella Valsusa)
nessuno si è più interessato ai giochi olimpici, qui nella Valle
abbiamo ben altre preoccupazioni!
Ma Pisanu continua a chiamarci in causa, come se fossimo noi un
pericolo per le olimpiadi...pazzesco, se si ascoltassero tutte le
interviste dei NO TAV, ci si renderebbe conto che nessuno aveva la
minima intenzione di boicottare le olimpiadi, e non abbiamo
cambiato l'idea nemmeno ora, durante il massacro mediatico di
Pisanu & i suoi compagni di merende!
Quindi non so cosa hanno in mente i no-global, gli anarchici e
centri sociali, ma il movimento NO TAV non ha nulla in comune con
dei movimenti politici. Il fatto che questi movimenti avevano
partecipato PACIFICAMENTE alle passate manifestazioni contro il
TAV insieme a noi valsusini, non deve diventare una scusa per
metterci in ogni occasione sullo stesso piano, come se fossimo la
stessa cosa, come se avessimo gli stessi ideali e obiettivi!
Capito, signori politicanti, faccendieri e manipolatori di verità?
La tregua olimpica? Ma se è il Pisanu per primo a non rispettarla,
continuando a chiamarci in causa senza motivo, ce l'ha i NO TAV
sempre in bocca - un vero abuso di potere, quel gettare dall'alto
del suo incarico istituzionale del fango diffamatorio, un mucchio
di calunnie, per crearsi un alibi per le proprie azioni future!!
Non passa un telegiornale, che non si nominano i NO TAV come un
temibile pericolo per i giochi...UNA TREGUA? Macchè, Pisanu si
augura tutto il contrario...ma resterà deluso dai NO TAV; basta
che gli italiani usino la propria testa, senza lasciarsi
convincere dai soliti slogan elettorali...
Hana Holzelovà
Almese
Egregio
Direttore
Lo stupendo
spettacolo di ieri sera trasmesso dalla televisione dallo stadio
olimpico di Torino, in occasione dell'apertura dei 20° giochi
olimpici invernali, penso che debba riempire di orgoglio, non solo
i cittadini di Torino, del Piemonte e delle valli olimpiche, ma
dell'Italia intera.
Uno spettacolo, che credo possa essere definito, senza nessuna
retorica, di grande valore artistico coreografico, ma anche di
grandissimo significato di senso morale e di pace. Credo che su
quanto si è visto: dalla bambina che con la sua dolce voce ha
cantato l'inno Nazionale d'Italia, un toccante momento di fierezza
italica, alla spettacolare coreografia degli acrobati nel
raffigurare una "colomba, simbolo di pace, al grande
e suggestivo momento dell' accensione del braciere olimpico.
Fiamma ardente di fratellanza fra i popoli.
Un insieme, che ha reso, agli occhi del mondo, a migliaia di
milioni di telespettatori, la grande capacità di questa nostra
Italia.
Sono fiero di essere italiano e cittadino di questo Piemonte,
anche se nato in una altra Regione, ma il destino mi ha portato a
vivere in questa terra, (la Val Susa). Devo però, mio malgrado,
aggiungere a questa soddisfazione, la delusione provata domenica
pomeriggio 5 febbraio, di non aver avuto l'opportunità di vedere
il festoso passaggio della "fiaccola olimpica" per le vie della
bassa Valle Susa, (Bussoleno) in quanto, per ragioni, che non
spetta a me giudicare, visto i fatti di intolleranza accaduti a
Susa, veniva dirottata su Bardonecchia.
Credo, a mio modesto parere, che questo increscioso episodio,
nella maniera più assoluta, dovrà far riflettere tutti coloro e
soprattutto certi amministratori, che con il loro discutibile
comportamento, avevano in precedenza, inaspriti gli animi di chi
intendeva trovare., agli occhi del mondo, un po' di spazio di
visibilità. E' vorrei aggiungere: Ostacolare il passaggio della
fiaccola olimpica, secondo la mia opinione, è stato un atto
sconsiderato da persona poca intelligente, per non dire....
Confondere i valori universali di questa manifestazione sportiva
con i problemi, anche se reali, della valle. E' stato
semplicemente "vergognoso".
Pur rammaricato per l'assurdo e puerile episodio, che purtroppo,
ha privato tantissima gente di avere la soddisfazione di vedere il
passaggio della fiaccola, evento quasi irripetibile per la nostra
valle} mi ritengo gratificato per la bella e riuscita
manifestazione della inaugurazione. Per questo dico: grazie a
Torino e al suo Sindaco e a tutti coloro che con il loro impegno,
compreso le forze dell'ordine, hanno potuto rendere fattibile un
evento di portata mondiale.
Si ringrazia per l'attenzione.
Cordialmente.
Carlo
Giordano - Bussoleno
Lettera firmata
Cara signora “non
mi firmo” alla sua prima lettera ho pensato che lei avesse
mangiato qualche cosa di pesante e le fosse rimasto sullo stomaco,
oppure che avesse un problema di persecuzione che comunque è una
malattia, non rara, possibile di cura. Quindi per rispetto, ho
pensato “se uno non sta bene non bisogna infierire”. Adesso leggo
che ce l’ha anche con i valligiani No Tav colpevoli di chissà
quale atto o trama nei suoi confronti. Allora mi sono messa nei
suoi passi, di quando magari va a fare la spesa in un supermercato
e deve controllare continuamente se dietro gli scaffali non ci sia
per caso un No Tav con un vasetto di marmellata pronto a colpirla.
Poi immagino l’ansia quando guida, sempre lì a controllare lo
specchietto retrovisore, con la paura di veder sbucare un
valligiano incazzato che le appiccica l’adesivo “sarà dura”,
veramente una vita infernale. Guardi, le do un consiglio: in valle
ci sono tanti nuovi medici. Cento di questi, dopo essersi
documentati, hanno firmato un manifesto sulla pericolosità di
amianto e uranio, ben presenti in quelle montagne che vorrebbero
scavare. Credo che anche sulla sindrome da persecuzione avrebbero
ottimi consigli da fornire; potrebbe così guarire e tornare felice
e serena come penso sia stata qualche volta.
Guardi, mi ha già contagiata. Volevo firmarmi, ma, dopo tante
stupidaggini, è meglio se ci lasciamo così, nell’anonimato. Mi
consola pensare che fra un po’ sarà primavera e sarà sicuramente
una bella primavera No Tav.
Lettera firmata
L’ultima cosa che avrei
voluto fare è parlare del mio Sindaco e conseguentemente del mio
Paese alimentando le spiacevoli polemiche note sul caso “Coca
cola” ma la lettera del collega Pitzianti di S. Ambrogio mi ha
talmente indignata che non posso fare a meno di replicare.
Intanto preciso che i membri della Giunta presenti al
momento della discussione dell’argomento di cui sopra, hanno
pienamente condiviso il principio manifestato dal Sindaco e cioè
di non autorizzare la pubblicità della nota bevanda americana,
sul territorio comunale per cui era stata richiesta regolare
autorizzazione (e non certo di interdirne il passaggio come
afferma il collega di S. Ambrogio). Diniego da cui si è poi
recesso per i motivi di inscindibilità fra passaggio della
fiaccola olimpica e sponsor di cui il sindaco Joannas ha già
precisato.
Per quanto concerne il danno di immagine che potrebbe derivare da
questo “sconsiderato” diniego, invito a guardarsi intorno in
questi giorni che precedono l’imminente inizio dell’evento
olimpico ed a trarne le dovute conclusioni…..
Vorrei poi capire quali siano le dichiarazioni offensive di
Joannas e vorrei che Pitzianti le elencasse e non si limitasse
ad accuse del tipo “che rinunciare alla indennità ed alla ambita
poltrona di Sindaco sia difficile”: invito il collega Assessore
a venire a verificare di persona a quanto ammonti l’indennità di
carica di Joannas, rispetto a quanto stabilito per legge, ed
ancora di più a venire un lunedì mattina, giorno di mercato e
giorno in cui il Sindaco riceve il pubblico ed a toccare con
mano i principi che hanno determinato la elezione di Joannas a
Sindaco di Bussoleno, considerato che fino al 2004 era, per la
maggior parte dei cittadini di Bussoleno, un perfetto
sconosciuto. Vada a rivedere Pitzianti quali accordi politici,
quali pressioni sono state fatte a Joannas perché si candidasse a
Bussoleno. E a proposito di coerenza, ne riparli con qualcun
altro il collega assessore di Sant’Ambrogio perché il
contenuto della sua lettera non gli fa di certo onore!!!.
Renata OLIVERO
Assessore del Comune di BUSSOLENO
P.S. : sono
certa che se mi fossi permessa di scrivere una lettera con i toni
di quella di Pitzianti su un qualunque sindaco della Valle di
Susa, Joannas mi avrebbe ritirato la delega di Assessore!!!.
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l’0pinione di chi ritiene che a molti serviva un pretesto per
additare la Bassa Valle come area “ a rischio elevato” per potere
annullare il transito della fiaccola olimpica, un simbolo accolto
dalla stragrande maggioranza delle genti come un simbolo positivo.
Questo pretesto si è materializzato nel pomeriggio di Domenica
pomeriggio ma si è adombrato per quanto è stato detto
nell’assemblea al Polivalente di Bussoleno di giovedì 2 febbraio,
convocata con una procedura insolita, cioè Comitati No-Tav ed un
partito (Rifondazione Comunista).
Non ho comunque avuto esitazioni a partecipare per presentare le
ragioni della FIM-CISL, il sindacato a cui sono stato iscritto per
l’intera mia avventura sindacale, nel sostenere sin dall’inizio
la campagna internazionale, sottolineo internazionale, di
boicottaggio della Coca Cola:
nel caso specifico ritenevo che il Sindaco di Bussoleno meritasse
una solidarietà esplicita pur convinto che la critica alla Coca
Cola non dovesse comportare il coinvolgimento della fiaccola
olimpica.
Il sindacato colombiano ci ha chiesto di boicottare la prima e non
la seconda. Dichiarazioni come “gli sponsor e l’olimpiade sono
indivisibili” del presidente del Toroc e recepite acriticamente
da troppi - accentuano a dismisura una ipocrisia sempre latente
nelle manifestazioni di spettacolo sportivo e nei giochi olimpici
ancor piu’. Tra il cosiddetto spirito della manifestazione e
interessi molto materiali e comportamenti assai poco socialmente
responsabili di alcuni sponsor. Per questo avevo replicato – anche
per l’incarico sindacale internazionale da me ricoperto fino a
poco tempo fa a Furio Colombo sull’Unità un mese fa a proposito
di Coca Cola: gli scrissi che non riuscivo a non pensare alle
persone che avevo incontrato in America latina e all’impegno
assunto con loro.
Detto questo sento ancor meno esitazione di esprimere le mie
perplessità e anche malessere sullo svolgimento e sulla
conclusione dell’Assemblea di giovedì scorso che ben poco ha
discusso sulla Colombia e su come si organizza una difficile
azione tipicamente non violenta come il boicottaggio di un
prodotto. Sono preoccupato sulle vicende che stanno attraversando
la Valle in cui sono tornato ad abitare. Per questo voglio
esprimere alcune opinioni ( non giudizi ) sui fatti di questi
giorni servendomi dell’esperienza fatta in parecchi anni in
“punti caldi” del mondo. Procederò schematicamente per punti:
1.
Autoreferenzialità dei Comitati. Se prevale la considerazione che
i Comitati “meglio sono in sintonia con la gente” ed i Sindaci “si
sono fermati a causa della tregua olimpica” s’imbocca una strada
pericolosa per l’unità del movimento di valle come appunto è
avvenuto in questi giorni. Si perde l’unità mentre avanza l’autocelebrazione
al limite del narcisismo di questo o quel pezzo di movimento
autore di interventi verbali od azioni “esemplari”. Anche le
dichiarazioni di Alberto Perino, pur di natura diversa possono
alimentare questa tendenza all’autoriferimento glorificante:va
sempre tutto bene se deciso da tutti o alcuni No-Tav. Siamo sempre
forti e se questa forza non è ben conosciuta la causa sono i
media complottanti ( a cui vanno aggiunti quasi tutti i partiti).
Oppure, si individua il movimento No-Tav come punto unificante
dei tanti No “gridati” nel nostro
paese e quindi delle tante contestazioni al “corteo” olimpico.
Penso che ciò sia un errore politico,
una cosa ben diversa dal sostenere che il movimento No tav ha
dato - questo sì – coraggio a tanti movimenti di critica Si
afferma che “la fiaccola si è spaventata ed ha fatto dietrofront”,
si potrebbe aggiungere che “si è spaventato” il Toroc o ne ha
approfittato per dare “una lezione” alla bassa valle. Sta il fatto
che non ci sarebbe stato pretesto per spaventarsi se avessimo
concesso 2 metri in più per lato di strada, se gli SMS nel
comunicare che la Coca Cola era stata fermata ad Exilles fossero
stati rapidi come nella vicenda del Seghino, di Venaus. Se la
fiaccola cioè non fosse stata costretta a procedere in un
corridoio umano simile a quello dei tempi di Pantani sulle
Dolomiti. E se tutti l’avessimo accolta in un dignitoso silenzio .
Ma tutto ciò non è stato possibile perché l’Assemblea di Bussoleno
ha costruito una fittizia unità tra chi voleva lasciare passare –
nel modo dovuto – la fiaccola e chi no, sia che l’abbia detto
chiaramente o meno. Sono errori gravi che l’impostazione cento
fiori fioriscano accentua. Abbiamo bisogno di unità di intenti e
di modo d’agire non di frammentazione.
2.L’Autoreferenzialità il più delle volte circoscrive i fatti e
l’area in cui si valuta. Ci si scollega con il resto del paese e
nel nostro caso anche con la maggioranza dei cittadini della valle
,si costruiscono giudizi che non tengono conto della
rappresentatività di altri in quanto ritenuti “meno affidabili”,
sospetti di cedimento o altro. Si perde così il baricentro.
3. L’uso a sproposito del termine non violenza: non mi considero
un non violento, riprendendo una frase di Rossana Rossanda dico “
non mi definisco non violento e me ne vergogno” , non ci sono
ancora arrivato dopo anni di frequentazioni di persone che ne
hanno fatto un criterio di vita: dai balkani al Medio Oriente . Il
linguaggio schematico e anche militare è nelle nostre assemblee
evidente. L’aggressività verbale anche. La preoccupazione di far
emergere un particolare punto di vista piu’ forte di quello di
trovare una sintesi. Non violenza non è solo un metodo ma un modo
di concepire la vita, la politica, il rapporto con gli altri . Non
è il giudizio lanciato come un sasso ma la pazienza di riuscire a
far vedere il mondo in altro modo. Ed è assunzione di
responsabilità. Non vi sia critica senza una proposta diceva
Gandhi. Che cosa succederebbe se riuscissimo a tornare all’opzione
zero sul TAV,che comunque significherebbe un potenziamento degli
attuali flussi, con ristrutturazione della linea storica o altre
ipotesi sul tappeto ? Lasciamo fare ai sindaci riservandoci lo
spazio di critica ? Parodiamo il segretario di PRC affermando che
le “ masse non si comandano” ?
Sono opinioni , non
certezze granitiche. Non le esprimerei pubblicamente se non
intravedessi i gravi rischi in cui siamo già incorsi. Scrivo
sperando che ne esca
una discussione utile.
Toni Ferigo
Ex Segretario Federazione Sindacale Internazionale -
(Almese)
ai bambini
lasciate l'infanzia (3) (2)
Ancora una volta, eccomi a chiedere
ospitalità al suo giornale. Desidero, infatti, offrire tutta la
mia solidarietà all’autrice della lettera “ai bambini lasciate
l’infanzia”, che ha innescato una serie di scomposte reazioni. Io
condivido quanto lei ha scritto e… quanto ha replicato. Ho sempre
preferito all’istinto e alle emozioni, il ragionamento soprattutto
quando in ballo ci sono le vite, l’educazione, la crescita umana e
culturale dei nostri figli. Come “lettera firmata”, anche io ho
partecipato alle marce pacifiche contro l’alta velocità fino al
momento in cui ho capito che si stavano trasformando in qualcosa
di diverso.
La mia posizione sulla Tav - essendo consigliere comunale e di
Comunità Montana- è nota. Come tanti cittadini della Valsusa
“soffro della sindrome Nimby”. Non ho strumenti per dire se
quest’opera sia o non sia strategica per l’Italia e per l’Europa,
ma mi interrogo soprattutto quali e quanti saranno i disagi che,
come valsusini, dovremo vivere e sopportare qualora l’opera
dovesse, come sembra, essere realizzata.
La paura che fa scegliere l’anonimato è, a mio avviso,
giustificata. Invece di essere grossolanamente contestata, questa
scelta dovrebbe far riflettere i militanti no-Tav. Oggi forse un
po’meno, ma il fuoco cova sotto la cenere, nei momenti caldi
bastava dissentire sui metodi di protesta (non legali ed
antidemocratici, a volte) per essere accusati con parole offensive
e - spesso - minacciati da persone acriticamente in lotta (
intossicate, tra l’altro, da sms falsi e ingiustificabili). Come
all’anonima – ma coraggiosa – mamma è successo purtroppo anche a
me: ho vissuto in prima persona fatti che, analizzati criticamente
ed onestamente, dovrebbero essere puniti e censurati, soprattutto
perché “oggetto” della disputa erano minori che avevano diritto
all’informazione e non ad essere uniformati ad una vulgata
parzialissima, per quanto costruita con un furbo utilizzo delle
tecniche della fascinazione. E’ importante - per genitori e
insegnanti, per il futuro della società - condurre i minori a
formarsi proprie idee mettendo loro a disposizione ogni opzione
possibile. Chiunque voglia imporre la propria opinione - anche se
al proprio figlio - fa danni a volte irreversibili. I bambini che
hanno visto gli adulti schernire le forze dell’ordine - e che poi
molto probabilmente hanno emulato- con epiteti a dir poco
vergognosi e contrastarle non permettendo a ragazzi che null’altro
che il loro dovere stavano svolgendo di nutrirsi e di svolgere le
fisiologiche attività evacuative, quali lezioni pensate ne abbiano
ricavato?
Quando hanno sentito quel sindaco(?) dire alla televisione che i
“poliziotti erano drogati” e quell’altro sindaco(?) che diceva: “
ci siamo riappropriati dei terreni “usurpati”, che tipo di
informazione hanno dato ai più piccoli e deboli dei cittadini
(bimbi e ragazzi)?
Carissima anonima, non mi vergogno a dire che ho pianto nei giorni
caldi della contrapposizione. Il 6 dicembre, quando i poliziotti
sono entrati nei terreni presidiati, ferendo alcune persone che
si trovavano nel posto sbagliato in un momento poco opportuno.
Altre lacrime (a dirotto) l’8 dicembre, quando ho visto le forze
dell’ordine indietreggiare di fronte ad una marea di gente. Il
cuore stretto in gola mi straziava ed il mio primo pensiero è
stato: “la valle di Susa non fa più parte dello Stato Italiano”.
Sono convinta, come l’anonima che sento vicina ed amica, che gli
artefici di quanto successo siano soprattutto nostri concittadini
– con attiva manforte da fronde estremiste, che gli stessi hanno
ringraziato dopo lo scempio di Venaus. Io spero che ogni
responsabilità di quanto è successo sia vagliata dai magistrati e
chi ha sbagliato ne renda conto davanti alla Giustizia. Non si può
accettare che le forze dell’ordine- a cui rinnovo le mie scuse
come valsusina- siano messe d’assedio dai cortei e dalle
invasioni, e non si può accettare che a guidare questa guerriglia
siano i Sindaci, cioè i rappresentanti dello Stato sul territorio
dei loro Comuni. Forse è ancora presto, ma auspico che a breve
tutti possano esprimere la propria opinione, senza dover incorrere
in rappresaglie.
La neve si sta sciogliendo, ma l’Olimpiade alle porte (che a certi
“professionisti della protesta” proprio non piace) ha da lasciare
un messaggio di pace e convivenza, che dobbiamo far germogliare
nei nostri cuori. Oltre le ideologie, la retorica, la violenza di
“cattivi maestri”.
Laura Melis
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