Dal Verdon al Colorado...
attraverso le gorge di Susa
fotografie di Vito Aloisio
DA SUSA A CHIOMONTE NEL CANYON DELLA VAL DI SUSA
di
LODOVICO MARCHISIO
Presto forse avremo anche noi il nostro piccolo Canyon del
Verdon che in Francia porta un turismo da capogiro lungo la strada
belvedere che lo cinge tutto al suo esterno e unaffluenza
escursionistica incredibile al suo interno, da quando sono stati ideati i sentieri che
corrono lungo il suo fondo. Ebbene pare proprio che sia stato approvato il progetto di
ideare un sentiero che percorrerà al suo interno, la Dora Riparia nel tratto
Chiomonte-Susa. Roberto Follis, da poco assessore, è un uomo eccezionale perchè crede in
queste iniziative.
Lui ama la sua valle come la amo io, valsusino dadozione, da quando
abitando a Grugliasco, mi sono rivolto alla Val di Susa situata alle sue porte, per
ritrovare quella naturalezza di cui ho bisogno per vivere, accolto dal profumo intenso dei
suoi boschi, dalla sua schietta gente e dalle sue ridenti vallate. Ma un progetto per
diventare realtà ha bisogno di essere attendibile e soprattutto bisogna anche
crederci. E stato per questo motivo che il 20 agosto con un gruppo di
appassionati tra i quali il sottoscritto, abbiamo percorso al suo interno la Dora.
Attualmente questa discesa lunga 7 Km. non attrezzata, è un percorso avventura con un
tratto in cui lacqua arriva oltre la vita. Il problema più grosso a mio parere per
farla divenire un sentiero escursionístico sarà quello di ripulire il fondale da tutte
le disparate immondizie che si trovano ivi depositate un po ovunque trascinante
dalle piene o gettate qui dentro dalle discariche abusive, che oltre a far brutta mostra
di sè inquinano la falda acquifera. Se molti automobilisti distratti non si avvedono
sorpassando Susa che la Dora sparisce per un buon tratto, locchio
dellalpinista da tempo si era accorto di questa particolarità ed infatti già Renzo
Barbìè più di 15 anni fa, su una rivista specializzata di montagna ne tracciava il
percorso introducendo la descrizione con parole che restano nel cuore di tutti noi
alpinisti: Abbiamo scoperto il nostro piccolo, grande canyon forse più
semplicemente abbiamo scoperto il corso di un fiume ... Certo è quasi impossibile
supporre che nella più conosciuta delle valli torinesi esista ancora qualche barlume di
esplorazione e di ignoto...

Affascinato ed intimorito dal percorso misterioso questo tratto della Dora, lho percorso una prima volta il 17 settembre del 1992 (9
anni fa) e da allora ne ho parlato anchio più volte: sulla rivista
Panorami, sul mio libro Esplorazioni e Scalate tra canyon e
monoliti (anno 1990) e sullattuale mio ultimo libro pubblicato a due mani con M.Carena, La Val di Susa a piedi ... usando la testa, che è già alla seconda
edizione. Quale miglior occasione per descrivere su tali testi questaffascinante
percorso. Il 20 agosto di questanno, quando lho percorso per la seconda volta,
ho volutamente cercato di osservarlo con occhi diversi per immaginarmi il sentiero che
dovrebbe venir ideato dopo la captazione di un certo quantitativo dacqua nel
collettore di Salbertrand. Infatti lesplorazione allinterno del canyon,
attualmente comporta come rischio maggiore lapertura delle chiuse a monte di Ramats.
Durante lesplorazione condotta con La Valsusa, alcune rappresentanze del
CAI convenute da più parti, lassessore Follís e diversi amici, questo rischio non
lo correvamo perchè lo stesso Follis aveva avvisato le due centrali a monte e a valle
della Dora del nostro ingresso nel canyon. La magia può essere ovunque, nella pietrai in
un fiume, in qualunque elemento naturale, ma è lessere umano a dar loro un
significato.
Basti pensare alle cascatelle laterali che tra mille rivoli argentati
cascano fluttuando allinterno del canyon. Prima della follìa di unorrenda
guerra civile, fenomeni naturali simili erano presenti nellincantato mondo del lago
di Plitvice nella Ex-Yugoslavia. Sono quasi certo che se questo progetto andrà in porto
(in parte anche per giustificare lacqua che sarà tolta al fiume) finalmente la
nostra bella vallata potrà cominciare a guardare ad un turismo diverso ed intelligente
che convoglia curiosi, escursionisti e turisti da ogni dove. Bisogna però trovare il
coraggio di cominciare, perchè i frutti si raccolgono se si seminano le piante giuste.
Soprattutto bisogna viaggiare uniti, convinti e compatti con tutte le realtà della valle,
nessuna esclusa! Mi riferisco alle varie sedi, sezioni e
sottosezioni del Club Alpino
Italiano dislocate un po ovunque, che se è difficile per un singolo individuo come
me raggiungerle tutte, senza dimenticarne nessuna, non deve essere affatto impossibile
contattarci e trovarci tutti per ideare un progetto comune, con laiuto delle singole
maestranze. Nessuno vuole essere il padrino di un'idea, o meglio qualunque idea che nasca
dalla mente fertile di un individuo può servire a iniziare o completare un piano di
sviluppo già avviato in materia di sentieristica. Molto è gìà stato fatto (sentiero
Dei Franchi, Sentiero degli Orridi), moltissimo resta da compiere. Molte sono le cose che
bollono in pentola (Sentiero dei Monaci, Sentieri Balcone vari, etc.) limportante e
non spegnere la fiamma che mantiene viva la fiaccola dellentusiamo che oggi albera
in tutti noi amanti della Valle. Citare tutti gli enti, i volontari, gli alpini, presenti
in Val di Susa è pressochè impossibile. E sufficiente però a mio avviso stare
dietro noi per primi ai vari progetti perchè questi si trasformino in fatti concreti. E
non è cosi difficile, credetemi. Sapete cosa può frenare uniniziativa comune,
qualunque essa sia? La fretta in cui si vive, in cui sì è costretti a lavorare, il tempo
che sembra non bastare mai.
Unidea si accantona, si frantuma, si perde sino a morire se non
cè qualcuno che ce la ricorda in continuazione. Bisognerebbe avere solo quel
progetto da portare avanti, ma ovviamente in unamministrazione comunale, nelle Pro
Loco, nelle Comunità Montane i lavori da portare avanti sono tantissimi; il difficile è
tenerli in vita tutti. Il 29 luglio u.s. con il Presidente delle Comunità
Montane,Giuliano Gigi e con quasi tutti i Sindaci della Bassa Val di Susa, Cenischia e
lassessore Giovanni Baro di Novalesa, è partito il progetto di lavoro comune per
aprire alla fine di questautunno il Grande sentiero degli Orridi che
partirà da Caselette sino ad arrivare a Novalesa, dove si unirà al Sentiero dei Monaci.
Il Sindaco di Susa Germano Bellicardi ci ha invitati nel suo ufficio appena usciti dal
canyon oltre che, per offrirci un gradito rinfresco e sentire le nostre idee, anche per
conoscere a fondo comè il percorso. Dopo aver sentito il nostro racconto, ne ha
compreso lefficacia e ci ha confermato il progetto di questo sentiero. Come vedete
basta un pugno di volenteroso per trasformare un sogno in realtà: dove cè
una volontà, cè una via...

Le stupende e selvagge gorge della Dora Riparia
Di Roberto
Follis
Il canyon della Dora che si snoda per circa 7 chilometri tra i Comuni di
Susa, Giaglione, Gravere e Chiomonte, può considerarsi un museo geologico di proporzioni
epiche; i diversi strati di roccia che compongono le pareti a strapiombo, le superbe
cascate dì acqua che in certi momenti riflettono i colori delliride e le svariate
caverne che contribuiscono a creare un paesaggio irreale, appaiono come un libro aperto
sulla formazione del territorio che è stato modellato nel corso dei secoli.
Alcune
riviste specializzate nel settore alpinistico e naturalistico, hanno incluso le gole in
questione, fra le cinque più suggestive dItalia e le hanno definite le più
selvagge dellItalia Settentrionale. Uno straordinario gioco della natura, che è
stata modellata dalle forze erosive dellacqua, del vento e del gelo. Una vera
lezione di geologia sul campo si presenta agli sguardi delle persone che osano introdursi
nel Colomdo di casa nostra. Sono rare le persone che conoscono questo
spettacolare canyon valsusino, nonostante che a breve distanza vi siano delle strade
statali che risalgono la Valle e che sono frequentate da frettolosi automobilisti. Sovente
a pochi passi dalla propria casa, senza che uno se ne renda conto, esistono delle stupende
bellezze da scoprire ma è abbastanza normale che tutto quanto è facilmente
raggiungibile, non fa notizia e quindi non è sufficientemente valorizzato ed apprezzato.
Al momento lunica possibilità per ammirare e godere di questo ambiente di rara
bellezza, è offerto in esclusiva agli avventurosi, agli amanti dellescursionismo
più estremo, a coloro che praticano il torrentismo o che prediligono calarsi con corde
lungo pareti a strapiombo. Ma fra non molto sarà più facile cimentarsi in tranquille
passeggiate; secondo notizie ufficiose, il progetto per la fruizione naturalistica della
zona, risulta sia stato ammesso a beneficiare delle provvidenze finanziarie previste dal
Regolamento dellUnione Europea 2081/93-obiettivo 2.
Lidea di aprire un sentiero naturalistico lungo lasta fluviale
della Dora fra Susa e Chiomonte nonché di recuperare lo storico itinerario dei Monaci fra
la Madonna della Losa e lAbbazia della Novalesa, era stata lanciata nel 1995 dal
geom. Roberto Follis e fatta propria dal Sindaco di Susa prof. Germano Bellicardi.
LAzienda Energetica Metropolitana che allepoca era in procinto di iniziare i
lavori di costruzione dellimpianto denominato Pont Ventoux-Susa,
accettò la proposta a titolo di compensazione e mitigazione dellimpatto derivante
dalla costruzione del serbatoio di demodulazione previsto a monte della Centrale
idroelettrica di Susa. Successivamente lipotesi progettuale per la fruizione delle
gorge, venne recepita con entusiasmo anche dagli altri Sindaci dei Comuni rivieraschi e
precisamente da Enzo Vayr di Giaglione, Cesare Olivero Pistoletto di Gravere e Roberto
Perol di Chiomonte. Infine il progetto preliminare redatto dal Dott. Silvio Durante su
incarico affidatogli dalla S.c.r.l. Pont-Ventoux, è stato inserito a cura della Comunità
Montana, nel programma integrato di sviluppo turistico dellAlta Valle di Susa; il
costo complessivo delle opere ainmonta a L. 600 milioni finanziati per il 70%
dellUnione Europea e per il restante 30% dallA.E.M.. La cantierizzazione dei
lavori verrà affidata dalla Comunità Montana Alta Valle di Susa, previa stipulazione
dellapposito patto associativo tra gli Enti interessati. La costruzione del sentiero
che consentirà ad escursionisti esperti di poter visitare un ambiente di particolare
interesse sotto laspetto naturalistico e scenografico, richiamerà un turismo
intemazionle con conseguente ricaduta economica per i Comuni Valsusini.
Al fine di
permettere a chiunque di godere dallalto dellìncomparabile spettacolo, a
corollario dellintervento, sono previste in località di eccezionale interesse
panoramico, dei luoghi di osservazione ed alcune aree attrezzate. Così anche la Valle di
Susa riscoprendo una propria spiccata vocazione turistico-naturalistica, potrà essere
concorrenziale con la famosa regione francese dellArdèche e con le gorges del
Verdon, scoperte dallidrografo Martel sin dal 1905, dove per la proliferazione di
gites le popolazioni locali hanno avuto nuove occasioni di lavoro.


L'allegro gruppo prima (sopra) e dopo la gita (sotto)