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Attenti a Virano

Lo so, sono un bastian contrario. Ma a volte questo atteggiamento permette di “leggere” gli avvenimenti in modo più facile (più agevole: non semplicistico).
Dividere il mondo in “buoni” e “cattivi” può essere una schematizzazione eccessiva; ma può anche aiutare a ricordare che ai Tavoli Politici, come in una partita a scacchi, ognuno fa le proprie mosse per cercare di sconfiggere la tesi dell’altro. Non si può fare a meno di interagire con certi interlocutori istituzionali, ma nel proprio cuore bisogna avere sempre presente che se questi non sono in buona fede, non possono essere convinti ma solo battuti.
E che, ad esempio, non sia intellettualmente onesta la Presidente Bresso, lo abbiamo dimostrato con un piccolo esperimento prima delle elezioni regionali. Le abbiamo inviato contemporaneamente due lettere, con due firme diverse: in una affermavamo genericamente che non eravamo convinti della sua posizione favorevole al TAV, nell’altra elencavamo dati tecnici ed economici a supporto della tesi del NO. Alla prima abbiamo ricevuto sollecitamente una risposta, contenente vaghe rassicurazioni e i soliti slogan; alla seconda la futura Presidente non ha mai risposto, evidentemente perché per mancanza di argomenti non poteva controbattere.
I fautori del TAV sanno fin troppo bene che non possono permettersi un confronto onesto sull’utilità economica e trasportistica dell’opera; faranno di tutto per evitare questo confronto, ma cercheranno anche di dare l’impressione di averlo fatto. E il commissario Virano non è diverso dalla Presidente Bresso: solo molto più scaltro e abile. Quando si ha a che fare con certi personaggi, una prassi che funziona in nove casi su dieci è ascoltare quello che propongono, e poi fare l’esatto contrario.
Ecco perché Virano a Roma ha gioito del differenziarsi delle posizioni tra comitati ed amministratori, ecco perché ha strizzato l’occhio ai Sindaci “riferimenti essenziali della società civile e protagonisti di ogni possibile intesa”; non perché creda nel confronto, ma perché attraverso il dialogo con la parte istituzionale del movimento conta di arrivare all’accettazione del TAV. Ecco perché consiglia a lobbies e mass media di non “dare l’impressione” di voler bypassare gli Enti Locali, perché altrimenti si avvicinerebbero nuovamente alle posizioni “intransigenti” dei comitati; ed ecco perché, allora, è proprio questo che i nostri amministratori dovrebbero fare: essere “intransigenti”.
Il fronte del SI TAV sta cercando di apparire ragionevole, vorrebbe far credere ai Sindaci di essere riusciti a strappare qualche concessione, come discutere finalmente dell’opzione zero. Ma come può essere una discussione seria, se lo studio di impatto ambientale viene effettuato da LTF? Se lo studio sui flussi di traffico è stato avviato già a luglio dalla De Palacio, con poca pubblicità e senza coinvolgere i tecnici espressi dal territorio, come potrà arrivare a conclusioni affidabili? Il risultato sarà imparziale quanto poteva esserlo il rapporto primaverile da lei stessa commissionato che alludeva a finanziatori occulti del movimento. Quale credibilità possono avere gli approfondimenti sulla sostenibilità finanziaria, se la Commissione Intergovernativa ha interpellato imprese di costruzione e si basa su uno schema valutativo elaborato da Mediobanca?
Virano suggerisce di smettere di parlare di “TAV”, e anche di “TAC” che suona male, e propone di parlare di “Linea Moderna”: ecco l’unico contributo “scientifico” che ci può venire, pillole di pubblicità ingannevole da un artista della ricerca del consenso, consenso che non devono ottenere mai.
Quindici anni fa i NO TAV vennero spregiativamente paragonati agli indiani che si opponevano alla ferrovia; speriamo di avere maggiore fortuna, ma dalla saggezza dei nativi americani potremmo imparare a non aver timore di apparire “politicamente scorretti” se in cuor nostro chiamiamo “nemico” chi pronuncia parole di miele con lingua biforcuta.
Lo so, sono bastian contrario. Ma spesso questo è l’unico modo per leggere gli avvenimenti politici senza farsi troppe illusioni.
Enrico Vair
San Didero
 


(d.e.) Scrivere significa assumersi delle responsabilità, pubblicare anche. Ma nel caso non siamo d’accordo nel definire “non intellettualmente onesta” la presidente Bresso e “lingua biforcuta” (cioè lingua di mentitore) il commissario Virano. La pregiudiziale di ogni confronto, è il rispetto dell’altro. Anche nelle parole. Soprattutto nei guidizi.

 

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