Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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In risposta al Generale

Egregio direttore chiedo ospitalità al suo giornale per poter replicare alle esternazioni del sig. Vittorio Bernard di Roma, il quale con lettera pubblicata sul n. 41 del 26 ottobre, mentre rivolge parole di elogio ai valsangonesi coglie l'occasione per lanciare accuse abbastanza pensanti ai Valsusini No Tav.

Sig. Bernard innanzitutto mi rivolgo a Lei senza mettere davanti al suo nome i titoli di generale ed ingegnere perché penso che le persone che si firmano o si presentano evidenziando i loro titoli quando trattano argomenti che non riguardano il loro ambiente lavorativo, lo facciano solo perché pensano che la loro opinione valga di più di quella di una persona meno titolata.

Il valore di un uomo e di ciò che dice non dipende dal titolo di studio che ha conseguito o dalla posizione che occupa nella società, ma dall'intelligenza che possiede e dall'uso che ne fa, probabilmente Lei non ne avrà tenuto conto perché nell'ambiente militare contano solo i gradi. Sig. Bernard lei ha fatto delle affermazioni basandosi, con molta superficialità, su ciò che ha appreso dai giornali e dalle televisioni di parte che hanno diffuso solo ciò che qualcuno voleva diffondere; non le sembra strano che i cittadini intervistati fossero tutti favorevoli all'opera? Pensa davvero che i valsangonesi siano diversi dai valsusini? Queste domande penso se le siano poste tutte le persone con un minimo di cervello. Noi valsusini che siamo abituati ad andare a fondo delle cose e a non difarci dei giornalisti e dei politici, ci siamo subito resi conto che la proposta dei sindaci e del "Super sindaco" della Valsangone, non a caso uscita in contemporanea alle false dichiarazioni attribuite ad un sindaco della Valsusa e pubblicate sul Corriere della Sera, non è stata altro che una mossa politica studiata a tavolino per destabilizzare il movimento No Tav e indebolire il legame con i sindaci. Ci ha accusati di demagogia mentre i veri demagoghi sono i promotori del Tav perché sono loro che, per accattivarsi il consenso popolare, promettono che quest'opera porterà lavoro, benessere, sviluppo e consentirà la ripresa economica non solo del Piemonte ma di tutta l'Italia, mentre sanno benissimo che non è vero perché incrementerà solo il debito pubblico e provocherà danni all'ambiente.

Le pare possibile che nel 2006 l'economia di un Paese si possa salvare costruendo una ferrovia a costi esorbitanti e che, vista la durata media dei cantieri in Italia, quando sarà finita (minimo tra 20 anni) sarà già obsoleta e superata da altre tecnologie? Sbaglia anche ad accusarci di favorire un gioco politico poco pulito, perché il nostro movimento non ha colore politico infatti ne fanno parte persone di destra, di sinistra, ma soprattutto persone alle quali la politica non interessa per niente.

Ci accusa inoltre di aver perso il buon senso ed il senso di responsabilità, non credo sia giusto, perché opporsi ad un'opera inutile e dannosa, imposta dall'alto con una legge che non tiene minimamente in considerazione la popolazione interessata ed imposta anche con l'uso della forza non vuol dire mancanza di senso di responsabilità ma esattamente il contrario.

E' vero che per il bene comune spesso sono necessari sacrifici di parte, ma perché a sacrificarsi devono essere sempre i soliti? In tal senso la Valsusa ha già dato: due strade statali, una ferrovia, un'autostrada, alcuni elettrodotti, due centrali elettriche, un'acciaieria che emette diossine e P.C.B. e sicuramente grazie a queste cose continua a dare: percentuale di morti per tumore più alta di tutto il Piemonte. Caro signor Bernard voglio ancora farle notare, in caso non lo sapesse, che per ora è stata la Valsusa ad insegnare in fatto di comportamento ed uso della democrazia (quella vera non quella che conosce lei nell'ambiente militare) infatti in molte zone d'Italia stanno seguendo il nostro esempio. Penso che dovrà anche rivedersi sui valsangonesi, perché quando si renderanno conto di cosa vuol dire un'opera simile nella loro Valle, quelli che si uniranno a noi saranno sempre più numerosi e il nostro movimento sarà ancora più forte. Nella speranza che questa lettera serva a farLa riflettere ed informarsi meglio di accusare qualcuno, la saluto con bel Sarà Dura!!!

Franco Vair (semplice cittadino di Venaus)

 

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