Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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Squallore, squallore

Sono una semplice abitante della Val di Susa e questi miei pochi righi, attraverso il giornale, vorrei fossero letti anche dai Signori che dall’alto hanno il potere di decidere di non accettare alternative possibilissime per il deprimente TAV = treno a vapore.

Le opinioni dei piccoli signorotti (o proprietari) della zona si stanno insinuando sulla questione soldi da far guadagnare alla popolazione bisognosa di una illusione, tale è la manovra che si sta profilando adesso, mettono in atto la miseria della valle e il suo probabile arricchimento con i soldi del TAV. Stanno mietendo zizzanie fra i cittadini, ai quali rivolgo un accorato “attenti” cercano di carpire la buona fede della gente per i tornaconti di tipo politico e personale, di dividere la ineguagliabile compattezza di una grande popolazione; a chi andranno a finire questi soldi voluti e pretesi così rapidamente e a tutti i costi? A chi ne ha già! (non dimentichiamo lo spregevole atto di forza avuto l’anno scorso) e di cui io personalmente ne ho risentito a livello psicologico. Non è stato tanto bello uscire di casa e vedersi una fila interminabile di poliziotti (non me ne vogliano) e vivere giorno per giorno un senso di disagio accompagnato da un timore inspiegabile (o forse si). Esistono solo i soldi del TAV per rivalutare la valle? E quando era rivalutata che cosa c’era per far vivere la popolazione che oggi, in mancanza di fabbriche, imprese e ditte (volutamente fatte fallire) è costretta a vivere da pendolare addormentato, lasciando la propria abitazione alle prime ore del mattino e tornando a casa la sera stravolto da tutto il sistema di lavoro.

Nessuno si è mai interessato per cercare di avere quello che c’era o riproporre qualcosa di nuovo per i giovani che intendono mettersi in proprio e che scoraggiati da assurde richieste preferiscono risolvere le proprie necessità di lavoro altrove. La montagna se si è veramente capaci e consapevoli e compatti nell’innovazione offre molto, molto di più che un semplice “non passa più nessuno dalla nostra valle”, certo che se si vuole il guadagno facile e veloce, si annullano tutte le altre possibili soluzioni.

Perché  non si insiste a impiegare “questi soldi” alla Sanità locale alla quale va un merito al personale medico che svolge lavori con scarsità di mezzi economici e personali o incrementare il fabbisogno della popolazione più debole senza che ci si aiuti fra di noi a fare volontariato offrendo un piatto di minestra e aiutare le persone meno protette a non nascondersi nei supermercati cercando la frutta e la verdura di scarto o chiedendo al macellaio un etto di tritata per il micio? Questa popolazione sta aumentando sempre di più e vive della carità del prossimo, ma quando anche quel prossimo non avrà più niente cosa mangerà e di che cosa vivrà. Al signor Di Pietro, alla signora Presso e a tutti quelli che insistono per avere quello che un domani non sarà loro che cosa si chiede? Ah, già dimenticato, questi fatti non sono alla loro altezza, perché non si troveranno mai in questa situazione meschina, non è loro competenza.

Una cittadina che paga le tasse

 

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