Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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Grazie, valsusini

In risposta al generale Vittorio Bernard

E’ con disappunto che abbiamo letto le dichiarazioni di solidarietà ed i ringraziamenti che elargisci ai nostri vicini Valsangonesi, per la loro disponibilità ad accettare il passaggio del TAV, ma la cosa che più ci è dispiaciuta è la tua convinzione che i Valsangonesi dimostrino il senso di responsabilità del vecchio Piemonte e la vocazione al sacrificio per il bene nazionale tipica delle nostre genti. A nostro giudizio e, sappiamo per certo, a giudizio della stragrande maggioranza di persone che si interessano e lottano per evitare il TAV noi rispondiamo che è vero il contrario. Mai come quest’anno in Valsusa è nata una sensibilità, sicuramente valligiana ma cognitiva di un’istanza nazionale che ci ha fatto improvvisamente maturare consapevolezze che erano solo embrionali.

Il senso di responsabilità lo abbiamo acquisito sul campo, opponendoci democraticamente ad un’occupazione del territorio di stampo militarista.

Il senso del sacrificio lo abbiamo vissuto e lo viviamo dedicando tempo prezioso ad informarci e ad informare i nostri figli su un loro possibile futuro. Tutto questo senza pregiudizi dettati da scelte politiche o partitiche ma trasversalmente ad esse. Il buon senso l’abbiamo visto applicare e gestire da: sacerdoti, sindaci, amministratori, gente comune, che si sono trovati a vivere situazioni che di comune ahimé non avevano nulla. A Mompantero per 48 giorni per ritornare a casa dal lavoro era richiesta la carta d’identità; per 48 giorni si viveva come segregati in casa; ad alcuni di noi che partecipavano con allegria e ingenuità ai presidi di Venaus la risposta del governo è stata: “manganellate a sangue”.

Ora, per non dimenticare e con la sicurezza della conoscenza che fior di professori ed esperti ci hanno aiutato ad acquisire su tutte le problematiche legate a quest’opera, concludiamo chiedendoti una cortesia: con l’affetto che spesso hai dimostrato verso quella che è anche la “tua” Valsusa, ti chiediamo di evitare le demagogia ed i falsi miti del progresso e del sacrificio, ma fare uno sforzo che esuli dal trarre conclusioni fin troppo scontate su di noi. Vieni a trovarci ed avremo modo di dimostrarti che nessuno di noi è un’isola e vive lontano dal “bene comune” che, quando serve, è perseguito e ben condiviso da tutti.

I tuoi nipoti Pierangelo, Marilena, Clelia Chiolero con le rispettive famiglie

 

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