La posizione dei Verdi
In riferimento alle ultime notizie comparse su tutti
gli organi di informazione, sia locali che nazionali, i Verdi e gli
ambientalisti della val Sangone vogliono esprimere la loro solidarietà nei
confronti di quelle persone che si battono contro la realizzazione di
un’opera che non serve a risolvere i problemi ambientali del traffico
sulle strade Europee e che in più danneggia graverete l’ambiente che dovrà
attraversare. In particolar modo non vogliamo neppure affrontare tutta la
problematica relativa alla presenza o meno di amianto in val Sangone
(ricordiamo solamente che a Trana è stata chiusa una cava di pietrisco per
alta presenza di fibre di amianto), ma puntiamo il dito contro l’assoluta
inutilità dell’opera e citando uno studio di Rfi si vede come l’attuale
linea ferroviaria sia sotto utilizzata non arrivando neppure al 50% delle
sue possibilità e che all’interno del tunnel autostradale del Frejus il
traffico è in diminuzione rispetto agli anni passati. In più sottolineiamo
come, sempre da studi delle ferrovie, la linea Kiev-Lisbona non serva
assolutamente a nulla perché le merci che attraversano le alpi nella
nostra zona non viaggiano sulla direttrice est ovest, bensì su quella
sud-nord con direzione Lione-Digione e nord Europa, mentre le merci
est-ovest passano per le direttrici più convenienti che sono tutte a nord
delle alpi. Per tanto come Verdi ed ambientalisti della val Sangone
chiediamo una forte riduzione dell’inquinamento delle nostre vallate, il
contingentamento dei Tir, la non costruzione della Tav, la non
realizzazione della seconda canna del Frejus e del tunnel del Monginevro.
Vogliamo invece un ammodernamento della rete ferroviaria esistente,
portandola a pieno regime. Infine concordiamo appieno con Rfi sul fatto
che la costruzione della Tav-Tac porterebbe una riduzione del traffico di
veicoli pesanti all’interno della galleria autostradale del Frejus di uno
0,8%. La rete ferroviaria attuale andrà in saturazione verso il 2050.
Diamoci appuntamento tra una trentina di anni e poi vedremo che cosa c’è
da fare.
Per i verdi e
gli ambientalisti della val Sangone - Claudio Rolando.