Non ripetiamo gli stessi errori
Colpiti dall’improvviso interesse della federazione
D.S. di Torino e dai commenti di alcuni “Compagni” di partito, seppur
importanti e altolocati, abbiamo ritenuto utile, come sezione di Coazze
puntualizzare alcune posizioni che a noi non sembrano affatto personali.
Ci riferiamo infatti all’articolo sul TAV e al pesante richiamo al
“rispetto” delle linee di partito dettate sia a livello nazionale che
regionale. Non liberi pensatori, quindi ma una imposizione, una linea che
non deve trovare altri intoppi al di sopra di condivisibili
preoccupazioni, al di là della voglia di capire, di prendere visione del
progetto che investirebbe in modo pesante la nostra Valle, la Valle che
come militanti D.S. viviamo e serviamo politicamente da molti anni. Ci è
parsa così strana, inaccettabile questa imposizione, soprattutto in un
momento dove il nostro partito si fa tra i più importanti sostenitori per
la nascita di una nuova grande forza democratica dove sarà comunque
inevitabile considerare diversamente i suoi aderenti. Dove in qualche modo
si dovrà tenere conto delle spinte diversificate, certamente non sempre
consenzienti degli iscritti. Forse allora giungerà il momento, da parte
dei dirigenti politici di considerare finalmente i “Cani Sciolti” come una
forza prorompente, una delle tante spinte che fanno grande la politica,
fondata sulla democraticità della dialettica. La posizione del compagno
Marrone, almeno per noi di Coazze, non è quindi una questione personale,
ma è una linea di pensiero condivisa da tutti i nostri iscritti e dai
tanti cittadini che in questi giorni ci chiedono di Fare Qualcosa, di
capire, di presentare i progetti, verificarne la fattibilità, i rischi, i
benefici, i risvolti che ovviamente non possono non tenere conto anche di
un interesse nazionale. Non volete un’altra Valle di Susa, bene allora non
è il caso di ripetere gli stessi errori, bisognava attivare la
concertazione, l’incontro con la gente, il consenso informato lo si
ottiene probabilmente senza “mazziare” i militanti ma, utilizzando il
dialogo, scendendo in piazza, nei consigli comunali aperti, organizzando
serate ed incontri dove la gente comune, possa venire a conoscenza di ciò
che si intende per TAV in Val Sangone. Certo la concertazione pone dei
rischi e a differenza della pura imposizione, il rischio è di raccogliere
un diniego, un altro no! Ma chi di noi iscritti c’era in Valle di Susa il
16 novembre ed era a Venaus l’8 dicembre sa che il rispetto per la gente
vale anche un no, in fondo il nostro partito si è da sempre posto come una
forza rivolta al basso, cresciuta dal basso. Tanti anni fa, vi sono stati
liberi pensatori che hanno chiamato il loro movimento illuminismo, questi
uomini hanno introdotto un importante concetto… sapere per scegliere,
scegliere con la gente in un rapporto democratico dove lo stato fa gli
interessi del paese, senza però trascurare o passare sopra, o come in
questo caso, sotto ed in mezzo alle case di tanti liberi cittadini con gli
stessi diritti e doveri di tutti gli italiani. Ascoltare quindi,
ascoltateci, ascoltate il nostro territorio e forse sarà possibile trovare
una soluzione, altrimenti… ci ritroveremo in piazza appartenenti allo
stesso partito, su posizioni diverse, da militanti o da liberi pensatori,
comunque dalla parte di chi vuole capire prima di decidere.
Il segretario della sezione D.S. Coazze - Osvaldo
Rosa Brunet
Un’iscritta
Grazie Gerbi