Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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Grazie Valsangonesi, grazie di cuore!

 

 La vostra disponibilità di principio ad accettare il TAV, dopo le necessarie verifiche, mi ha ridato un po’ di fiducia sul tradizionale buon senso dei valligiani del Piemonte, che troppi Valsusini hanno perso, ed anche sull’uso della “democrazia” nella società italiana attuale (in contrapposizione alla demagogia) di fronte ai grandi problemi strutturali ed infrastrutturali, imposti dalle esigenze improcrastinabili di sviluppo del nostro Paese. Ai demagoghi valsusini del NO TAV ciò darà non poco fastidio e sarete accusati quanto meno di dabbenaggine, perché, secondo loro, vi prestate ad un gioco politico poco pulito (da quale pulpito viene la predica!). Ma voi non badateci, perché per trovare soluzioni accettabili a tali problemi, bisogna in primo luogo ritrovare il buon senso ed il senso di responsabilità nella valutazione senza pregiudizi dei danni, dei benefici e delle possibili compensazioni, tenendo anche presente che le gallerie, nelle grandi vie di comunicazione, provocano in genere minor danno all’ambiente rispetto alle opere a cielo aperto. D’altra parte dovrebbe essere ben noto ai nostri sindaci che il conseguimento del “bene comune” richiede, non di rado, sacrifici ad interessi di parte, sacrifici da ricompensare in altra forma, In questo momento, mentre il rifiuto egoistico di depositi immondizie, inceneritori, termoconvertitori ed altre centrali a gas crea incredibili nuovi danni e costi elevatissimi alle collettività locali ed a quella nazionale, dopo quello già enorme della rinuncia alle centrali nucleari, il vostro esempio di disponibilità può acquistare una valenza straordinaria. C’è da sperare che contribuisca a risvegliare le coscienze e ad accettare un confronto costruttivo da parte dei Sindaci, contrariamente all’idea già ventilata di venire a Roma con una dichiarazione collettiva totalmente contraria ed abbandonare la riunione. Cari Valsangonesi, il vostro esempio conferma il senso di responsabilità del vecchio Piemonte e delle sue genti che, mentre realizzavano l’unità d’Italia con guerre e grandi sacrifici, costruivano il primo tunnel ferroviario attraverso le Alpi.

Per questo vi ripeto: bravi e grazie ancora!

 

Gen. C.A. Ing. Vittorio Bernard - Roma

 

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