Perchè il Ministro
Di Pietro ha cambiato idea...
Buongiorno.
Stamattina (martedì 10 ottobre) il Ministro Di Pietro
a "Radio anch'io" parlando del progetto TAV/TAC Torino-Lione ha affermato:
che la linea storica non può essere utilizzata
perché si dovrebbe superare un dislivello di 1800 metri (tralasciamo che
Bussoleno sia a 440m slm e Bardonecchia a 1312);
- che il Presidente della Comunità Montana Bassa
Valle Susa Antonio Ferrentino si oppone al TAV per i suoi interessi;
- che quest'opera si farà perché è di importanza
strategica.
Sono affermazioni molto diverse da quanto lo stesso
Ministro Di Pietro scriveva nel suo blog prima delle elezioni. Credo che
dovreste (e dovrete) rendere conto agli elettori di questo ingiustificato
cambiamento d'opinione. E credo che un'istituzione come il Ministro non
dovrebbe calunniare un'altra istituzione come il Presidente della Comunità
Montana, che dovrà incontrare giovedì 12 a Roma in Conferenza dei Servizi:
in quella sede rettificherà le proprie affermazioni radiofoniche?
50 On. Deputati hanno appena depositato una proposta
di legge per l'istituzione di una commissione di inchiesta sull'alta
velocità, perché rispetto alle previsioni del 1991 i costi sono lievitati
del 623%, ad opere non ancora ultimate. Secondo l'ex magistrato ed ex
parlamentare (e membro della commissione antimafia) Ferdinando Imposimato
(vedere il suo libro: Corruzione ad Alta Velocità, ed. koiné), il 90% dei
fondi destinati alle grandi opere finiva in mano alla camorra. Non sarebbe
il caso di chiarire questi aspetti prima di pensare di procedere con
nuove, contestatissime, opere? Italia dei Valori non si pregia forse di
battersi per la legalità?
Pochi mesi fa il Ministro denunciava una mancanza di
fondi per le grandi opere pari a 115 miliardi di euro: cos'è cambiato in
pochi mesi? Da dove verranno presi questi soldi? Forse dalle nostre
pensioni, dal momento che si pensa di togliere una parte del TFR alle
imprese e darla in gestione all'INPS con la specifica destinazione di
utilizzarla per finanziare le grandi opere?!
Ecco cosa scriveva il Ministro il 13 febbraio 2006:
La TAV in Val di Susa
La TAV in Val di Susa è diventato l'argomento di
discussione principale all'interno dell'Unione. I cittadini della Val di
Susa si sono già espressi chiaramente per il no e questa loro posizione
non può essere ignorata.
Il TAV in Val di Susa dovrebbe essere più
correttamente chiamato TAC, Treno ad Alta Capacità, in quanto riguarda il
trasporto di merci e non di persone.
Io non sono pregiudizialmente contro il TAC, ma prima
di realizzarlo vanno sciolti alcuni nodi:
- la sicurezza delle persone legata alla presenza di
amianto e uranio nelle montagne della Valle,
- la compatibilità economica con altre priorità del
Paese, il tunnel secondo alcune stime potrebbe costare fino a 13 miliardi
di euro, quasi tutti a carico dei contribuenti, circa quattro volte il
costo del Ponte sullo Stretto,
- la valutazione di alternative meno costose, come il
potenziamento dell'attuale linea ferroviaria in Val di Susa, utilizzata
ben al di sotto della sua capacità. Alternative da attuare in un tempo più
breve rispetto ai 15 anni circa previsti per la costruzione di un traforo
di 53 km.
Se non saranno confermati i presupposti economici
dell'opera, il rispetto della salute dei cittadini e dell'ambiente, il TAC
non si potrà fare. Non credo che sia necessario un dibattito politico per
prendere questa decisione, né credo che assumere delle posizioni
aprioristiche a favore o contro il TAC sia utile a nessuno.
Cosa ha fatto cambiare idea al Ministro, dal momento
che nessuno degli studi che Egli stesso riteneva necessari è stato fatto?
Non sarebbe opportuno vagliare tutte le alternative, come chiedono gli
Enti Locali, a cominciare dall'utilizzo (eventualmente potenziamento)
della ferrovia già esistente?Sarei molto lieto di ricevere dei chiarimenti
in proposito.
Salutiamo con rispetto, ma -mio malgrado e con molta
amarezza, con minore fiducia e stima
Enrico Vayr, San
Didero