Lettera
aperta all’on. Osvaldo Napoli
Val Sangone
disponibile, Val Susa estremista? Ma chi l’ha detto...?
Gentile on.Napoli,
le ultime evoluzioni
della vicenda TAV danno come una tra le ipotesi più accreditate il
passaggio della nuova linea attraverso la Val Sangone e il versante sud
della Valle di Susa. Si potrebbe frettolosamente dire che ciò
rappresenterebbe un eccellente risultato di concertazione, per quanto
principalmente motivato dalla necessità di comprendere nel progetto un
collegamento con l’interporto di Orbassano (senza il quale la linea non
sarebbe una Torino-Lione, ma più direttamente una Milano-Lione). Non fosse
che, in merito alla realizzazione della linea, ovunque essa passi, restano
troppe questioni inevase. Mi limito, qui, a sottoporgliene un paio.
La prima è quella della
sua utilità effettiva.
Per quanto qualcuno abbia continuato a insistere – non si sa con quale
buona fede - sulla “saturazione delle linee storiche”, tutti i dati
trasportistici degli ultimi dieci anni convergono nel risultato che, al
momento, di questa linea
non esiste alcun bisogno reale:
si tratterebbe di un bisogno da indurre. Si vorrebbe creare l’offerta, ma
al momento non esiste una domanda, per la quale non si può trascurare la
complicazione data dalla variabile delle lobby autostradali. Insomma, si
tratta di un azzardo del costo monetizzabile di qualche decina di miliardi
di euro; e del costo non monetizzabile di un inevitabile scempio
ambientale. Le falde
acquifere della montagna, ad esempio,
non potrà restutuirle nessuna compensazione. E per quanto ci si possa
sforzare di utilizzare i più moderni e sicuri accorgimenti, per un lavoro
di questo genere – su qualunque territorio – è impossibile evitare di
intaccarle.
In secondo luogo,
qualcuno ha provato a lanciare
l’argomentazione “ecologica”:
il treno inquina meno dei mezzi che circolano su strada. Anche in questo
caso, però, è stato dimostrato che, sommando i costi energetici e
ambientali di costruzione e di successiva manutenzione di una linea ad
alta velocità, l’inquinamento prodotto e il costo energetico risultano di
gran lunga superiori a quelli preesistenti, anche su un periodo secolare.
Potrei aggiungere
qualche parola sugli appetiti bipartisan che fanno da corollario e motore
all’opera (tutti ben documentati dai vari Cicconi, Imposimato, Barbacetto…),
ma sorvolo.
Credo che sarebbe più
onesto, da parte dei fautori dell’opera, ammettere che
la sua funzione principale non
è quella di far circolare merci o persone né di ridurre le emissioni
inquinanti, ma più semplicemente quella di far circolare denaro
(perlopiù pubblico): cosa che avverrebbe non tanto nel tempo del suo
funzionamento, quanto in quello della sua costruzione. Fa sorridere chi
afferma che “la TAV/TAC aiuterebbe la Val Sangone a restare viva e meno
isolata”: il passaggio senza fermate di un lungo treno merci che viaggia
veloce può essere una bella suggestione, ma con un minimo di realismo
chiunque capisce che un’affermazione del genere è una grandissima
assurdità. Di vero c’è – e di questo nessuno dubita - che, economicamente,
i comuni della Val Sangone ne potrebbero trarre un giovamento attraverso
nutrite compensazioni, che verrebbero almeno in parte tradotte in “opere”.
Ma a quale prezzo, e per quale fine ultimo? In una parola: siamo sicuri
che chi vuole il passaggio della TAV/TAC sia meno egoista e più
disinteressato di chi vi si oppone?
I maggiori quotidiani,
in questo proposito, si sono prodigati a presentare l’immagine – forse un
tantino idealizzata? - di una Val Sangone entusiasta e razionale,
contrapposta a quella di una Valle di Susa estremista, politicizzata e
litigiosa. Noi sappiamo, tutti, che la Valle di Susa era ed è
semplicemente informata su tutti i rischi, perché si è presa la briga –
grazie al lavoro straordinario e volontario di chi aveva la competenza per
farlo - di analizzare i progetti e di cercare e diffondere le
informazioni. E non c’è da dubitare che continuerà a farlo, fino in fondo,
anche per quel che riguarda il versante Sud, che sempre Val di Susa è.
Sarà il tempo a dire se, una volta conosciuta nei particolari “questa” TAV/TAC,
la Val Sangone resterà egualmente entusiasta e razionale.
Aspettando un suo
riscontro, La saluto cordialmente.
Giorgio
Perino - Bussoleno (TO)