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Corteo No Tav, in migliaia a Roma: “No alle opere bidone”

Roma, sabato 14 ottobre. Il popolo ambientalista si é riunito a Roma per dire No alla Tav, al Mose, al ponte sullo stretto di Messina e per chiedere di modificare la Legge Obiettivo che non prevede la concertazione con i territori interessati dalle opere.Secondo gli organizzatori erano almeno 10.000 i manifestanti  (almeno la metà dalla valle di Susa) che si sono diretti in corteo fino al Colosseo. Con essi molti  esponenti della maggioranza di governo, anche il ministro alle  politiche sociali Paolo Ferrero, che pur condividendo la piattaforma della manifestazione. ha subito puntualizzato “di essere solo di passaggio, per salutare qualche amico”.  Hanno preso invece parte alla manifestazione il sottosegretario all’economia Paolo Cento e il capogruppo dei Verdi alla Camera  Angelo Bonelli. “Mi pare chiaro che la Tav non si farà  - ha detto Cento - il Mose non si deve realizzare e sul ponte di Messina si è  già espresso il Parlamento negativamente”. Il deputato dei Verdi ha voluto mandare un messaggio al ministro per le Infrastrutture  Antonio Di Pietro: “Sembra che sulle opere pubbliche tenti di fare sempre il bastian contrario. La politica deve tener conto  del programma e degli impegni assunti”. Messaggio rilanciato dal suo compagno di partito Bonelli, secondo cui Di Pietro “un giorno sottoscrive il programma, ma il giorno dopo sostiene il contrario. Sembra che il ministro tenti in ogni momento di distinguersi”. Coloratissimo il corteo che ha attraversato via Cavour fino  ad arrivare al Colosseo. Alla testa un tir da cui pendevano numerose bandiere ’No Tav’, poi i sindaci della Val di Susa e uno striscione che recitava: “Non ci ruberete il futuro”. In effetti i partecipanti alla manifestazione non hanno avuto dubbi  nell’esprimere il proprio dissenso alle tre grandi opere: l’avevano scritto sui cappellini, sulle maglie, sui manifesti,  sui cartelloni. Numerosissimi anche gli striscioni che hanno accompagnato il serpentone di manifestanti: “Grandi opere, grandi bidoni”; “L’unica strada e’ fermarci”; “Sui monti  dove passò Annibale la Tav non passera”. Prima della conclusione della manifestazione, dal palco allestito in via dei Fori Imperiali il vice-ministro agli Esteri Patrizia Sentinelli ha rassicurato i partecipanti al corteo che il suo obiettivo è fare in modo che il governo ascolti il  volere delle comunità e che ’le ragioni “No Tav” vanno ascoltate.

 

 

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