Almese, confronto acceso tra il sindaco ed
i comitatiGonella sul TAV: "parole equivocate"
C’è chi ha
parlato di “processo in piazza”. E forse ha un tantino esagerato. Certo
che, domenica mattina, leggendo il Corriere della Sera, i valsusini di
ritorno dalla manifestazione di Roma contro la Legge Obiettivo e le Grandi
Opere, hanno “strabuzzato” gli occhi. A Bruno Gonella, sindaco di Almese,
un articolo intervista attribuiva infatti frasi del tipo: “La valle di
Susa non può perdere un’occasione. Metà dei colleghi la pensa come me. E
se la verde e parsimoniosa Svizzera preme tanto per portarsi a casa la Tav
ci sarà pure un motivo...”: E ancora: “Superata l’epoca dei manganelli,
prima di dire No Tav bisogna pensarci due volte.” Di ritorno da Roma,
numerosi rappresentanti del popolo No Tav, guidati dall’immancabile
Alberto Perino, vanno sulle tracce del sindaco almesino per chiedere
chiarimenti. Viene organizzato un incontro in piazza ad Almese. E Bruno
Gonella (che tiene a definirsi “moderato e pragmatico”) non si sottrae al
confronto: “Adesso vi dico cosa è successo. Quella giornalista mi ha
telefonato. E poi ha scritto non quello che rispondevo io alle sue domande
ma le considerazioni che lei stessa faceva ad alta voce. Solo che poi le
ha attribuite a me. Nel merito io ho sempre contestato il progetto sulla
Torino-Lione. Ho sempre sostenuto che bisogna potenziare le ferrovie
esistenti (e su questo il 50 per cento dei sindaci e forse di più) è
d’accordo con me. Ma sulla nuova linea non sono per niente d’accordo. Che
poi io sia riluttante ad andare alle manifestazioni e a sventolare le
bandiere, questa è un’altra cosa. Di cortei quand’ero giovane ne ho fatti
perfino troppi e me le sono pure prese. Adesso a 60 anni non ne ho più
voglia...”. Nei giorni scorsi il Corriere della Sera ha, in parte, ripreso
la questione pubblicando alcune precisazioni di Bruno Gonella. Intanto i
Democratici di Sinistra e la Margherita della Valle di Susa hanno espresso
solidarietà al sindaco di Almese per l’episodio di “domenica mattina, non
lontano dall’intimidazione e inaccettabile in una società civile,
democratica e pluralista”.