Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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Parlano i sindaci della Val Sangone

Tutto sul "piano B"

Era il piano B, un’ombra o un fantasma, mai davvero considerato nemmeno da chi se lo sarebbe trovato tra (sotto) i piedi: il tracciato “di riserva” del Tav, quello attraverso (sotto) la Val Sangone, con tunnel da Chiomonte a Trana (e con l’interporto di Orbassano non più “tagliato fuori”). E invece, eccolo in prima pagina e sui telegiornali nazionali. Quando l’ipotesi progettuale fu riesumata (si tratta di un’idea della Provincia a guida Bresso) dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, circa un mese fa, gli amministratori della Valle scelsero il “basso profilo”: “quando ci sarà un progetto concreto valuteremo… per ora nessun coinvolgimento ufficiale… se ne parlerà quando sapremo qualcosa in più”. Il Consiglio di Comunità Montana, nell’ultima seduta, si limitò a chiedere audizione a Regione e Provincia (che, per altro, non hanno ancora risposto).

 “La mossa a sorpresa” di Napoli. Il Sì dei sindaci

 Poi la “mossa a sorpresa” dell’on. Napoli, venerdì scorso: “la Val Sangone offre la propria disponibilità al passaggio del Tav, a patto che sia garantita attenzione a salute ed ambiente, nonché approntate le giuste contropartite in termini di sviluppo dell’area”. I sindaci della Valle, sottoscrivono e rilanciano. Con una atteggiamento dialogante, con un tratto istituzionale e moderato.

Daniela Ruffino (Giaveno): “Non ci sono stati contatti ufficiali, ma il nostro territorio ha a cuore il destino del Piemonte e dell’Italia, e con dovute garanzie e corresponsioni è aperto all’ipotesi Tav”. Paolo Allais (Coazze): “La nostra gente è concreta, non immagina di potersi frapporre al progresso, certo chiede garanzie di sviluppo e ricadute sul territorio”. Gianni Turello (Valgioie): “In primis l’attenzione a salute ed ambiente ma nessun pregiudiziale no, discutiamone. Meglio una linea sotto i piedi che due elettrodotto sopra la testa”. Agnese Ugues (Sangano): “Prima certo occorre vedere nel dettaglio il progetto di tracciato, ma un approccio intelligente al progresso non è quello di trincerarsi dietro i no. Chiediamo ed offriamo una corretta informazione: chiara, concreta, obiettiva, sincera”.

D’accordo anche il presidente dell’Ente di Valle, Claudio Bertacco. Parziale distinguo solo dal sindaco di Reano, Piero Troielli: “comunque non pregiudizialmente contrario, attendo che Regione e Provincia accolgano la richiesta di confronto della Comunità Montana: non si può fare l’errore di non coinvolgere amministratori e cittadini, replicando gli sbagli già fatti in Val Susa”.

Le compensazioni di cui si parla con più insistenza riguardano la viabilità dei paesi (circonvallazioni e tangenziali) e il collegamento in metrò leggera tra la Valle e Torino. Con uno stanziamento del 5% del totale investito nella costruzione della Torino-Lione sull’area vasta coinvolta dal passaggio del Tav-Tac.

 La Val Sangone su giornali e TV

 Quella del Sangone diventa, nella comunicazione giornalistica e televisiva, la verde valle della moderazione, del dialogo, dei “Si Tav” (o quasi). Ed effettivamente, tra la popolazione, la disponibilità è alta. Nelle interviste più aperture che paure, fiducia nelle istituzioni ed attenzione alle paventate “ricadute economiche”. Tra funghi e formaggi tipici, attraverso una Valle che nell’autunno celebra i proprie peculiarità, telecamere e taccuini sguinzagliati mandano “in pagina ed in onda” l’immagine della “Valle aperta al progresso”.

E fioccano gli apprezzamenti. Bresso e Saitta sottolineano la positività “dello stile istituzionale dell’onorevole Napoli e dei sindaci della Val Sangone”. I colleghi parlamentari di centrosinistra, ad esempio Giorgio Merlo, apprezzano ed approvano “il metodo Napoli”. 

Napoli che si schernisce dichiarando: “Siccome il governo chiede una risposta sul tracciato entro quattro mesi, abbiamo semplicemente fatto la nostra parte con grande senso delle isituzioni. Le amministrazioni locali della Val Sangone riconoscono il valore delle istituzioni e dell’interesse superiore della collettività. E siccome è indubbio serva al Piemonte un collegamento con la Francia, noi riconosciamo l’interesse superiore ed il bene comune”.

 C’è chi dice No. Ma non “buca lo schermo”

 I “No Tav” locali non “bucano lo schermo”, forse frastornati dal colpaccio mediatico di Napoli e dei sindaci. Il Comitato valsangonese, per bocca e penna  di Enzo Debernardi, consigliere a Valgioie e storica “voce dissidente”, semina i dubbi, cercando di scalfire le certezze dei valligiani: “davvero – scrive in un tazebao – crediamo che una linea ad alta velocità possa fermarsi in un piccolo paese come Giaveno, quando queste linee sono fatte apposta per saltare le piccole realtà? Davvero crediamo che ci siano i soldi per le compensazioni? Davvero non ci preoccupa l’inquinamento per oltre dieci anni di cantieri? Davvero crediamo ci sarà lavoro per la nostra gente? Crediamo alla favola degli scambi e dello sviluppo?… ma se non ci sono più i treni locali per i pendolari”. L’Unione valligiana, dove comunque militano anche dei propugnatori del Tav, diffonde un documento sottoscritto da una nutrita pattuglia di consigli comunali e militanti - primo firmatario il sindaco di Bruino, Andrea Appiano – fortemente critico rispetto alle “aperture” dell’on. Napoli e nei confronti dell’informazione che “sin ora, non si è preoccupato di sentire l’altra parte della Valle, quella che è più prudente, quella che ha profondi dubbi, su ciò che significherebbe la Tav per il territorio sul piano dell’impatto ambientale”.  Una nota che seccamente conclude: “crediamo che la notizia del nuovo tracciato sia sostanzialmente un falso obbiettivo, una bolla di sapone, data in pasto ai media, con alle spalle una regia sapiente ed articolata, utile a mostrare che tutti vorrebbero la Tav e “solo” i valsusini si “ostinano” a dirvi no”.

 Una Valle in attesa

 La Val Sangone si gode la propria visibilità, pare quasi graniticamente fiduciosa nei propri amministratori, ed aspetta gli sviluppi dello scenario. Non si prospettano all’orizzonte mobilitazioni di popolo contro il “treno veloce”, probabilmente nemmeno pro. Non è superficialità, ma è uno stile di concretezza e moderazione che “conquistato” una Valle che vuole uscire da una certa marginalità.

 Marco Margrita 

 

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