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Incontro in Prefettura e non solo per uno scambio di cortesia

Tutti i sindaci lunedì da Virano

Il Commissario del Governo: "La Valsangone non può essere un'alternativa alla Valle di Susa. Il punto da affrontare è il nodo di Torino".

Appuntamento in Prefettura, lunedì 23 ottobre, nel pomeriggio, per tutti i sindaci interessati, a vario titolo, dalla Torino-Lione. La convocazione parte dal Prefetto e da Mario Virano che, in questi giorni, ha ricevuto la nomina formale a Commissario Straordinario del Governo per il collegamento Torino-Lione e, in quanto tale, Presidente dell’Osservatorio Tecnico. Perchè questo incontro? “Intanto per una questione di “fair play” - dice lo stesso Virano. “Dopo la nomina ufficiale da parte del Governo un atto di cortesia per presentarmi non ci sta male”. Poi c’è la sostanza: “Cogliere l’occasione per informare tutti sullo stato dell’arte”. Un appuntamento che giunge dopo la recente Conferenza Intergovernativa, dopo la Conferenza dei Servizi e dopo l’incontro di Udine tra ministri e presidenti delle Regioni coinvolti nel corridoio 5, da Lisbona a Kiev.

E in vista dei prossimi appuntamenti: convocazione del Tavolo Politico a Palazzo Chigi (“lunedì dovrebbe esserci la data”) e dell’avvio dei lavori dell’Osservatorio. Ad essere convocati lunedì in Prefettura sono i sindaci della Valle di Susa, della gronda, della Valsangone, di Torino e dintorni.  E sulla proposta del passaggio della Tav in Valsangone Virano che dice? “Dico che l’eventuale (e sottolineo “eventuale”) interessamento della Valsangone non può nascere dall’esigenza di by-passare la Valle di Susa perché qui ci sono problemi politico-sociali. Messa così, sarebbe proprio una stupidaggine. Perchè comunque, in valle di Susa, bisogna passare. La Valsangone, quindi, non va interpretata come un’alternativa alla Valle di Susa. O meglio, può esserlo in parte ma non può essere un’elusione della valle di Susa”. Per Virano la questione è “strategica” e va al di là delle beghe e degli interessi politici. “In ballo c’è la questione del nodo di Torino. Se cioè la linea debba essere la “Milano-Lione” che sfiora Torino oppure la Lione-Torino-Milano-Venezia ecc...”. Il punto è chiaro. C’è l’esigenza di un punto logistico per le merci nei dintorni di Torino: “Con l’ipotesi Rfi potrebbe essere a Chivasso o, in alternativa a Orbassano.

Ma in quest’ultimo caso bisogna realizzare l’interconnessione di Corso Marche che, per le Ferrovie, costa intorno al miliardo di euro. Mentre nel caso di un passaggio lungo la Valsangone potrebbe essere rivalutato lo scalo merci del Sito di Orbassano, su cui in questi anni sono stati fatti ingenti investimenti”. Insomma, bisogna discutere, confrontarsi. “Non sulla base di ipotesi improvvisate - dice Virano - ma di studi e argomenti fondati”.

Bruno Andolfatto

 

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