Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

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"BRAVO  OSVALDO,  CHE  PACCHETTO !"

Sulla questione Tav Napoli si riprende la scena, guadagna titoli di giornali, interviste. E, a suo dire, gli apprezzamenti la vincono di gran lunga sulle critiche. “Continuano ad arrivarmi messaggi” - dice., “Senta questo: Bravo Osvaldo, hai fatto un pacchetto unico, siamo con te!. E poi: Complimenti, sei fortissimo...!.C’è anche un grande economista italiano che si rivolge a me e ai sindaci della mia valle: Complimenti, in Val Sangone c’è una grande classe dirigente. E i giornalisti del Tg 5 mi hanno fatto le congratulazioni perché mentre andava in onda la mia intervista sulla Tav gli indici di ascolto sono saliti”. Un successone, non c’è che dire. Napoli è un fiume in piena, poi si interrompe: “Aspetti un attimo, ho in linea un giornalista del Sole 24 Ore. Ma se vuole senta pure la conversazione”. Che fare? Ascoltiamo. “La gente è stufa delle contrapposizioni, delle proteste. Non ne può più di cortei, di bandiere, di urla. Dice basta! Come? Con questa proposta tolgo via le castagne a Prodi? Ma io guardo all’interesse generale del Paese. Senza quest’opera siamo tagliati fuori. Ne ha bisogno l’Italia, ne ha bisogno il Piemonte. Non è una questione di destra o di sinistra!”. Napoli prosegue: “E’ ovvio che le amministrazioni comunali della Valsangone sono politicamente vicine a me. I sindaci sono d’accordo con la mia proposta”. E sulla Valle di Susa? “Eliminiamo un bel problema. Quello della galleria sotto il Musinè, con il rischio amianto”. Ma la valle di Susa sarebbe comunque toccata: “Per correttezza sul percorso in Valle di Susa non mi pronuncio. Ognuno guardi a casa sua. Di certo la nostra proposta è utile per togliere un tappo, riavviare la discussione sul Tav, uscire dall’impasse.  Noi non ci poniamo in alternativa alla valle di Susa. Se i valsusini vogliono riprendere a discutere, noi valsangonesi siamo disponibili a fare un passo indietro. La nostra disponibilità a far passare la linea in Valsangone comunque c’è. Purchè ci siano garanzie sulla salute, sull’ambiente e adeguate compensazioni come una linea di metropolitana leggera che colleghi la nostra valle alla città e un piano di sviluppo socio-economico”.

Insomma, per Napoli “in val Sangone non ci sono preconcetti. Anzi, gli amministratori pubblici, e non solo loro, ritengono che la Tav sia indispensabile per lo sviluppo del Paese e che quindi vada realizzata. E la sensazione è che gli stessi abitanti valsangonesi siano molto più disponibili rispetto a quelli della Valle di Susa”.

Martedì, in alcune dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione, Napoli rincara la dose. Prima col centrosinistra: “I fatti stanno dando ragione a chi, in tempi non sospetti, aveva invitato le forze politiche ieri di opposizione oggi al governo, a prendere il toro per le corna, a smetterla di civettare con no global, disobbedienti e quel variopinto caravanserraglio pronto a bloccare ogni progresso in nome di un’utopia bucolica e reazionaria”.

Poi con la Valle di Susa a cui si contrappongono “le popolazioni della Valsangone, non infiltrate da provocatori di varia risma. I nostri abitanti sanno ben valutare i propri interessi e gli interessi dell’ambiente e dei loro figli”. Basta così: per oggi ce n’è abbastanza.

Bruno Andolfatto

 

 

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