Giovedì 5 ottobre a Torino durante il “Nimby Forum”
Torino-Lione:
costi-benefici, i conti non tornano
Ma è poi così conveniente costruire la Tav
Torino-Lione? Se lo è chiesto Andrea Boitani, professore di economia
politica alla Cattolica di Milano. “La storia di questo progetto è partita
male ed è proseguita peggio. Siamo di fronte a una soluzione (l’alta
capacità) in cerca di un problema”. Troppe le cose che non funzionano.
Eccone alcune.
Che senso ha il corridoio 5? Poco o nessuno.
Boitani: “Non senso immaginare e realizzare un corridoio lungo 5 mila
chilometri quando le persone e le merci seguono di solito percorsi molto
più brevi”.
Conviene far passare le merci? Boitani: “A chi
interessa che le merci passino in pianura padana piuttosto che in altri
territori? Che cosa lasciano in termine di valore aggiunto le merci che
transitano?
Previsioni attendibili? Boitani: “Per
giustificare la Torino-Lione sono stati presentati dati discutibili. E’
stato detto che i trafori autostradali erano saturi e non è vero: al
Frejus i transiti sono diminuiti. E anche il traffico ferroviario sulla
linea storica Torino-Modane è in diminuzione”.
I costi aumenteranno del 30 per cento. Boitani:
“E’ risaputo. I costi per costruire le grandi opere, quasi sempre, durante
i lavori lievitano del 30 per cento rispetto alle previsioni. Per i
valichi svizzeri, questo è già avvenuto e non si è ancora a metà
dell’opera”
Poteva essere evitata la contrapposizione con la
valle di Susa? Boitani: “Sì, se nella discussione fosse stata subito
messa in campo la questione del rapporto costi-benefici. E se la
valutazione fosse stata fatta confrontando diversi progetti e non uno
soltanto”.
Di qui il legittimo sospetto e la domanda.
Boitani: “Il progetto della Torino-Lione si fa per dare vantaggio alle
imprese che importano ed esportano o a quelle che costruiscono le opere?”
Bruno Andolfatto