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Giovedì 5 ottobre a Torino durante il “Nimby Forum”

Bresso va all’attacco dei sindaci valsusini

Gli amministratori valsusini rappresentano la gente?”

“Amministratori valsusini, sulla Torino-Lione siete proprio sicuri di rappresentare l’opinione di tutta la gente di Valsusa? Se lo chiedessimo direttamente alla gente non ne sarei tanto sicura”. E’ un vero e proprio affondo quello di Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, giovedì pomeriggio nel bel mezzo del “Nimby Forum”. Vicino a lei, Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Valle, cambia espressione. Vorrebbe interrompere ma si trattiene. Mercedes Bresso procede: “Spero che il no della Valle di Susa non sia ancora una volta un muro”. E il riferimento è anche alla Conferenza dei Servizi che giovedì 12 ottobre, a Roma, si esprimerà sui progetti dell’alta capacità. Altrimenti? “Saremo costretti a cercare alternative. Il corridoio 5 è indispensabile, è strategico non solo per il Piemonte ma per l’intera pianura padana. E se non passerà in valle di Susa, troveremo altri sbocchi”. Quali?  Per Bresso si potrebbe rilanciare l’ipotesi del passaggio in Valle d’Aosta oppure esplorare l’ipotesi dell’ex ministro e attuale presidente della Regione Liguria Claudio Burlando: “Una nuova linea che passi da Genova e arrivi a Marsiglia”. Ipotesi che, dice Bresso, “non mi vedono entusiasta” ma che potrebbero essere le uniche praticabili se la Valle di Susa insistesse sul no.

 “Valsusini, se dite no vivrete in un territorio abbandonato”

E allora ecco l’altro affondo. Ancora una volta agli amministratori valsusini. “Se direte no alla Tav il vostro sarà un corridoio deputato solo più al traffico autostradale. Merci e persone continueranno a prendere l’autostrada. E l’inquinamento continuerà”. Di più: “Se non passerà la Torino-Lione, l’unico scenario possibile per la valle di Susa sarà l’abbandono. Si aprirà una fase di “de-sviluppo”. E le risorse, gli investimenti, i finanziamenti (anche europei e regionali) inevitabilmente prenderanno altre strade”.

Ferrentino: “Se noi non rappresentiamo i valsusini, Bresso non rappresenta i piemontesi”

Tutto capita in coda al dibattito. Anche se il presidente Antonio Ferrentino non ci sta e  chiede la parola. Senza però ottenerla dal moderatore del dibattito, il direttore de La Stampa Giulio Anselmi: “Abbiamo sforato di 45 minuti sui tempi previsti. Qui io faccio un po’ il capostazione. E devo chiudere il dibattito”. Tutti si alzano. Ferrentino a microfono spento alza la voce: “Quello che ha detto Bresso è grave. I sindaci valsusini sono stati tutti votati su un preciso programma che diceva No alla Tav. E se noi non rappresentiamo i nostri cittadini, neanche la Bresso rappresenta i piemontesi”

Bruno Andolfatto

 

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