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Sport: Maura Viceconte appende le scarpette al chiodo
 

Poteva la più grande atleta valsusina di sempre ritirarsi dalle competizioni senza che se ne desse notizia o quasi? E’ anche per cercare di sanare quella che in fondo ritenevo un’ingiustizia nei confronti di chi così tanto aveva dato all’atletica italiana, e valsusina in particolare, che, dopo tante promesse, ho finalmente iniziato la mia lunga chiacchierata con Maura Viceconte. Salvo poi scoprire che a lei, in fin dei conti, poco importava di tutto ciò, avendo vissuto il distacco dall’atletica come fatto del tutto naturale, come una lenta presa di coscienza che il suo fisico e la sua mente avevano espresso tutto quanto lei potesse dare nel mondo dello sport. Guardandosi indietro, Maura non pone infatti l’accento su eventi più o meno significativi di una carriera pur impreziosita da partecipazioni olimpiche, medaglie europee e primati italiani tuttora imbattuti. Ma sul suo personale percorso di crescita, su di un bagaglio di esperienze che le ha dato  una marcia in più anche nella vita di tutti i giorni, sulla fortuna a lei toccata di potersi esprimere attraverso il suo talento migliore. “Non ho rimpianti, la mia è stata una crescita graduale, fatta di cadute e risalite, di progressive prese di coscienza del mio valore e poi dei miei limiti”. All’atletica di alto livello Maura arriva relativamente tardi, ma partendo dalle prime corsette con gli amici dell’Unione Sportiva Chiusa San Michele e dalle prime gare con la casacca del Giò 22 Rivera, il suo talento non tarda ad emergere. Nel 1987 approda al Fiat Sud Formia, la società che allora radunava tutte le più forti, dalla Curatolo alla Villani, dalla Guida alla Curti. Qui Maura incrocia per la prima volta le tabelle di allenamento di Renato Canova, fa le primissime esperienze nazionali e sogna una maglia azzurra in occasione di una rappresentativa under 21 sulla mezza maratona, che sfuma  però a causa di un infortunio. Un sogno, quello azzurro, che Maura rincorrerà per altri sette anni prima di poterlo finalmente realizzare. Nel mezzo si colloca anche il ritorno tra le fila del Giò 22 Rivera, per ritrovare un rapporto umano che dopo l’infortunio aveva sentito venir meno nella società che l’aveva lanciata. Per un paio d’anni Maura si allena senza una guida  precisa, poi sente di dover nuovamente cercare altre strade per poter fare sul serio. Quando l’amica e compagna di squadra Franca Leccese decide di passare al ciclismo, approda all’Ina Primavera di Torino ed inizia a farsi seguire da Andrea Pellisier, con cui arriva a cogliere un terzo posto tricolore sui 10000 e a migliorare assai il suo personale sulla mezza maratona, portandolo a 1h12’30”. Alla fine del ’94 le strade della Viceconte e di Renato Canova tornano ad incrociarsi e a portare la valsusina verso la maratona, che corre per la prima volta nel novembre di quell’anno: a Cesano Boscone, sotto la pioggia, si corre anche per il titolo italiano ed il debutto di Maura è vincente. Arriva così, nell’aprile del 1995, la prima maglia azzurra in occasione della Coppa del Mondo di maratona ad Atene, mentre ad ottobre entra in un’altra dimensione agonistica, vincendo la maratona di Venezia in 2h29’11” con la maglia della Paf Verona. Nel frattempo ottiene dalla Savio, l’azienda che produce accessori per infissi presso cui lavora ancora oggi, il part-time, unito alla possibilità di avere permessi speciali preventivamente concordati. “La Savio è stata fondamentale nella mia carriera. Quando ho deciso di giocarmi tutte le mie carte, ho chiesto aspettativa, ma l’azienda ha continuato ad appoggiarmi molto da vicino anche come sponsor, nell’attesa di potermi poi reintegrare a pieno regime”. Il 1996 è l’anno della prima esperienza olimpica. Ad Atlanta, per la prima ed unica volta in carriera, è però costretta a ritirarsi per i crampi, figli più dei tanti chilometri percorsi in bicicletta per non esasperare la periostite che l’aveva accompagnata nell’ultima fase della preparazione che non dell’infortunio stesso. La delusione è forte, ma non meno della voglia di prendersi la rivincita, anche con lo stimolo della nuova maglia della Turin Marathon. La  rivalità agonistica con la romana Franca Fiacconi, la grande esclusa di Atlanta, continua anche attraverso i ripetuti confronti nell’Avon Running - l’unica gara interamente femminile più volte vinta da Maura -, ma troverà il suo apice durante gli Europei di Budapest del ’98, cui Maura approda dopo aver dominato la maratona di Montecarlo in 2h28’16”. Sulle rive del Danubio Maura conquista la medaglia di bronzo, alle spalle della portoghese Machado e della russa Petrova, dopo trenta chilometri in gruppo ed un finale contro un vento tipicamente valsusino, accarezzando l’argento e difendendo a denti stretti il terzo posto proprio dalla rimonta di una Fiacconi che pochi mesi dopo sarebbe andata a vincere a New York, oscurando un poco, anche in sede federale, la preziosa medaglia della valsusina. Al termine di un ’99 caratterizzato dalla prestigiosa vittoria nella maratona di Roma, Maura decide di prendere aspettativa dal lavoro, per potersi giocare tutte le sue carte. E il 2000, a conti fatti, sarà per lei davvero un anno magico. Vince a Vienna, il 21 maggio, con quello che rimane il primato italiano di maratona: un 2h23’47” che avrebbe anche potuto essere migliore “se solo non mi fossi fermata già cento metri prima del traguardo, ingannata da un arco d’arrivo di uno sponsor collocato poco prima del traguardo reale..”. Il 5 agosto, dopo aver già corso – senza chiodate… -  anche un 5000 in 15’18” in Coppa Europa, arriva invece a Heusden, in Belgio, il primato sui 10000 metri, un 31’05”57 che solo a pronunciarlo già suscita una certa impressione. Dopo risultati così importanti, alle Olimpiadi di Sydney Maura arriva probabilmente già un po’ stanca mentalmente e fisicamente, ma è comunque dodicesima in maratona, e sebbene su di lei si concentrassero aspettative maggiori nemmeno con il senno di poi Maura rimpiange le scelte fatte. Nelle due stagioni successive, per la Viceconte non mancano i risultati: a Parigi realizza il personale sulla mezza (1h09’19”), vince a Praga in 2h26’33”, è dodicesima agli Europei di Monaco sui 10000. E con la maglia della Cover, troverà nuovi stimoli nel 2003, vincendo a Napoli e arrivando seconda sulle strade di casa, in una Turin Marathon che avrebbe tanto desiderato vincere. Ma poco per volta, in modo magari inconscio ma del tutto naturale, Maura aveva già cominciato a seguire i dettami delle proprie risposte fisiche e delle proprie motivazioni, che dopo stagioni di altissimo livello, non potevano che andare calando.
Oggi Maura continua a correre, ma solo per il piacere di farlo e senza alcun obbiettivo agonistico. Quelli li ha semmai trasferiti nei giovani del Giò 22 Rivera che oggi segue insieme a Daniele Miletto. “L’allenatore è lui, io gli do soltanto una mano, cercando di trasmettere ai ragazzi il mio bagaglio di esperienze. In alcuni, come nel piccolo Cesare Curtabbi, mi sembra di rivedere la stessa grinta e la stessa tenacia che ho avuto nella mia carriera…”
Una carriera in cui un ruolo fondamentale hanno avuto, come tiene a sottolineare Maura sul finire del nostro incontro, le persone che le sono state accanto e d’aiuto, dal marito Walter all’allenatore Canova, dal massaggiatore Remino a quanti altri l’hanno sostenuta nella sua crescita personale ed agonistica.
A nome degli sportivi valsusini, il grazie a Maura proviamo invece oggi, finalmente, a dirlo noi che scriviamo…

 

La scheda di Maura Viceconte: nata a Susa il 3-10-1967

Primati personali: 9:15.52/3000m, 15:18.80/5000m, 31:05.57 (R.I.- Heusden, Bel 2000)/10000m, 1h09:19/maratonina, 2h23:47 (R.I. – Vienna, Aut 2000)/maratona
 

Titoli Italiani: 4 (10000m: 02, maratona: 95, maratonina: 00-01); Olimpiadi: Atlanta 1996 (rit), Sydney 2000 (12); Campionati Europei: Budapest 1998 (3/maratona), Monaco 2002 (12/10000m); Eurochallenge (10000m): 1999 (11), 2000 (25), 2001 (9); Coppa Europa: 2000 (4/5000m), 2002 (5/5000m); Campionati Mondiali Mezza Maratona: 1995 (9), 1996 (4/MarR); Coppa del Mondo Maratona: 1995 (15)


Migliori prestazioni nei 10000 metri:
31:05.57 (5) Heusden 5-8-00
32:05.44 (11)A Barakaldo 10-4-99
32:12.66 (12) Monaco B. 6-8-02
32:20.61 (1) Valmontone 9-6-02
32:36.4m (1) Domodossola 6-7-98
32:40.51 (9) Barakaldo 7-4-01
32:49.2m (1) Borgaretto 10-7-97
33:05.56 (2) Caserta 27-5-95
33:26.40 (5)A Torino 4-5-97
33:53.02 (4) Lumezzane 11-5-03

Le sue maratone:
Cesano Boscone, 6-11-94: 2:35:15 (1)
Atene, 9-4-95: 2:38:22 (15)
Venezia, 29-10-95: 2:29:11 (1)
Atlanta, 28-7-96: ritirata (-)
Carpi, 12-10-97: 2:33:31 (3)
Montecarlo, 23-11-97: 2:28:16 (1)
Los Angeles, 29-3-98: 2:34:13 (2)
Budapest, 23-8-98: 2:28:31 (3)
Carpi, 11-10-98: 2:31:23 (1)
Roma, 21-3-99: 2:29:36 (1)
Vienna, 21-5-00: 2:23:47 (1)
Sydney, 24-9-00: 2:29:26 (12)
Praga, 20-5-01: 2:26:33 (1)
Napoli, 9-3-03: 2:33:36 (1)
Torino, 13-4-03: 2:29:13 (2)

 

 
 
 
 
 

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