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Il
Club Alpino Italiano è un’associazione fondata a Torino nell’anno
1863 allo scopo di promuovere la conoscenza, la frequentazione e la
protezione naturalistica della montagna.Iinnumerevoli sono le
attività ludico-sportive e turistico-culturali che vengono
esercitate dagli appartenenti al sodalizio. Il ritrovarsi fra amici
per uno scambio di esperienze e per confrontarsi sulle comuni
passioni, offre genuine e profonde soddisfazioni utili all’animo e
alla mente, che consentono di affrontare il logorio della vita
moderna. La montagna non offre solo cielo azzurro, distese di neve,
pareti rocciose, boschi e prati scoscesi costellati da fiori
variopinti, ma anche calore umano e spirito di solidarietà che si
cementa nell’asprezza dell’ambiente. Già Quintino Sella che più di
un secolo fa a Torino fondò il CAI, intravedeva concretamente come
“l’andar per monti” rappresentasse una scuola di vita e di crescita
culturale di elevato valore etico-pedagogico. Sovente in montagna al
cospetto di un tramonto o nella quiete di un bivacco, magari davanti
ad un fumante paiolo di polenta, ci si ritrova tra amici ad intonare
cori di montagna che, in comunione di gioia, esprimono la
sensibilità della gente montanara. Tutti coloro che frequentano le
“terre alte” e che hanno affinato la capacità di ascoltare il
silenzio delle vette, lo stormire della brezza fra le fronde degli
alberi, il sussurro dei ruscelli, sanno apprezzare quelle voci
soffuse che rievocano la storia dei monti e delle loro genti; si
ritorna nel tempo in cui cantare era naturale per vivere, per
gioire, per soffrire, per trasmettere cultura, per ricordare quei
valori della vita che il consumismo moderno ha quasi totalmente
cancellato.
La
sezione del CAI diSusa, fondata il 21 luglio 1872, una delle prime
costituitesi in Italia, offre questi momenti vissuti come un
richiamo, il medesimo che invita a scarpinare per contemplare le
bellezze del creato e che consente nel silenzio della natura
incontaminata, a scrutare nel nostro intimo. Ma oltre a tutto ciò,
non mancano momenti per stare insieme alla riscoperta del piacere
della buona tavola. Con questi intenti, nel rispetto della
tradizione annuale ormai consolidata, domenica 9 luglio si è tenuta
la festa sezionale presso il Bivacco Piero Vacca posto sulle pendici
del monte Giusalet a quota 2670 m. La struttura raggiungibile dal
Lago Alpone in circa 2 ore, lungo un agevole e panoramico sentiero,
era in origine un osservatorio militare. Oltre cinquanta i soci
presenti per gustare il succulento pranzo innaffiato con eccellente
“nettare di-vino”. In tale occasione dopo una solenne allocuzione
del Presidente Allemano, è stata inaugurata una targa posta in
prossimità della fontana sistemata lungo il sentiero, ad opera dei
soci Enrietta e Guido Vair, il quale volontariamente si è pure
sottoposto alla fatica di Sisifo trasportando sulle proprie spalle
una pesante batteria da collegare all’impianto dei pannelli solari
per la produzione di energia elettrica del rifugio. Al termine dello
squisito e lauto desinare, dopo i tradizionali canti di montagna che
hanno infuso serenità e buon umore per la bella giornata trascorsa,
i commensali hanno intonato “La Montanara” che è stata adottata come
inno ufficiale del CAI.
Roberto
Follis
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