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La Valsusa - n. 18 del 27 aprile 2006
 
Dalla Prima: Loyola De Palacio sbarca a Torino, contestata dai No Tav
 

Chernobyl, la solidarietà continua

 

I giorni del Rosaz

   

 

 

 

Presentato ai sindaci lo studio dell’Unione Europea sulla linea Torino-Lione. La decisione entro l’anno ma l’avvio dei cantieri slitta al 2010

Loyola De Palacio sbarca a Torino, contestata dai No Tav
  Incontro ieri mattina in prefettura con i sindaci della Valle di Susa, ma lo “studio Ue” viene declassato. La Regione chiede che la Torino-Lione venga "sfilata" dalla legge obiettivo
 

Torino-Lione, commissionato dall’Unione Europea a cinque esperti, “è stata un vero e proprio siluro”. E la cosa grave è che il pasticcio diplomatico è avvenuto proprio sul sito dell’Unione Europea, mandando così in tilt la paziente opera di ricucitura dei rapporti con la Valle di Susa, avviata da Mario Virano, presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, che aveva chiesto e ottenuto che lo studio fosse  presentato, prima di ogni altro, agli amministratori valsusini.
Ma che cosa dice in sostanza lo studio? Che la Tav s’ha da fare e che i timori delle popolazioni valsusine sono ingiustificate; che qualsiasi alternativa al progetto è irrealistica; che ulteriori stop ai lavori rischiano di escludere l’Italia dalla torta dei fondi comunitari. Secondo gli esperti “indipendenti” gli studi fin qui realizzati da Ltf sono soddisfacenti; anche per quanto riguarda i rischi da amianto, radon, uranio, gestione dei materiali di scavo: “Le ipotesi di Ltf sono conformi a quelle utilizzate da progetti simili, come i trafori svizzeri del Gottardo e del Lòtschberg” e quindi “quasi tutti i timori sollevati sulle conseguenze sulla popolazione non sono giustificabili”.
Rassicurazioni che non bastano a rasserenare gli animi dei contestatori della Tav.
Ma è proprio l’indipendenza dello studio commissionato dalla Ue ad essere messa in discussione. Lo fa Antonio Ferrentino: “Qui stiamo parlando di consulenti indipendenti che a pagina 11 del rapporto scrivono che lo scopo dello studio è quello di convincere i sindaci della vallata sulla bontà del progetto. E che a pagina 21 fanno un’affermazione gravissima: si interrogano su quali siano i gruppi di pressione che stanno dietro al movimento No Tav. Un’affermazione gravissima e vergognosa per la quale ricorreremo in sede legale, anche se è stata la stessa De Palacio a scusarsi dicendo che non l’aveva vista”. Ed è lo stesso presidente dell’Osservatorio Tecnico sulla Torino-Lione, Mario Virano, a ridimensionare la portata dello studio Ue “che non è la Bibbia ma un contributo che va analizzato insieme a tutti gli studi realizzati in questi anni”. E la sede del confronto dovrà proprio essere l’Osservatorio, “un organismo creato proprio per arrivare ad avere dati condivisi (o motivatamente non condivisi) sui diversi aspetti della questione: dalle previsioni del traffico merci.  ai  problemi geologici, a quelli della salute”. Osservatorio che, però, è ancora fermo, in attesa della convocazione di un tavolo politico tra il Governo che ancora deve nascere e i rappresentanti delle istituzioni valsusine. Virano prevede “un confronto tecnico serrato di alcuni mesi all’interno dell’Osservatorio. Poi la palla delle decisioni ultime sull’opera passerà di nuovo alla politica”. Con quali tempi? E’ sempre Virano a dire che “la signora De Palacio ha ipotizzato il 2010 come data di avvio dei cantieri. Ma il limite per prendere una decisione intorno alla Torino-Lione è la fine di quest’anno. Passato quel limite si possono prevedere problemi”. Che, tradotto, significa perdita dei finanziamenti dell’Unione Europea.
E sono proprio i sindaci valsusini a parlare di “vittoria”, citando le parole dell’assessore regionale ai trasporti del Piemonte Daniele Borioli che ha esplicitamente affermato che “la Torino-Lione va sfilata dalla Legge Obiettivo e riportata nella procedura ordinaria, che richiede la valutazione di impatto ambientale sul progetto definitivo”. Il presidente della Comunità Montana Bassa Valle Antonio Ferrentino non esita a dire che “oggi la signora De Palacio è stata costretta a fare retromarcia”; e Beppe Joannas, sindaco di Bussoleno  afferma che “lo studio commissionato dalla Ue ha pari dignità con gli studi realizzati dai consulenti della Comunità Montana Bassa Valle, che non sono venditori di formaggio ma tecnici e studiosi di valore internazionale”. E Mauro Carena, presidente della Comunità Montana Alta Valle invita a “stabilire precise regole del gioco. Prima c’è il tavolo politico col Governo. Poi i lavori dell’Osservatorio Tecnico con il confronto di tutti gli studi. E poi la decisione finale”. E lo studio della Ue? “Non l’ho ancora letto, visto che oggi non ce ne hanno neppure consegnata una copia”. Concorda Sandro Plano, sindaco di Susa: “Lo studio Ue, presentato oggi, è inopportuno e intempestivo, visto che è al di fuori del percorso stabilito a dicembre con il Governo”. Intanto arrivano anche le prime reazioni dal Parlamento Europeo.  L’europarlamentare dei Verdi Monica Frassoni, ritiene il rapporto degli esperti sulla Tav “non indipendente e contraddittorio. ’Da un lato - rileva - si presume la saturazione al 2020 della linea esistente, che renderebbe  indispensabile costruire subito il nuovo tunnel; dall’altro si  raccomandano ulteriori studi sull’evoluzione del traffico, sia delle merci sia dei passeggeri, per capire l’evoluzione reale  della domanda di traffico in un contesto europeo”.

Bruno Andolfatto

 

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Legambiente Valsusa ha realizzato un video, un libro  e una mostra per i vent’anni

  Chernobyl, la solidarietà non si ferma mai
 

BUSSOLENO- Piercarlo Cotterchio, presidente del circolo valsusino di Legambiente, è appena tornato dall’ennesimo viaggio al confine tra Ucraina e Bielorussia. Qui, dal12 al 22 aprile, la delegazione di Legambiente, con gli altri volontari che hanno aderito al progetto di solidarietà, ha partecipato all’inaugurazione del nuovo poliambulatorio di Kirov, realizzato col contributo di tante iniziative, portate avanti in questi anni. A Minsk, poi, capitale della Bielorussia, Legambiente ha presentato ufficialmente la mostra dedicata ai 20 anni del disastro nucleare di Chernobyl, costituito da una serie di pannelli realizzati con le foto ed i contributi dei volontari valsusini. “Un successo clamoroso, anche perché ci è stato riservato uno spazio in grandissima evidenza”, ha commentato Cotterchio. Ma le novità non si fermano qui. Legambiente, infatti, per questo importante anniversario, ha realizzato un magnifico libro, intitolato “Chernobyl 1986-2006- Una storia lunga vent’anni”, ed edito dalle Edizioni del Capricorno di Torino. Un volume stupendo, con copertina cartonata,  che in poco meno di duecento pagine racconta tutto quanto c’è da sapere, partendo dalla conoscenza di queste regioni, i loro usi e costumi, la natura, per poi addentrarsi nello specifico del disastro della centrale nucleare, con riferimenti a ieri e oggi. Al termine, un reportage sulla situazione del nucleare in tutta Europa ed un glossario tecnico. Magnifiche fotografie, realizzate in gran parte dai valsusini, arricchiscono il lavoro, che viene posto in vendita al prezzi di 25 euro. “Lo presenteremo a Bussoleno, al centro polivalente, nella serata di venerdì 12 maggio, presso il salone polivalente, con inizio alle 20.45. La serata sarà dedicata all’anniversario di Chernobyl, alle implicazioni su nucleare e opposizione al progetto Tav, tra Valsusa e Saluggia”, afferma Cotterchio. Ovviamente, nell’occasione saranno anche presentati il video e la mostra. Ma Cotterchio ha già in mente altri progetti, come un lavoro sui vigili del fuoco che eroicamente intervennero per primi sul luogo del disastro. Il tutto sempre dalla parte di queste persone che sono lontane, per i volontari valsusini, soltanto geograficamente.

Giorgio Brezzo

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Il 2, 3 4 maggio a  Susa una “tre sere”

  I giorni del Rosaz
 

A luglio saranno quindici anni quando Giovanni Paolo II proclamò  Beato, in Piazza Italia a susa, il vescovo Edoardo Rosaz. Un fatto davvero straordinario, un gesto d’amore del Papa per la “piccola” Susa. Arrivava dalla  Valle d’Aosta, dov’era in vacanza, e solo il vento gli impedì di sorvolare il nostro grande monte mariano, il Rocciamelone.
Da allora,  con un passo mai affrettato ma costante, da montanari, la devozione di noi valsusini per il “nostro” Beato è cresciuta. Ma è ovvio che sia così, perché i santi, i beati , per imitarli bisogna prima conoscerli. E una santità vicino a casa, lascia un segno diverso. Cammini le strade di Susa, entri in Cattedrale, guardi il vescovado e non puoi non pensare: qui è cresciuta fino alla sua pienezza la santità del Rosaz.
Ecco allora l’iniziativa della Diocesi e delle Suore del Rosaz  che il 2, 3 e 4 maggio invitano tutta la diocesi ad una “tre sere “ a Susa, in Cattedrale alle 21 per tre celebrazioni eucaristiche.Il 2 la messa sarà presieduta dal vicario generale don Giglioli, il 3 da don Sergio Blandino, con un particolare invito ai giovani e il 4 dal nostro vescovo, mons. Badini Confalonieri. Tutte le comunità parrocchiali  sono invitate e attese. Perché tutti dobbiamo metterci alla scuola del Rosaz. Maestro di santità.

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