Presentato ai sindaci lo
studio dell’Unione Europea sulla linea Torino-Lione. La decisione
entro l’anno ma l’avvio dei cantieri slitta al 2010
Loyola De Palacio sbarca a
Torino, contestata dai No Tav
Incontro ieri mattina in
prefettura con i sindaci della Valle di Susa, ma lo “studio Ue”
viene declassato. La Regione chiede che la Torino-Lione venga
"sfilata" dalla legge obiettivo
Torino-Lione, commissionato dall’Unione Europea a cinque
esperti, “è stata un vero e proprio siluro”. E la cosa grave è che il pasticcio
diplomatico è avvenuto proprio sul sito dell’Unione Europea, mandando così in
tilt la paziente opera di ricucitura dei rapporti con la Valle di Susa, avviata
da Mario Virano, presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, che aveva
chiesto e ottenuto che lo studio fosse presentato, prima di ogni altro, agli
amministratori valsusini.
Ma che cosa dice in sostanza lo studio? Che la Tav s’ha da
fare e che i timori delle popolazioni valsusine sono ingiustificate; che
qualsiasi alternativa al progetto è irrealistica; che ulteriori stop ai lavori
rischiano di escludere l’Italia dalla torta dei fondi comunitari. Secondo gli
esperti “indipendenti” gli studi fin qui realizzati da Ltf sono soddisfacenti;
anche per quanto riguarda i rischi da amianto, radon, uranio, gestione dei
materiali di scavo: “Le ipotesi di Ltf sono conformi a quelle utilizzate da
progetti simili, come i trafori svizzeri del Gottardo e del Lòtschberg” e quindi
“quasi tutti i timori sollevati sulle conseguenze sulla popolazione non sono
giustificabili”.
Rassicurazioni che non bastano a rasserenare gli animi dei
contestatori della Tav.
Ma è proprio l’indipendenza dello studio commissionato
dalla Ue ad essere messa in discussione. Lo fa Antonio Ferrentino: “Qui stiamo
parlando di consulenti indipendenti che a pagina 11 del rapporto scrivono che lo
scopo dello studio è quello di convincere i sindaci della vallata sulla bontà
del progetto. E che a pagina 21 fanno un’affermazione gravissima: si interrogano
su quali siano i gruppi di pressione che stanno dietro al movimento No Tav.
Un’affermazione gravissima e vergognosa per la quale ricorreremo in sede legale,
anche se è stata la stessa De Palacio a scusarsi dicendo che non l’aveva vista”.
Ed è lo stesso presidente dell’Osservatorio Tecnico sulla Torino-Lione, Mario
Virano, a ridimensionare la portata dello studio Ue “che non è la Bibbia ma un
contributo che va analizzato insieme a tutti gli studi realizzati in questi
anni”. E la sede del confronto dovrà proprio essere l’Osservatorio, “un
organismo creato proprio per arrivare ad avere dati condivisi (o motivatamente
non condivisi) sui diversi aspetti della questione: dalle previsioni del
traffico merci. ai problemi geologici, a quelli della salute”. Osservatorio
che, però, è ancora fermo, in attesa della convocazione di un tavolo politico
tra il Governo che ancora deve nascere e i rappresentanti delle istituzioni
valsusine. Virano prevede “un confronto tecnico serrato di alcuni mesi
all’interno dell’Osservatorio. Poi la palla delle decisioni ultime sull’opera
passerà di nuovo alla politica”. Con quali tempi? E’ sempre Virano a dire che
“la signora De Palacio ha ipotizzato il 2010 come data di avvio dei cantieri. Ma
il limite per prendere una decisione intorno alla Torino-Lione è la fine di
quest’anno. Passato quel limite si possono prevedere problemi”. Che, tradotto,
significa perdita dei finanziamenti dell’Unione Europea.
E sono proprio i sindaci valsusini a parlare di “vittoria”,
citando le parole dell’assessore regionale ai trasporti del Piemonte Daniele
Borioli che ha esplicitamente affermato che “la Torino-Lione va sfilata dalla
Legge Obiettivo e riportata nella procedura ordinaria, che richiede la
valutazione di impatto ambientale sul progetto definitivo”. Il presidente della
Comunità Montana Bassa Valle Antonio Ferrentino non esita a dire che “oggi la
signora De Palacio è stata costretta a fare retromarcia”; e Beppe Joannas,
sindaco di Bussoleno afferma che “lo studio commissionato dalla Ue ha pari
dignità con gli studi realizzati dai consulenti della Comunità Montana Bassa
Valle, che non sono venditori di formaggio ma tecnici e studiosi di valore
internazionale”. E Mauro Carena, presidente della Comunità Montana Alta Valle
invita a “stabilire precise regole del gioco. Prima c’è il tavolo politico col
Governo. Poi i lavori dell’Osservatorio Tecnico con il confronto di tutti gli
studi. E poi la decisione finale”. E lo studio della Ue? “Non l’ho ancora letto,
visto che oggi non ce ne hanno neppure consegnata una copia”. Concorda Sandro
Plano, sindaco di Susa: “Lo studio Ue, presentato oggi, è inopportuno e
intempestivo, visto che è al di fuori del percorso stabilito a dicembre con il
Governo”. Intanto arrivano anche le prime reazioni dal Parlamento Europeo. L’europarlamentare
dei Verdi Monica Frassoni, ritiene il rapporto degli esperti sulla Tav “non
indipendente e contraddittorio. ’Da un lato - rileva - si presume la saturazione
al 2020 della linea esistente, che renderebbe indispensabile costruire subito
il nuovo tunnel; dall’altro si raccomandano ulteriori studi sull’evoluzione del
traffico, sia delle merci sia dei passeggeri, per capire l’evoluzione reale
della domanda di traffico in un contesto europeo”.
Legambiente Valsusa ha realizzato un video, un libro e una
mostra per i vent’anni
Chernobyl, la solidarietà non si ferma mai
BUSSOLENO- Piercarlo Cotterchio, presidente del circolo
valsusino di Legambiente, è appena tornato dall’ennesimo viaggio al confine tra
Ucraina e Bielorussia. Qui, dal12 al 22 aprile, la delegazione di Legambiente,
con gli altri volontari che hanno aderito al progetto di solidarietà, ha
partecipato all’inaugurazione del nuovo poliambulatorio di Kirov, realizzato col
contributo di tante iniziative, portate avanti in questi anni. A Minsk, poi,
capitale della Bielorussia, Legambiente ha presentato ufficialmente la mostra
dedicata ai 20 anni del disastro nucleare di Chernobyl, costituito da una serie
di pannelli realizzati con le foto ed i contributi dei volontari valsusini. “Un
successo clamoroso, anche perché ci è stato riservato uno spazio in grandissima
evidenza”, ha commentato Cotterchio. Ma le novità non si fermano qui.
Legambiente, infatti, per questo importante anniversario, ha realizzato un
magnifico libro, intitolato “Chernobyl 1986-2006- Una storia lunga vent’anni”,
ed edito dalle Edizioni del Capricorno di Torino. Un volume stupendo, con
copertina cartonata, che in poco meno di duecento pagine racconta tutto quanto
c’è da sapere, partendo dalla conoscenza di queste regioni, i loro usi e
costumi, la natura, per poi addentrarsi nello specifico del disastro della
centrale nucleare, con riferimenti a ieri e oggi. Al termine, un reportage sulla
situazione del nucleare in tutta Europa ed un glossario tecnico. Magnifiche
fotografie, realizzate in gran parte dai valsusini, arricchiscono il lavoro, che
viene posto in vendita al prezzi di 25 euro. “Lo presenteremo a Bussoleno, al
centro polivalente, nella serata di venerdì 12 maggio, presso il salone
polivalente, con inizio alle 20.45. La serata sarà dedicata all’anniversario di
Chernobyl, alle implicazioni su nucleare e opposizione al progetto Tav, tra
Valsusa e Saluggia”, afferma Cotterchio. Ovviamente, nell’occasione saranno
anche presentati il video e la mostra. Ma Cotterchio ha già in mente altri
progetti, come un lavoro sui vigili del fuoco che eroicamente intervennero per
primi sul luogo del disastro. Il tutto sempre dalla parte di queste persone che
sono lontane, per i volontari valsusini, soltanto geograficamente.
A luglio saranno quindici anni quando Giovanni Paolo II
proclamò Beato, in Piazza Italia a susa, il vescovo Edoardo Rosaz. Un fatto
davvero straordinario, un gesto d’amore del Papa per la “piccola” Susa. Arrivava
dalla Valle d’Aosta, dov’era in vacanza, e solo il vento gli impedì di
sorvolare il nostro grande monte mariano, il Rocciamelone.
Da allora, con un passo mai affrettato ma costante, da
montanari, la devozione di noi valsusini per il “nostro” Beato è cresciuta. Ma è
ovvio che sia così, perché i santi, i beati , per imitarli bisogna prima
conoscerli. E una santità vicino a casa, lascia un segno diverso. Cammini le
strade di Susa, entri in Cattedrale, guardi il vescovado e non puoi non pensare:
qui è cresciuta fino alla sua pienezza la santità del Rosaz.
Ecco allora l’iniziativa della Diocesi e delle Suore del
Rosaz che il 2, 3 e 4 maggio invitano tutta la diocesi ad una “tre sere “ a
Susa, in Cattedrale alle 21 per tre celebrazioni eucaristiche.Il 2 la messa sarà
presieduta dal vicario generale don Giglioli, il 3 da don Sergio Blandino, con
un particolare invito ai giovani e il 4 dal nostro vescovo, mons. Badini
Confalonieri. Tutte le comunità parrocchiali sono invitate e attese. Perché
tutti dobbiamo metterci alla scuola del Rosaz. Maestro di santità.