Settimanale della Valle di Susa e Val Sangone

 

Ancora rinnovata,
 la sezione storica
 con i primi cento anni
 del giornale

in questo momento sei in:   - 2006

     

mappa del sito

 info@lavalsusa.com

 

 

Archivio Storico
1998

HOME - GIORNALE MAIL

SEZIONE 1998 - PAGINA n. 39

 

La Valsusa - N.39 - 22-10-1998

Tutta la diocesi gli ha detto grazie

Quella di domenica scorsa, in Cattedrale, per i vent’anni di episcopato di mons. Bernardetto, è stata una celebrazione semplice, ma piena di cuore. Una quarantina di preti, due nuovi accoliti, Erman ed Enzo, che sono il seme che cresce, i banchi pieni di quelli che il vescovo ama chiamare i “cristiani intelligenti”, la federazione delle cantorie che riempie di armonie la quasi millenaria chiesa di San Giusto e poi lui, il festeggiato che, forse sulla scia delle parole dette poche ore prima dal Papa in piazza San Pietro, ha lasciato parlare, seppur con molta discrezione il suo cuore. Ed ecco allora che il pastorale diventa remo, timone... ho cercato di costruire ponti, di smussare gli angoli, di levigare le pietre più taglienti, di consolidare quelle più friabili... ho cercato di instaurare uno stile impastato di semplicità, di trasparenza, senza eccessivi formalismi... certo rimangono sogni e speranze... vi dico grazie per il bene che mi avete voluto... Non so se anche il vescovo, come il Papa in piazza San Pietro, si è a quel punto asciugato una lacrima. Certo era commosso. Ci ha visti attorno a lui come figli e fratelli. Figli prodighi magari qualche volta, ma che erano lì come si sta in famiglia, soprattutto quando si sa che il padre è sempre vigilante, ad aspettare che tutti si ritorni a casa. Mi tornano in mente le parole di Enzo Bianchi, dette il giorno prima su a Villa San Pietro: “in famiglia si deve stare nella libertà e nell’amore”. Domenica eravamo lì, in Cattedrale, nella libertà e nell’amore. Forse volevamo anche noi fare la nostra confessione delle colpe. Dire al vescovo: “perdonaci, se non ti abbiamo sempre capito, se non ti abbiamo sempre dato prova del nostro amore, se non abbiamo sempre apprezzato il tuo modo di essere vescovo”. Ma lui, come il padre della parabola, ci ha subito rialzati. Domenica c’era spazio solo per la festa. Quella più bella, più intensa, più vera. Attorno all’altare. d.e.