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1998

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SEZIONE 1998 - PAGINA n. 35

 

La Valsusa - N.35 - 24-09-1998

 

ARRAMPICATA SPORTIVA NOSTRA ESCLUSIVA INTERVISTA CON L’ATLETA ITALIANA DELL’ANNO

Nova, supernova, novissima la ri(nascita) di una Stella

La grugliaschese (valsusina d’adozione) Stella Marchisio parla, a ruota libera, della sua recente trasferta americana, della sua vita e di molte altre cose

Anche le “stelle” talvolta hanno i loro problemi e, considerando la loro posizione, sono problemi stellari; possono apparire ai comuni mortali come questioni lontane anni luce dalle banali e quotidiane preoccupazioni, ma questo non significa che non si possano comprendere. Ne sa qualcosa la campionessa italiana di arrampicata sportiva Stella Marchisio che, pur essendo bravissima e preparatissima, ha subito una stagione non sicuramente delle migliori, a riprova che molto sovente i risultati non dipendono unicamente dalla nostra volontà e dai nostri desideri. La incontro a casa sua per una intervista che vuole essere anche di buonaugurio per la prossima stagione oltre che una sorta di discussione con una persona e amica speciale. - Qual è l’avvenimento, il fatto più bello che ti è capitato quest’anno? “La cosa migliore che mi è successa quest’anno, è stato un bellissimo viaggio negli Stati Uniti; un’occasione che sognavo da anni e che si è finalmente realizzata”. - Come hai trovato gli Stati Uniti? Quali emozioni ti ha offerto quel viaggio? “I luoghi sono indimenticabili. Gli Stati Uniti sono un sogno per chi, come me, ama la natura e gli stupendi scenari che essa dona all’uomo. I parchi sono la testimonianza vivente e preziosissima di una creazione talmente perfetta da lasciarti senza parole: potresti stare lì ad osservare gli alberi, le rocce, i fiumi, senza parlare per ore e ore, sapendo che una qualsiasi parola sciuperebbe l’incanto. Credo non sia possibile descrivere quello che gli occhi percepiscono talmente grande è la meraviglia. Non tutto, naturalmente, è così meraviglioso; un esempio negativo riguarda i telefoni e le notevoli difficoltà che ho trovato per prendere la linea: dovevo digitare così tanti numeri che prima di aver finito bisognava ricominciare daccapo per la caduta della linea; un altro è legato all’alimentazione che per una italiana è un problema comunque maggiore da sopportare a causa delle nostre ottime abitudini alimentari”. - A proposito dell’alimentazione, quale tipo di diete seguono gli atleti statunitensi? “Ho avuto, proprio riguardo questo argomento, l’opportunità di parlare con un americano che si è stupito dei fatto che io non facessi alcun tipo di dieta: i loro atleti seguono diete particolarissime e molto severe; questo genere di “comportamento” è sicuramente dovuto alla loro abituale alimentazione che, come tutti sanno, è fin troppo ricca di grassi di ogni genere. Gli atleti, generalmente utilizzano integratori alimentari quali barrette energetiche di amminoacidi, vitamine, carboidrati, proteine, ecc., prodotti che si trovano in moltissimi negozi specializzati. - Il tuo viaggio ha raggiunto lo stato della California; sono tutti così atletici li? “Non direi. Su cento persone novanta hanno problemi di obesità, più della metà di questi sono molto gravi. Si vedono, certamente, bei ragazzi e belle ragazze sul tipo di quelli diventati famosi nei telefilms, ma non sono sicuramente la norma”. - E l’amore per lo sport è davvero una prerogativa degli Stati Uniti? “Sì, sono esaltatissimi per tutti i tipi di sport, soprattutto per quelli che permettono di compiere “azioni esagerate”; più ti fai male più diventi un eroe. Diciamo che non vanno matti per la tranquillità. L’importante è che succeda sempre qualcosa e questo qualcosa deve essere sempre emozionante e un po’ (tanto) fuori dagli schemi. Possiedono poi la capacità di fare il meglio, comunque ed ad ogni costo: hanno riprodotto su una pista la neve vera, trasportandola da un luogo all’altro, nel mese di giugno con 40’ gradi all’ombra. Incredibile, non mi sembrava assolutamente possibìle”. - E adesso, lasciando i bei ricordi dell’avventura americana, quali sono i tuoi prossimi impegni in Italia e all’estero? “Per quanto riguarda la Coppa Italia gareggerò nel mese di ottobre a Parma, nel mese di novembre ad Aprica nei pressi di Sondrio; sempre in ottobre circa quindici giorni prima della Coppa Italia, sì svolgeranno le gare per la coppa dei Mondo a Milano e a novembre in Siovenia”. - Quest’anno non è stato particolarmente entusiasmante a livello professionale per te; che cosa è successo alla campionessa che non sbagliava un colpo? “Tutto è incominciato nell’ottobre dei ‘97, quando caddi rompendomi l’astragalo e lesionandomi tutti i legamenti e i tendini del piede sinistro, piede tra l’altro, che aveva già subito un’operazione tre anni fa. Il piede venne prima ingessato e quello fu il primo errore, poi venne bucato per far uscire il liquido e ci fu il secondo sbaglio; tutto ciò mi ha creato numerosi e gravi problemi. Poi, proprio nel periodo in cui io provavo e riprovavo cure e medici diversi, circa due mesi dopo la mia caduta, mia madre subì un terribile incidente automobilistico in cui rischiò la vita”. - Quanto hanno influito nella tua vita di atleta tutti questi fattori negativi? “Molto, perché nessun essere umano può scindere la sua vita privata dalla vita pubblica, per freddo e disinteressato che sia. La tranquillità personale è legata non soltanto agli avvenimenti che ci interessano direttamente, che toccano la nostra vita, ma dipendono anche dai nostri cari, da chi amiamo e vorremmo vedere sereno e felice. Mai come in questo periodo ho compreso quanto sia importante l’amore verso gli’ altri e quanto si soffra vedere gli altri soffrire”. - Stai cercando di combattere per ritrovare non solo la forma fisica ma anche quella mentale, che forse ti disturba di più? “Alla sera quando sono nel letto e c’è finalmente silenzio intorno a me, penso e mi analizzo; considero il mio lavoro di atleta (e non solo quello naturalmente); discuto in silenzio con me stessa per comprendere i miei errori e capisco che in questo momento più che la perfetta forma fisica, che sto recuperando giorno dopo giorno, quello che mi manca è la “forma mentale”, quella serena disposizione dell’animo che è strettamente legata al fisico, poiché l’una dipende dall’altra e soltanto se entrambe sono in completa e totale sintonia permettono all’atieta di vincere. A ragione gli antichi romani dicevano Mens sana in corpore sano”. - Quindi è anche una questione di motivazioni; quanto pesano oggi le tue? “Tanto. Se non si è motivati non si riesce in nulla. La più piccola cosa diventa un problema e il problema più insignificante diventa insormontabile. In questo periodo devo “faticare e lavorare” più del solito, perché i fatti negativi che mi sono capitati mi hanno influenzata. Ringraziando il cielo, anche i fattori negativi ci insegnano qualcosa, anzi forse proprio quelli; quest’anno sono cresciuta, sono maturata come persona e come donna; ho compreso quali sono le cose che veramente contano per me; ho capito che senza combattere non si ottiene nulla e che tutto deve essere conquistato, ma spero anche che il prossimo anno sia decisamente meglio”. Che cosa ti aspetti per l’immediato futuro a livello professionale? Qual è il tuo più grande desiderio per le prossime stagioni di campionato? “(Stella sorride e il suo sguardo mi prepara ad una risposta che aspettavo, resa tuttavia nuova dalla profondità e dai sentimenti che scaturiscono dalle sue parole; si percepisce la forza e l’intensità dei desiderio, ma anche il pudore di rendere partecipi gli altri di un desiderio che è tutto e solo suo). Mi piacerebbe riconfermare il titolo perché ho lavorato tanto per arrivare a quel traguardo e sto tuttora faticando moltissimo: lo sento mio non soltanto “spiritualmente” ma anche “físicamente”; in realtà è molto più che un desiderio, è qualcosa che sento dentro di me, che fa parte della mia vita perché questa strada è stata una mia scelta e non mi sono mai pentita di averla intrapresa, neppure nei momenti più bui, quando ci si pone determinate domande e si mette tutto in discussione. Quest’anno è stato un anno di crescita interiore, il fisico ha ceduto, per un momento, il passo allo spirito. Adesso hanno ricominciato a lavorare uniti, in coppia, perchè la vetta, qualunque vetta, si raggiunge soltanto se si è uniti, se si trova il punto di coesione. E’ difficile, bisogna impegnarsi fino in fondo. Chissà... ma confido in “quel Qualcuno” che sta dietro la mia stella. “E ce lo auguriamo anche noi. Che la Stella riprenda a brillare per il nostro Paese e per se stessa. Ma anche per tutti quelli che hanno un sogno e devono lottare giorno dopo giorno nella speranza che si realizzi. E anche per chi non potrà realizzarlo”.

Il 28 di settembre alle ore 21.00, presso il Teatro Erba a Torino, si svolgerà una serata in onore di Stella Marchisio che presenterà e commenterà alcune fra le più belle diapositive scattate negli Stati Uniti. Sarà affiancata da Marco Blatto, scrittore appassionato di montagna. L’entrata è gratuita.