|
La Valsusa - N.33 - 10-09-1998
AUTOMOBILISMO VERSO LA GARA DEL 20
SETTEMBRE SUSA-MONCENISIO
1928, il crollo di tutti i record
La ripresa del dopoguerra
Limmane macello che aveva insanguinato
lEuropa per più di quattro anni era finito; la gente
continuava a morire, perché la spagnola mieteva più vittime
della guerra, ma finalmente cera la pace. Con il ritorno
alla normalità gli sportivi desideravano naturalmente
ricominciare a correre. Il rischio sportivo, in cui si gioca la
propria vita senza uccidere. non aveva perduto la sua attrattiva.
Ma i governi esitavano a dare permessi. Anche le Case
costruttrici non erano favorevoli alle corse: i modelli
disponibili erano ancora quelli del 1914 e fino alla nuova
formula dei grandi premi non conveniva progettare nuovi tipi. Ma
la passione non ascolta il buon senso e di solito finisce per
prevalere. Dopo lunga battaglia, gli sportivi ebbero ragione ed
il 24 agosto 1919, nellisola di Fanoe in Danimarca, si
svolse la prima corsa automobilistica europea del dopoguerra,
vinta da Minoia su Fiat. Anche gli Automobile Club italiani si
mobilitarono per riprendere lattività sportiva e nel 1920,
assieme ad altre manifestazioni, grazie alla Società Sportiva
La Torino, riprese la storica corsa del Moncenisio.
Fu una gara che prevedeva la partecipazione di motociclette e
autormobili e tra gli iscritti mancarono i grandi campioni dei
volante, oramai a disposizione nella équipe da corsa delle
grandi Case automobilistiche per i grandi premi. Comunque la V
Susa-Moncenisio dei 1° agosto 1920 richiamò, come ai bei tempi
di Lancia e Nazzaro, una folla immensa di appassionati. La
manifestazione si chiuse con una vittoria italiana per le
motociclette, per merito di Della Ferrera, ed una francese nelle
auto per merito di Revilie, il quale però non riuscì a battere
il record di Nazzaro del 1905. Fu ancora la Società sportiva
La Torino ad indire per il 21 agosto 1921 la VI
edizione con 24 iscritti, di cui 19 partenti, divisi in tre
categorie: 1500 cc., 3000 cc. e oltre 3000 cc. Vinse la gara
Alfieri Maserati su lsotta Fraschini in 2025.
Alla conquista dei record
Una delle attrattive maggiori della Susa-Moncenisio fu
costituita dalla bellezza e dalla difficoltà del percorso che
richiamò sempre la presenza dei migliori campioni del volante
alla contesa del primato più ambito in quanto arduo da
conseguire. Come abbiamo visto il record di Felice Nazzaro del
1905 continuava a resistere malgrado i progressi compiuti dalla
tenica costruttiva dellindustria automobilistica ed i
ripetuti attacchi dei giovani campioni. Ma il raggiungimento di
questo traguardo era nellaria: Alfieri Maserati su Isotta Fraschini, nella VI Susa-Moncenisio del 21 agosto 1921, fece
registrare un tempo di 2025 e nella edizione dei 1922
riuscì finalmente, dopo 16 anni, ad abbassare il tempo record
del grande campione piemontese portandolo a
1911,7 in meno di Nazzaro. Da quellanno
la lotta divenne accanitissima: Maserati su Diatto migliorò
ancora il suo record portandolo a 195, ma il marchese
Diego de Sterlich, anche lui su Diatto, si classificò primo
assoluto nel 1925 con il tempo di 1848. Lanno
successivo i tempi non subirono variazioni particolari, Aymini
vinse su Diatto in 2056 mentre Cierici migliorò il
record della classe 1100. Anche per la 13° edizione si ripetè
il consueto spettacolo dellinterminabile corteo di
automobili, di motociclette e di biciclette, affluenti a Susa
nelle prime ore del mattino del 2 luglio 1933 e, dopo una breve
sosta del 1928 per assistere ad una performance sbalorditiva di
Antonio Campari su Alfa Romeo 8 cilindri che, con la solita
maestria da grande campione, giunse primo al colle battendo
nellordine Maserati e Aymini su Delage. Il record
precedente di De Sterlich di 18482/5 ottenuto con la
grossa Diatto di 4 litri e mezzo, fu abbassato da Campari a
17221/5 raggiungendo una media di 78.473 km/h. Media
eccezionale per superare i 22,100 chilometri di percorso con
forti dislivello. Tenendo conto che se la temperatura elevata
favorì e rese uniforme la carburazione per tutto il percorso,
non giovò certo al raffreddamento dei motori sollecitati al
massimo. specialmente nelle riprese sui tornanti ripidissimi
delle scale. Il brillante risultato di Campari diede
lustro alla classica del Moncenisio valida oramai per il
Campionato Europeo della Montagna. Degli 88 iscritti alla
edizione del 1931, 54 parteciparono alla gara. Figuravano i più
bei nomi dello sport automobilistico di allora e tutti
intenzionati a far crollare il record del campione milanese. E
ciò avvenne e fu clamoroso! Non solo lassoluto fu
abbassato, ma tutti i records di categoria furono battuti. Dalla
classifica risultò primo assoluto Achille Varzi su Bugatti 2300
in 1625 1/5, abbassando il massimo di
quasi un minuto. Altri cinque concorrenti abbassarono il record
di Campari: Fagioli su Maserati, Maserati Ernesto su Maserati,
Ghersi su Maserati, Zanciti su Nactional Pescara, Marinoni su
Alfa Romeo e lo stesso Campari sulla sua Alfa Romeo. Il clamoroso
crollo di tutti i records del 1928 decretò il grande successo
della classica Susa-Moncenisio e premiò meritatamente la tenacia
degli organizzatori, che tra successi e mille traversie
credettero sempre in questa antica corsa in salita del
Moncenisio. La lotta al record continuò accanita, creando
attorno alla Susa-Moncenisio il massimo interesse degli sportivi
e delle Case automobilistiche. Per queste ultime vincere al
Moncenisio era un punto donore da inserire nellalbo
doro della loro pubblicità. La marcia davvicinamento
al traguardo darrivo degli appassionti sportivi motorizzati
era oramai diventata una corsa prima della corsa, poiché non
cera automobilista o motociclista che, sentendosi osservato
e seguito dagli spettatori più solleciti a conquistarsi posti
migliori sulle tribune naturali, costituite dalle verdi scarpate
che dominano il sinuoso e capriccioso nastro stradale, non si
impegnasse a fondo allo scopo di fare bella figura, sfoggiando
ogni possibile virtuosismo, specie nelle curve a gomito delle
scale, e cercando di emulare i grandi Nazzaro,
Lancia, Campari, Varzi, ecc. La XIII edizione fu un altro grande
successo per lo sport automobilistico italiano e consacrò
campione della cronoscalata il bravo Mario Borzacchini che, alla
guida dellAlfa Romeo 2600, abbassò il record di Varzi di
oltre mezzo minuto facendo registrare un tempo di
15511 con una media di 83,641 km/h. Varzi, degno
competitore su Bugatti 2300, si classificò al secondo Posto
assoluto migliorando ancora notevolmente il proprio record del
1931.
2 / continua
|