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La Valsusa - N.32 - 03-09-1998
AUTOMOBILISMO VERSO LA GARA DEL 20 SETTEMBRE
Susa-Moncenisio, la più antica corsa
italiana in salita
Dagli albori fino alla Grande Guerra. Ripercorriamo le
tappe più significative della storia della corsa
La storia della Susa-Moncenisio che il Circolo
Sportivo GLI AMICI DEL MOSCATO di Alba in collaborazione con la
città di SUSA farà rivivere il 20 settembre sul tortuoso
percorso tracciato dal genio di Napoleone, e che vide le
temerarie imprese di grandi campioni del volante quali Lancia,
Nazzaro, Minoia, Maserati, Campari, Varzi, Borzacchini, Taruffi,
Bracco e Tadini, si identifica, ben si può dire, con la storia
dellautomobilismo italiano del quale per circa mezzo
secolo, ha segnato passo a passo gli sviluppi ed i progressi
tecnologici dellindustria dellauto attraverso i
risultati. Vincenzo Lancia, pilotando da par suo una grossa
poderosa Fiat 24HP a quattro cilindri biblocco di oltre sette
litri di cilindrata e 40 cavalli di potenza a 1200 giri al
minuto, nella prima edizione del 1902, raggiunse il colle del
Moncenisio in 30 coprendo i 22,600 chilometri del percorso
alla media di 44,316 km/h. Velocità ritenuta allora favolosa
dalla folla entusiasta accorsa ad assistere al nuovo spettacolo
di automobili in gara a scalar montagne. Cinquantanni dopo,
nellultima edizione della Susa-Moncenisio del 1953, lo
svizzero Willy Daetwyler al volante di una altrettanto poderosa,
ma più moderna e raffinata Alfa Romeo 4500 con compressore,
impiegava 13518 a scalare il Moncenisio facendo
registrare una media record di 95,647 km/h. Questa appassionante
corsa automobilistica, classica tra le classiche della salita,
scomparve in sordina. Restò qualche anno ancora iscritta nel
calendario sportivo e nel 1957 una nota dellAutomobile Club
di Torino comunicava: Considerato che le Autorità francesi
hanno fatto conoscere che, a seguito delle recenti alluvioni,
difficilmente daranno il proprio benestare alleffettuazione
della corsa in salita XIX Susa-Moncenisio,
considerato inoltre lo stato di incertezza circa le
autorizzazioni centrali e locali delle Autorità italiane ancora
rimaste: lAutomobile Club di Torino comunica la propria
determinazione di rimandare a data da destinarsi, la citata
manifestazione. Sono passati trentatré anni
dallimpresa dello svizzero Willy Daetwyler al volante della
sua Ferrari 4500. Il tempo di 13518 è lultimo
record della cronoscalata del Moncenisio: tocca ora alle nuove
generazioni dellautomobilismo sportivo conquistarsi il
diritto di scrivere il proprio nome sul libro doro della
più antica corsa in salita italiana e del mondo.
Le prime edizioni
In occasione della chiusura dellEsposizione
Internazionale dellAutomobile e del Ciclo, tenutasi a
Torino nel 1902, il periodico torinese La Stampa
Sportiva, si fece promotore di una iniziativa, proponendo
una gara in salita per motocicli e automobili sul percorso Susa-Moncenisio, da effettuarsi il giorno 27 luglio di
quellanno. S.A.R. il duca di Genova accettava la presidenza
onoraria del Comitato organizzatore e S.A.R. la principessa
Laetizia accordava il suo patronato a questa iniziativa, che
raccolse in breve tempo lappoggio dei Clubs Automobilistici
e delle più importanti fabbriche e personalità dei mondo
dellautomobile. Cinquanta furono gli iscritti a questa
prima edizione che li vide gareggiare suddivisi in due classi
distinte (velocità e turisti) ed in quattro categorie:
motocicli, vetturette, vetture leggere, vetture pesanti. Come
accennato, Vincenzo Lancia con la sua Fiat 24 HP scalò il colle
in 30 ottenendo una lusinghiera e promettente affermazione
per la nascente industria nazionale dellautomobile. Gli
ottimi risultati, la mancanza di incidenti e la disciplina del
pubblico presente, fece sperare in una nuova magnifica edizione
per il 1903. Ma i tragici eventi della gara Parigi-Madrid con i
suoi morti e feriti, fecero cadere sotto le proibizioni
prefettizie anche linnocua riunione del Moncenisio.
Riportiamo ai fini storici larticolo del Corriere della
Sera del 6 luglio 1903: il permesso della corsa
Susa-Moncenisio era stato chiesto regolarmente a Roma al ministro
dei Lavori Pubblici, il quale rispose: lo permetto per
quanto riguarda il lato tecnico, purché il ministro degli
Interni permetta sotto il punto di vista della pubblica
sicurezza. Il ministro degli Interni a sua volta: lo
permetto purché il prefetto di Torino non abbia nulla in
contrario e si assuma la responsabilità. A sua volta il
prefetto di Torino disse: lo non mi assumo nulla e non
permetto nulla. Come si vede, nulla di nuovo sotto il
sole... Questo elegante scaricabarile politico non fu comunque
gradito agli automobilisti torinesi che decisero una
manifestazione di protesta: lo stesso 5 luglio, data in cui
doveva svolgersi la corsa, effettuarono una gita collettiva al
Moncenisio con partenza da Torino. Centinaia di automobili,
giunte da tutta Italia, percorsero a passo duomo la strada
del Moncenisio fino a Susa dove il tutto si concluse in una gaia
festa campestre. La seconda Susa-Moncenisio si disputò il 10
luglio 1904 sempre a cura dellattivo sodalizio torinese e
vide un interessante ed emozionante duello tra Vincenzo Lancia,
vincitore nel 1902, alla guida di una Fiat 75 HP ed il nascente
asso del volante Felice Nazzaro su Panhard-Levassor 70 HP. Lancia
arrivò primo in 22244 abbassando il suo precedente
record, aggiudicandosi la coppa challange Principe Amedeo, mentre
Nazzaro tagliò secondo il traguardo in 23216. Il 17
luglio 1905 per la prima volta nella storia del giornalismo
italiano, un grande quotidiano, il Corriere della Sera, mise in
prima pagina, con ampio rilievo, la cronaca di una gara
automobilistica, la Susa-Moncenisio, corsa il giorno prima sul
tortuoso percorso napoleonico. Di quella cronaca riportiamo un
succinto resoconto: Una folla immensa si era riversata a
Susa da tutta lItalia settentrionale. Cinquecento
automobili attraversarono quel giorno il posto doganale di Bard
per assistere alla corsa. La partenza fu data dalla Regina madre.
Prima della corsa di velocità per automobili, ci fu una gara di
motociclette, ma linteresse del pubblico era tutto rivolto
alla vetture reduci dalla VI Gordon Bennett vinta dalle macchine
Fiat presenti a Susa. Allultimo momento si sparse
unondata di delusione: Lancia, vincitore delle due
precedenti edizioni, aveva dovuto rinunciare alla prova per un
guasto meccanico. Al traguardo darrivo, presso
lOspizio del Moncenisio, poco dopo le nove, le trombe
scaglionate lungo il percorso annunciano larrivo della
prima vettura: è Alessandro Cagno su Fiat 100 HP, tempo
1926. Alle 9 e 15 parte Nazzaro anche lui su Fiat 100
HP che effettua il percorso in 1918 facendo segnare
il nuovo record assoluto della gara. Questo record rimarrà
imbattuto per 16 anni. Finita la gara, lAutomobile Club di
Torino offrì alla Regina Madre e al Duca di Genova una colazione
allOspizio dei Moncenisio: ai giornali non parve vero di
poter mettere in risalto il pittoresco contrasto tra
leleganza delle signore e dei gentiluomini e le nude celle
dei frati. Il 1906 fu un anno di grande espansione
industriale, ma fu anche un anno di profonda crisi sociale. Le
rivendicazioni operaie si facevano vivamente sentire, una ondata
di scioperi serpeggiava in tutto il paese. A Torino la situazione
era molto tesa e il 9 maggio fu proclamato lo sciopero generale:
cordoni di truppa bloccarono tutte le strade, cariche di
cavalleria dispersero i manifestanti. Questo stato di cose non
permise di disputare nel 1906 la quarta edizione della
Susa-Moncenisio e questa pausa si protrasse per diversi anni,
dovuta in seguito a ragioni di diverso ordine. Nel 1908 la
rivista La Stampa Sportiva tentò di ridare vita alla
classica corsa in salita ma la crisi dellindustria
automobilistica, iniziata a metà dei 1907, bloccò questa
iniziativa. Non se ne parlò più fino al 1911 quando
lAutomobile Club di Torino rimise in piedi
lorganizzazione per dare via alla nuova edizione della
corsa. 1 problemi sembravano risolti, ma allultimo momento
le Case automobilistiche, che consideravano le corse non più
utili alla loro industria, boicottarono in massa la
manifestazione. Altri due anni di silenzio, poi nel 1914 ancora
unazione della Società sportiva La Torino che
chiamò a raccolta gli automobilisti e motociclisti sportivi per
un concorso da disputarsi sul percorso del Moncenisio. Vi presero
parte motociclette e piccole vetture, ma ancora una volta la
classica era fallita. Sopravvenne la grande guerra e fino al 1920
non si parlò più della Susa-Moncenisio.
1/continua
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