Avigliana. Porte Aperte La seconda edizione di Città dArte a
Porte Aperte è partita un po in sordina, certamente
la pioggia torrenziale della mattinata non lasciava presagire un
bel pomeriggio assolato, con il cielo azzurro, solcato da candide
nuvole bianche che dallalto vigilavano sulla fiumana di
gente che dal pomeriggio si è riversata nel centro storico della
città lacuale. Ad accogliere i visitatori, molti dei quali hanno
usufruito del simpatico pulmino con vetri panoramici che ha
girato senza sosta facendo da trait dunion tra Avigliana,
Buttigliera e SantAmbrogio e che ogni quaranta minuti
scaricava i suoi passeggeri in piazza Conte Rosso, Avigliana e il
suo centro storico in particolare. Molto seguite sono state le
visite guidate, curate dalla cooperativa P.A.N., Piemonte, Arte e
Natura che oltre ad organizzare tours del borgo storico hanno
posizionato guide nelle tre chiese sulle pendici del Pezzulano:
Santa Maria, balcone sulla città nuova, San Giovanni, quasi una
pinacoteca consacrata a Defendente Ferrari e San Pietro,
solitario edificio scrigno di splendidi affreschi. Per creare
latmosfera un gruppo di giovani figuranti della cooperativa
Atypica, che hanno inscenato uno spaccato molto reale sia di un
corteo di appestati, che di un processo in pieno regola ad una
donna peccatrice portata per le strade acciottolate del borgo
legata alla gogna in catene. Lunico neo che ha
caratterizzato la giornata, la chiusura totale del centro
storico, infatti molti non hanno rispettato il divieto di
transito per i non residenti e così hanno intralciato di non
poco il fluire lento dei visitatori impegnati a cogliere anche il
più piccolo particolare artistico o storico. Abbiamo tastato il
polso degli organizzatori lassessore Rullo si è detto
soddisfatto, anche se questa mattina, appena guardato il
cielo ho subito pensato a come fare per poter rimandare la
manifestazione, ma poi fortunatamente tutto è andato molto bene,
da molte parti ci hanno chiesto una periodicità di questo tipo
di manifestazione e sicuramente studieremo la formula più
adeguata, purtroppo il problema delle auto è emerso, soprattutto
nel pomeriggio, è anche quando abbiamo transennato molti, non
residenti hanno ignorato il divieto e hanno tolto le
transenne incalza un obiettore comunale che per tutta la
giornata ha lavorato per la buona riuscita delliniziativa.
Soddisfatti anche alla cooperativa P.A.N. Cesare Berruto e
Massimiliano Borgia due delle cinque guide turistiche che hanno
operato tutto il giorno commentano i gruppi erano composti
da persone molto interessate, alcuni venuti qui per caso, altri
già a conoscenza delliniziativa e entusiasti della
formula. Naturalmente abbiamo sentito il parere degli
ospiti che hanno apprezzato molto la formula pullman. Un bilancio
positivo, dunque per Avigliana, che oltre ad essere la città dei
laghi è anche uno dei più interessanti esempi di borgo
medioevale e pinacoteca più interessanti del nostro Piemonte.
Alessia Giorda
In valle dal 13, 11 bambini di
Chernobyl Ritorneranno sabato 13 giugno in Valle di Susa i
bambini di Chernobyl: saranno undici bambini seguiti da
unaccompagnatrice e saranno ospitati da altrettante
famiglie valsusine. Da cinque anni Legambiente si dedica al
risanamento in Italia di bambini che provengono dalle zone
contaminate della Bielorussia e dellUcraina -così ricorda
Piercarlo Cotterchio, responsabile Legambiente per il Circolo
Valle di Susa-. Verranno organizzate gite al mare, in montagna,
parchi gioco... Tutto questo avviene proprio mentre nei giorni
scorsi è stato effettivamente riaperto il terzo settore della
centrale di Chernobyl: questo è un segnale molto grave, che va
ad aggiungersi alle già precarie condizioni della centrale, più
volte denunciate... Anche alle nostre denunce non sono seguite
grandi risposte, sembra quasi che le autorità stiano aspettando
un nuovo incidente per ricordarsi che là ancora oggi, a dodici
anni dallincidente, i reattori continuano a funzionare con
il rischio di nuovi e più pericolosi incidenti. Proprio per
evitare tutto ciò abbiamo indetto una petizione per la chiusura
della centrale... Ed intanto coltiviamo un sogno: quello della
ristrutturazione di una colonia situata in Bielorussia, da
trasformare in struttura polivalente per famiglie, bambini,
ragazze madri. A settembre alcuni tecnici dellArpa di Ivrea
con alcuni volontari di Legambiente Valsusa si recheranno in
Bielorussia per monitorare tutta la zona circostante
ledificio, per verificare lo stato di inquinamento
radioattivo: se lesito sarà favorevole scatterà la fase
della ristrutturazione. E mentre si pensa alla prossima
venuta dei bambini si ricorda che è possibile, per tutti coloro
che lo vogliono, concorrere alle spese per lospitalità,
facendo un versamento sul c/c postale n. 38599106 intestato a
Legambiente Circolo Vallesusa-Bussoleno (TO), causale versamento
Progetto Chernobyl Legambiente oppure telefonare a: (0330)
76.41.37 - (0122) 64.734.17 - (0122) 64.01.77. Gabriella Tittonel
Gabriella Tittonel
Vita della Chiesa Ventanni fa Il nostro 98 ha tre date che dobbiamo ricordare
con riconoscenza al Signore. Tutte e tre ci legano al nostro
Vescovo, al suo ministero in mezzo a noi. Il 10 giugno del
78, ventanni dunque a ieri, era di sabato, mons.
Garneri convocò i canonici della Cattedrale di San Giusto nella
sala capitolare e comunicò loro che Paolo VI aveva nominato un
nuovo vescovo a Susa. Era don Vittorio Bernardetto, parroco di
S.Lorenzo in Ivrea. Non mancarono, una settimana dopo, quando il
giornale ne diede notizia gli immancabili gioia e rimpianto.
Gioia per il nuovo vescovo e rimpianto per lanziano presule
(si diceva così) che lasciava la diocesi dopo un lungo ministero
che aveva attraversato tutti gli anni cinquanta, sessanta e
settanta. Da papa Pacelli allestate dei tre papi, Paolo VI,
Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Cera, ventanni
fa, una voglia di cambiamento. Anche la chiesa di Val Susa,
piccola ruga la chiamerà poi mons. Bernardetto, sentiva che i
suoi polmoni erano un po asfittici. Giocavano a favore del
nuovo vescovo diversi fattori. Era un parroco, arrivava da una
diocesi viva come quella di Ivrea, aveva lavorato anche nella
catechesi e nelle comunicazioni sociali. Lo si sapeva anche amico
di Enzo Bianchi, meno famoso allora, ma già uomo di frontiera. E
così in molti, il 7 luglio, andammo ad Ivrea per la sua
consacrazione episcopale. Conoscemmo anche San Savino, patrono
della diocesi eporediese. Ricordo di esserci andato con Leo
Mellano, indimenticabile amico. Con lui, con Annarosa Brezzo
Martra, Sandro Vigna e don Bartolomasi si lavorò in quegli anni
per levangelizzazione e la formazione umana. Grandi temi
davvero, che davano respiro a tutta la chiesa. Mons. Bernardetto
entrò poi in diocesi il 17 settembre. Ventanni. Per molti
di noi sono stati la parte centrale della vita. Nel conto delle
perdite e dei profitti, questi ventanni vanno registrati
con speranze e progetti divenuti realtà e speranze e progetti
restati nel cassetto. Cest la vie. Ma oggi, ripensando a
quel lontano 10 giugno, mi pare che debba prevalere un solo
sentimento. Quello della gratitudine e per dirlo, basta una
parola: grazie, vescovo Vittorio. d.e.-
d.e.
Vino BORGONE - Si dice in campo investigativo che tre
indizi costituiscono una prova. Ebbene per il concorso enologico
Valle di Susa si è giunti alla terza edizione con un crescendo
costante di partecipanti: in qualche modo possiamo affermare di
aver la prova della felice intuizione avuta tre anni or sono
dallazienda agricola Carlotta di Borgone che ha inventato
pressochè dal nulla la manifestazione. I numeri sono lì a
dimostrarlo. Nel 97 i viticoltori presenti furono 78,
questanno il loro numero è salito a 96. E a detta degli
esperti la qualità e la bontà dei vini continua a migliorare.
La scorsa domenica, in piazza Montabone, presso gli stand
alluopo allestiti, ha avuto luogo la premiazione dei
vincitori. Il sindaco Alpe, aprendo la cerimonia, ha rivolto un
caloroso plauso a tutti i concorrenti, che dimostrano, con la
loro nutrita partecipazione, lesistenza di una tradizione
vitivinicola in Valle di Susa che per troppi anni era rimasta
nellombra. A dar lustro alla premiazione sono intervenuti
lon. Massa, lassessore regionale Botta, il
consigliere provinciale Canavoso, lassessore della
Comunità Montana Bar, i sindaci di Villar Focchiardo e Gravere
Chiaberto e Olivero Pistoletto. Vincitore assoluto è risultato
Ezio Pinard di Chiomonte, seguito da Pierpaolo Ponte di Giaglione
e da Ferdinando Vayr di San Didero. A Franco Croce di Bussoleno
è toccato, invece, il premio per il miglior vino valligiano
prodotto con almeno il 70 per cento di uve locali. Un
riconoscimento speciale è andato a Bruna Nurisso per il miglior
vino prodotto a Borgone esclusivamente con uve locali. Questo,
infine, lelenco dei premiati per i migliori vini prodotti
in ogni comune della Valle esclusivamente con uve locali: Luisa
Cogerino di Almese, Pierluigi Bodoira di Bruzolo, Francesco
Pesando di Bussoleno, Sibylle Luft di Caprie, Fabrizio Lenzi di
Chianocco, Mario Marchetto di Chiomonte, Luciano Cometto di
Condove, Cesare Favro di Exilles, Giuseppina Pennati di
Giaglione, Aldo Olivero Meanotto di Gravere, Ilide Pelissero di
Meana, Lorenzo Durbiano di Mompantero, Franco Richiero di San
Didero, Emilia Borgis di San Giorio, Sergio Perottino di Susa e
Amerigo Menone di Venaus. Un premio particolare è poi stato
consegnato alle tre aziende agricole valsusine che hanno ricevuto
la certificazione doc per i vini dellannata 97: si
tratta di Carlotta di Borgone, Martina di Giaglione e Sibille di
Gravere. Molti riconoscimenti, dunque, dati a ragion veduta
sentendo le impressioni del pubblico che ha preso dassalto
il banco di assaggio. E a dir il vero non si è reso onore solo a
Bacco: la mostra mercato, allestita in un padiglione vicino, ed
il pranzo con i prodotti tipici valsusini hanno consentito ai
visitatori accorsi di gustare le tante prelibatezze che questa
Valle sa offrire.