La diocesi di Susa
è convocata oggi in Cattedrale per partecipare alla celebrazione del
sacramento dell’Ordine che viene conferito, nel grado del
Presbiterato ad Antonello Taccori.
Si tratta di una consacrazione, di un unzione nello Spirito Santo
con il quale Cristo, mediante la sua Chiesa, da al neo sacerdote
una “Potestà sacra”.
D.Antonello partecipa all’unico sacerdozio di Cristo, Sommo
Sacerdote e unico mediatore di salvezza eterna. Da questo momento
dovrà essere, secondo la bella espressione di S.Ignazio d’Antiochia:
“l’immagine vivente di Dio Padre”.
Sei chiamato ad essere “cooperatore del Vescovo” nel far crescere la
Chiesa, nel santificarla e governarla, in unione agli altri
presbiteri. La comunità dei sacerdoti di Susa ti accoglie con gioia.
Sentiti sempre parte di quel presbiterio, eletto da Gesù per
essergli vicino nell’amore e nella condivisione.
Antonello Sacerdote è un dono grande che lo Spirito Santo fa a tutta
la Chiesa, così come è dono la risposta generosa ed entusiasta che
Antonello fa a Dio che lo chiama a dare se stesso per salvare
l’umanità. La vita di ogni cristiano deve avere questa finalità di
salvezza, ma il sacerdote dona tutti i suoi carismi e le sue energie
per santificare, insegnare e guidare il popolo di Dio. Lui è il
responsabile della santificazione delle persone affidate alla sua
cura.
Pensate che responsabilità! Quando d.Antonello si presenterà al
giudizio finale Gesù chiederà a lui conto di cosa ha fatto per
salvare quelle anime che la Provvidenza ha messo sul suo cammino. E
non potrà scusarsi dicendo che è debole e poca cosa, perché Gesù gli
risponderà: “Ti ho dato la Mia Parola, la forza dello Spirito Santo,
la grazia dei Sacramenti”. La fede in Gesù darà efficacia a questi
strumenti di salvezza.
Il Sacerdote affianca il Vescovo e, unito a lui e al suo
presbiterio, forma quella forza spirituale di collaboratori diretti
del Buon Pastore, che ama i battezzati ed espande la sua efficacia
di amore e santificazione su tutta l’umanità.
D.Antonello ha scelto la lettura della vocazione del profeta
Geremia, poiché come il profeta, si è sentito inviato a portare
l’annuncio di salvezza, ed ha compreso e già vissuto nell’esperienza
di preparazione al sacerdozio, che la sua persona è debole e
inadeguata al grande compito affidatogli di convertire le persone,
di santificarle e salvarle, ma Dio è con lui. Siamo strumenti nelle
mani di Dio e bisogna essere disponibili e generosi con il Signore.
Lo Spirito Santo scenderà oggi su Antonello, per rendere forte la
sua debolezza, saggia la sua parola, il suo cuore capace di amore.
Lo Spirito Santo farà di Antonello un altro Cristo, che porterà
l’amore di Dio ai fratelli. Questa consacrazione totale a Gesù, che
trasforma ontologicamente la persona, è il “carattere” del
sacramento che non gli sarà mai più tolto.
Diventare tutto di Cristo fa del sacerdote l’uomo chiamato a portare
l’Amore nel mondo. L’Eucarestia che celebrerà ogni giorno, lo
conformerà all’Amore, unendolo a Cristo e trasformandolo nel
sacramento stesso, in Cristo che celebra.
Tutta la vita del sacerdote si riassume nell’Eucaristia. La
preghiera e il rendimento di Grazie, il nutrimento della Parola di
Dio, l’immersione nel mistero della Passione, Morte e Risurrezione
del Salvatore, il conseguente perdono dei peccati, il nutrirsi
dell’unico pane e vino consacrati sacramento di edificazione del
corpo di Cristo, fino all’andare nel mondo per portare la salvezza
“in Persona Cristi”.
Sia la Santa Messa, caro d.Antonello, il centro della tua giornate e
la luce che la illumina. La tua pastorale sarà efficace solo se
partirà da una tua partecipazione amorevole alla S.Eucaristia.
Gesù ti vuole tutto Suo, non tradirlo mai e lascia allo Spirito
Santo di vincere in te ogni resistenza e ogni residuo di egoismo,
affinché ogni tua azione brilli dell’amore. “Come il Padre ha amato
me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”.(Gv.15,9)
Questo è il mandato del Signore e ogni sacerdote da frutti
rigogliosi se sa far trasparire l’amore di Dio: accoglienza,
benevolenza, carità, ma specialmente zelo per le anime. “Da mihi
animas, coetera tolle” Toglimi pure tutto, anche la vita, ma fa che
porti dei fratelli al tuo amore. Fammi strumento della loro
salvezza. Solo così come sacerdoti amiamo veramente i fratelli.
Potremmo aiutare la gente in mille occasioni, ma se non diamo loro
la salvezza eterna non abbiamo dato nulla. E qui permettimi di
ricordarti uno dei doni più belli che Gesù fa al sacerdote; “Quello
che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. La promessa
dell’assoluzione dei peccati sia per te vanto e strumento di
santificazione dei fedeli. Passa molto tempo nel confessionale, sii
sempre a disposizione per il perdono. Il sacramento della
confessione attinge proprio al cuore di Gesù trafitto sulla Croce, e
le tue mani consacrate ti danno, per mandato del Vescovo, questo
meraviglioso compito.
Con il sacramento dell’Ordine siamo il ponte che unisce gli uomini a
Dio e questo è il nostro compito. Gesù ha voluto scegliere fra i
suoi alcuni uomini, affinché siano suoi collaboratori speciali per
la salvezza del mondo.
Antonello, sei un prescelto! Unito agli altri sacerdoti,
collaborerai con il Vescovo per l’edificazione della S.Chiesa. Non
da solo, ma la fedeltà alla promessa di obbedienza che farai di qui
a poco al Vescovo e ai suoi successori, ti darà la grazia di
lavorare con tutta la Chiesa e quindi con la forza del Corpo di
Cristo.
Desidero ricordarti ancora ciò che potrebbe sembrare scontato se non
fosse che facilmente lo si dimentica: Il Sacerdote è uomo di
preghiera. L’ultima frase del vangelo di Giovanni ci dice: “Perché
tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo concederà”(Gv:15,12)
Non aver paura di disturbare Dio Padre, Lui attende solo la nostra
richiesta d’aiuto per mostrare la Sua misericordia. Nella voce del
sacerdote Dio riconosce la voce del Suo Figlio e si commuove.
Senza la preghiera sarai solo ad agire e il risultato sarà in
proporzione delle tue forze; con la preghiera sarà Dio in azione,
con la sua onnipotenza e il bene che farai sarà infinito.
La Madonna del Rocciamelone, Madre del sacerdozio, ti protegga nei
pericoli, ti guidi con attenzione materna e ti doni le grazie e
soddisfazioni sacerdotali più belle.
(letture: Ger.1,4-9;
Ef. 4,1-7; Gv. 15,9-17)