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La Valsusa - n. 28 del 6 luglio 2006
 
  Ordinazione sacerdotale di don Antonello Taccori, sabato 1° luglio
L’omelia del vescovo

Servizio:
Antonello: un nuovo prete per la chiesa di Susa

L'omelia del Vescovo:
 

Il ringraziamento:
Sono felicissimo per il dono della vocazione al sacerdozio

 

La diocesi di Susa è convocata oggi in Cattedrale per partecipare alla celebrazione del sacramento dell’Ordine che viene conferito, nel grado del Presbiterato ad Antonello Taccori.
Si tratta di una consacrazione, di un unzione nello Spirito Santo con il quale Cristo,  mediante la sua Chiesa, da al neo sacerdote una “Potestà sacra”.
D.Antonello partecipa all’unico sacerdozio di Cristo, Sommo Sacerdote e unico mediatore di salvezza eterna. Da questo momento dovrà essere, secondo la bella espressione di S.Ignazio d’Antiochia: “l’immagine vivente di Dio Padre”.
Sei chiamato ad essere “cooperatore del Vescovo” nel far crescere la Chiesa, nel santificarla e governarla, in unione agli altri presbiteri. La comunità dei sacerdoti di Susa ti accoglie con gioia. Sentiti sempre parte di quel presbiterio, eletto da Gesù per essergli vicino nell’amore e nella condivisione.
Antonello Sacerdote è un dono grande che lo Spirito Santo fa a tutta la Chiesa, così come è dono la risposta generosa ed entusiasta che Antonello fa a Dio che lo chiama a dare se stesso per salvare l’umanità. La vita di ogni cristiano deve avere questa finalità di salvezza, ma il sacerdote dona tutti i suoi carismi e le sue energie per santificare, insegnare e guidare il popolo di Dio. Lui è il responsabile della santificazione delle persone affidate alla sua cura.
Pensate che responsabilità! Quando d.Antonello si presenterà al giudizio finale Gesù chiederà a lui conto di cosa ha fatto per salvare quelle anime che la Provvidenza ha messo sul suo cammino. E non potrà scusarsi dicendo che è debole e poca cosa, perché Gesù gli risponderà: “Ti ho dato la Mia Parola, la forza dello Spirito Santo, la grazia dei Sacramenti”. La fede in Gesù darà efficacia a questi strumenti di salvezza.
Il Sacerdote affianca il Vescovo e, unito a lui e al suo presbiterio, forma quella forza spirituale di collaboratori diretti del Buon Pastore, che ama i battezzati ed espande la sua efficacia di amore e santificazione su tutta l’umanità.
D.Antonello ha scelto la lettura della vocazione del profeta Geremia, poiché come il profeta, si è sentito inviato a portare l’annuncio di salvezza, ed ha compreso e già vissuto nell’esperienza di preparazione al sacerdozio, che la sua persona è debole e inadeguata al grande compito affidatogli di convertire le persone, di santificarle e salvarle, ma Dio è con lui. Siamo strumenti nelle mani di Dio e bisogna essere disponibili e generosi con il Signore.
Lo Spirito Santo scenderà oggi su Antonello, per rendere forte la sua debolezza, saggia la sua parola, il suo cuore capace di amore. Lo Spirito Santo farà di Antonello un altro Cristo, che porterà l’amore di Dio ai fratelli. Questa consacrazione totale a Gesù, che trasforma ontologicamente la persona, è il “carattere” del sacramento che non gli sarà mai più tolto.
Diventare tutto di Cristo fa del sacerdote l’uomo chiamato a portare l’Amore nel mondo. L’Eucarestia che celebrerà ogni giorno, lo conformerà all’Amore, unendolo a Cristo e trasformandolo nel sacramento stesso, in Cristo che celebra.
Tutta la vita del sacerdote si riassume nell’Eucaristia. La preghiera e il rendimento di Grazie, il nutrimento della Parola di Dio, l’immersione nel mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Salvatore, il conseguente perdono dei peccati, il nutrirsi dell’unico pane e vino consacrati sacramento di edificazione del corpo di Cristo, fino all’andare nel mondo per portare la salvezza “in Persona Cristi”.
Sia la Santa Messa, caro d.Antonello, il centro della tua giornate e la luce che la illumina. La tua pastorale sarà efficace solo se partirà da una tua partecipazione amorevole alla S.Eucaristia.
Gesù ti vuole tutto Suo, non tradirlo mai e lascia allo Spirito Santo di vincere in te ogni resistenza e ogni residuo di egoismo, affinché ogni tua azione brilli dell’amore. “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”.(Gv.15,9)
Questo è il mandato del Signore e ogni sacerdote da frutti rigogliosi se sa far trasparire l’amore di Dio: accoglienza, benevolenza, carità, ma specialmente zelo per le anime. “Da mihi animas, coetera tolle” Toglimi pure tutto, anche la vita, ma fa che porti dei fratelli al tuo amore. Fammi strumento della loro salvezza. Solo così come sacerdoti amiamo veramente i fratelli.
Potremmo aiutare la gente in mille occasioni, ma se non diamo loro la salvezza eterna non abbiamo dato nulla. E qui permettimi di ricordarti uno dei doni più belli che Gesù fa al sacerdote; “Quello che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. La promessa dell’assoluzione dei peccati sia per te vanto e strumento di santificazione dei fedeli. Passa molto tempo nel confessionale, sii sempre a disposizione per il perdono. Il sacramento della confessione attinge proprio al cuore di Gesù trafitto sulla Croce, e le tue mani consacrate ti danno, per mandato del Vescovo, questo meraviglioso compito.
Con il sacramento dell’Ordine siamo il ponte che unisce gli uomini a Dio e questo è il nostro compito. Gesù ha voluto scegliere fra i suoi alcuni uomini, affinché siano suoi collaboratori speciali per la salvezza del mondo.
Antonello, sei un prescelto! Unito agli altri sacerdoti, collaborerai con il Vescovo per l’edificazione della S.Chiesa. Non da solo, ma la fedeltà alla promessa di obbedienza che farai di qui a poco al Vescovo e ai suoi successori, ti darà la grazia di lavorare con tutta la Chiesa e quindi con la forza del Corpo di Cristo.
Desidero ricordarti ancora ciò che potrebbe sembrare scontato se non fosse che facilmente lo si dimentica: Il Sacerdote è uomo di preghiera. L’ultima frase del vangelo di Giovanni ci dice: “Perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo concederà”(Gv:15,12)
Non aver paura di disturbare Dio Padre, Lui attende solo la nostra richiesta d’aiuto per mostrare la Sua misericordia. Nella voce del sacerdote Dio riconosce la voce del Suo Figlio e si commuove.
Senza la preghiera sarai solo ad agire e il risultato sarà in proporzione delle tue forze; con la preghiera sarà Dio in azione, con la sua onnipotenza e il bene che farai sarà infinito.
La Madonna del Rocciamelone, Madre del sacerdozio, ti protegga nei pericoli, ti guidi con attenzione materna e ti doni le grazie e soddisfazioni sacerdotali più belle.

 

(letture: Ger.1,4-9; Ef. 4,1-7; Gv. 15,9-17)

 

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